I quaderni che raccontano la storia

Casarano. Luigi Marrella torna con un nuovo libro, questa volta alla scoperta del Risorgimento

Casarano. Dopo il successo de “I quaderni del duce (1995)” Luigi Marrella torna con un nuovo libro “Fratelli d’Italia, compagni di scuola”. Docente di Storia e Filosofia, è da numerosi anni impegnato nell’ambito degli studi sul fascismo, nel recupero e valorizzazione di alcune fonti documentarie generalmente considerate “minori”, appassionato collezionista di antichi quaderni dalle copertine evocative. Daniele Manin Liberato dal carcere

Nel nuovo lavoro Marrella cerca di capire se i quaderni di scuola abbiano avuto un loro ruolo anche in epoche diverse da quella fascista, scegliendo di indagare un tema fortemente partecipato e coinvolgente sul piano ideologico-emotivo, quello del Risorgimento e amor di patria, dalla nascita del Regno d’Italia agli anni Venti; vale a dire dalle prime forme di strutturazione del mito risorgimentale all’avvio ufficiale di un suo uso politico. “La mia non è una ‘collezione' in senso classico – commenta Marrella – come può essere quella di monete, francobolli, sorpresine kinder e similari. Anzi, per certi aspetti, odio la insulsa maniacalità, ai limiti del patologico, di alcuni collezionisti, che farebbero follie (soprattutto di natura economica) per avere, appunto, il pezzo mancante o la ‘varietà' di uno che già possiedono. È, invece, una raccolta di materiali particolari, i quaderni di scuola, fino ad una ventina di anni fa completamente ignorati come fonte storiografica (storia dell'illustrazione, del costume, della pedagogia, delle ideologie, ecc.). I fanti resistono nelle trincee di Opacchia (Carso) 1917

Per cui non vado alla ricerca del pezzo mancante. Eppure, ora che ci penso, sono ormai numerosi anni che mi sforzo di ricostruire una serie di quaderni, formata da 16 pezzi, edita tra il 1936 e il 1937, che ha una peculiarità: nella quarta di copertina vi è un testo a stampa che riporta – a puntate – una biografia di Mussolini ad uso e consumo dei bambini. Sarebbe per me estremamente importante riuscire a ricostruirla per intero. Ormai uno solo, appunto, è l'anello mancante. Quando (e se) lo ritroverò, pubblicherò l'intera biografia, accompagnandola con una presentazione adeguata. È probabile, quindi, che anche io faccia parte della folta schiera dei maniaci”. In questo nuovo percorso (che tocca momenti importanti della storia del giovane Regno, come la guerra di Libia e la Grande guerra) egli ha colto – sotto lo spettro interpretativo dei quaderni scolastici (e soprattutto delle loro copertine) – significative anticipazioni di quell’approccio strumentale tipico del fascismo maturo degli anni Trenta, quasi una sorta di prova generale di una rappresentazione che, successivamente, avrebbe avuto un allestimento di tutto rispetto, con attori ed interpreti di primo livello ed una scenografia così ben costruita sul piano degli artifici da sembrare vera. Le numerose illustrazioni, in buona parte inedite, che accompagnano il testo permettono poi al lettore di accostarsi anche visivamente a quelle tracce documentarie che tanto hanno contribuito alla costruzione dell’immaginario infantile; ma non solo.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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