Trapa Natans, la castagna di mare

//LA LUPA CHE TESSE. Storia di una pianta e dei suoi semi dall’aspetto strano che ha un legame mistico tra oppio grano e melograno.

Di Tania Pagliara //LA LUPA CHE TESSE. La trapa è una pianta acquatica di origine euroasiatica ed africana. Vive nelle acque dolci prediligendo stagni , paludi e canali. I suoi semi, dallo strano aspetto, si trovano spesso sulle spiagge trasportati dai corsi d’acqua nel mare, per questo vengono spesso scambiati per alghe. Il suo frutto commestibile è una pseudo drupa monocarpica, di colore scuro, diventa nero quando è secco. Cambia forma in base all’ambiente, ha comunque una forma con spigoli che gli permette di ruotare e far nuotare la pianta, funziona da elica, ma anche da ancora e quando è secco da fuso per la nuova piantina. Questo frutto preistorico ha in se tutte le caratteristiche della grande madre, tessitrice, nave, ancora, rappresenta anche la dea Ana del primo nutrimento, perché da esso si estraeva la farina nel neolitico, come provato da reperti archeologici di molti villaggi neolitici dell’Italia settentrionale ed in altre zone. Castagne d'acqua

Il frutto della trapa sembra spiegare anche il legame mistico tra l’oppio, il grano ed il melograno: scambiata tutt’ora per le uova di razza, animale usato come elettro analgesico nell’antichità, è dello stesso genere del melograno e simile nell’aspetto al preistorico melograno nero(nano), produce una farina simile a quella di grano. Tutto lascia credere che sia stata questa pianta a creare nell’uomo l’idea della dea della palude, anche i suoi aspetti:pipistrello, cerva, trigene, toro ecc ricordano la dea. Il punto che non torna è che non contiene alcaloidi, anche se è considerata una pianta medica ed usata nella medicina hayurvedica come afrodisiaco. Dall’antichità fino ai nostri giorni i suoi semi sono stati usati come amuleti, spesso contro i vampiri, sono stati prodotti anche rosari. In Puglia la trapa si è estinta nell’ottocento, anche se qualche pianta è sopravissuta fino a qualche anno fa ad Otranto ed in alcuni canali dell’entroterra fino alla bonifica. Il nome dialettale è ‘tiaulicchi’(PICCOLI DIAVOLI) o ‘tiaulicchi te mare’ perché, dalle indagini etnologiche ho riscontrato che era opinione comune crederla una pianta che veniva dagli abissi del mare, legata anche agli inferi ed associata agli ‘uri’, i folletti salentini, che vengono chiamati anche loro ‘tiaulicchi’. Nel nord Italia continua a nascere una specie di tripa, usata ancora oggi in cucina. A Mantova viene chiamata Trigol. E’ ancora tradizione popolare organizzare una festa in suo onore, la festa del re Trigol; nell’occasione vengono preparate frittelle dolci con la sua farina, gli struffoli(come i dolci napoletani), che vuol dire ‘strozzare’, anche questa idea di strozzatoio ci ricollega a riti con sostanze psicoattive, eppure la castagna d’acqua non lo è! L’unica spiegazione è che nella preistoria esistesse una specie di trapa natans psicoattiva e con la sua estinzione il culto della grande madre cambio’, identificando la dea in tre piante diverse: il papavero, il grano(ergot), il melograno(sostanze alcoliche). L’unica prova a favore di questa tesi ci viene data dai sumeri nell’epopea di Gilgamesh. L’eroe cita una pianta dell’eternità andata dispersa durante il diluvio universale e ne cerca una simile negli abissi marini. Anche alcune raffigurazioni della mesopotamica Lamashtu, demone che deriva da un’antica dea della palude, sembrano alludere alla trapa natans. Non ci resta che attendere il risultato degli scavi nel tempio di Gobekli tepe, sperando di avere chiarimenti al riguardo. Di certo abbiamo questo buonissimo frutto dal sapore di castagna, che può essere gustato arrostito, come le castagne di terra, o con buonissimi dolci preparati dalla sua farina. La trapa viene coltivata in oriente ed usata nella cucina in India, Cina e Giappone. La sua coltivazione è stata proibita in America, dove venne importata in epoche recenti, perché ritenuta invasiva e responsabile del soffocamento degli acquitrini, anche questa sua caratteristica l’associa al demone Lamasthu ed ai nostri Uri, che appunto soffocano nel sonno. BIBLIOGRAFIA -INTERNATIONALRESEARCH, JOURNAL OF FARMACY TRAPA NATANS, WATER CHESTSUT 30/05/2012 -L’UOMO E LE PIANTE NELLA PREISTORIA UNIVERSITà DI PISA ESTRATTO MOSTRA CONVEGNO 2007 -ECOSISTEMAVERBANO -ACTA PLANTARUM

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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