I parlamentari si mobilitano per Mps

Roma. Un documento sottoscritto da molti politici salentini di ogni colore è stato presentato per sollecitare il ministero sulla vertenza Mps nel Salento

Roma. La vertenza Mps all’attenzione del governo nazione. Il deputato del Pd, Teresa Bellanova ha infatti sottoscritto un’interrogazione parlamentare per sollecitare i ministri del Lavoro e dell’Economia all’apertura di un tavolo interministeriale con tutti i soggetti coinvolti nel percorso di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale, in modo tale da salvaguardare i posti di lavoro. Un’interrogazione trasversale se si guarda alle firme presenti in calce, tutti i politici salentini hanno raccolto l’invito da Raffaele Fitto, Salvatore Capone, Roberto Marti a Rocco Palese. A rischiare il posto di lavoro nel Salento sarebbero circa 200 persone, stando almeno al nuovo piano industriale rilanciato dall’istituto bancario. “L’attuale situazione – si legge nell’interrogazione -, vede come unici soggetti interessati a divenire azionisti di questa nuova società due aziende non bancarie, Bassilichi e Accenture”. “La banca – proseguono i firmatari -, si è di fatto defilata, e se per un anno ha sostenuto con mercato e lavoratori che non avrebbe esternalizzato, ma solo ‘societarizzato’, mille dipendenti con le relative attività, oggi a pochi giorni dalla realizzazione del progetto scopre le carte e scompare della compagine azionaria del nuovo soggetto”. Non solo. “Dalle informazioni raccolte dai lavoratori – prosegue l’interrogazione – sembrerebbe che le società interessate all’acquisizione delle attività oggetto di esternalizzazione non siano nelle condizioni di offrire garanzie adeguate in una prospettiva di lungo termine. Nello specifico, infatti, Bassilichi sarebbe un gruppo composto, ad oggi, da circa mille e 100 dipendenti per i quali pare siano in atto procedure di riduzione dell’orario di lavoro, di cassa integrazione e solidarietà. Accenture sembrerebbe essere una società da anni interessata ad operazioni di outsourcing che pare abbiano portato alla precarizzazione di molti lavoratori (ad esempio la vertenza lavoratori Tess)”. Per quanto riguarda, nel dettaglio, la situazione della provincia di Lecce, è bene ricordare come l’operazione avesse inizialmente previsto il coinvolgimento potenziale di una platea di 2mila e 58 lavoratori, tutti appartenenti alla divisione denominata Daaca, allocati su 7 diversi poli (Siena, Lecce, Milano, Padova, Roma, Firenze e Mantova). “I lavoratori – sostengono i firmatari – lamentano che non si parla di piano industriale, ma semplicemente di taglio dei costi operato solo sul personale e chiedono, come sia possibile che Mps ceda le attività ed i lavoratori che le svolgono ad una nuova società che promette di fornire a Bmps le stesse attività, con lo stesso personale, dietro il pagamento di un canone ben più basso del costo del personale stesso. Il Salento non può permettersi la perdita neanche di un solo posto di lavoro, ormai. Faremo tutto quello che è in nostro potere per scongiurare un’offensiva di questa portata”.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!