Dal miracolo della dea della palude alle fiere a Campi Salentina e Trepuzzi

//LA LUPA CHE TESSE. Dal culto della Dea Madre a quello della Madonna dell’Alto fino al miracolo mariano con la nascita della fiera della Madonna della Mercede.

Di Tania Pagliara //LA LUPA CHE TESSE. I miei studi sulla serra della Madonna dell’Alto ed i villaggi preistorici limitrofi sono ventennali. Partono da un approfondimento personale di passati studi sulla salentinità e sugli stati modificati di coscienza in Salento. I profani di etnologia o sociologia, sottovalutando questa scienza, presumono che essa sia un completamento di studi archeologici o storici, che si limiti a raccogliere interviste casuali. La popolazione salentina tramanda molto, tramanda la storia vera quella non scritta, non influenzata dai vari dominatori o baroni che si sono succeduti nell’arco dei secoli, libera dalla censura della stessa chiesa. Per questa ragione il popolo non si apre a chiunque, per questo fare un’indagine etnologica comporta anni di lavoro e serie difficoltà. Ho raccolto interviste molto significative rese attendibili da uno studio comparato con reperti archeologici, testimonianze storiche, studi etnobotanici, etnogeofisici, studi sulle droghe locali usate nei rituali contadini, sincretismi, credenze popolari, ecc…

Pubblicarle in questa sede è cosa impossibile, mi limito pertanto a riassumerne i risultati esponendovi i culti della grande madre della serra ed il suo sincretismo con la Madonna della Mercede e la sua fiera degli animali. La serra della Madonna dell’Alto è stata luogo di culto della Dea Madre sin dalla preistoria, quando le popolazioni delle paludi costruivano i loro villaggi lungo i canali e sulle alture. La dea madre era la dea della palude, di tutte le acque e della magia. Signora e madre di tutti gli animali, tessitrice di tutte le piante e dei loro spiriti. Era una divinità in metamorfosi, il suo ciclo di metamorfosi da ragno sotterraneo alla sublime cicogna rappresentava il ciclo dell’anno e delle stagioni. In seguito con l’invasione di genti pelasgiche il culto si trasformo’ in quello dei messapici TANA E TAOTOR. Tana è una grande madre simile alla madre cartaginese Tanit ed alla madre Japigia, signora e madre di tutti gli animali, sposa di Taotor, dio del cielo e del fulmine, in epoche messapiche piu’ tarde nel culto di Minzana pluvium (dio della pioggia) e madre terra.

In età ellenica il culto si sdoppiò, a valle (zona Carritieddhi) nacque il culto di Afrodite, più simile ad Anaxa(la venere cicogna di origine etrusca), sulle serre presumibilmente Demetra e la Kore. Con le prime migrazioni dei monaci orientali la serra venne adibita al culto della Madonna del Latte. Nel XVI sec, durante la dominazione del duca spagnolo Henriquez, il luogo di culto mariano più importante diventò la chiesa di Santa Marie delle Grazie, chiesa tardo gotica da lui ultimata nell’attuale piazza del paese di Campi. Il culto della Madonna delle Grazie, più spagnolo, sembra che non compensò nella popolazione il culto della Madre di Bagnara, dalla spiritualità molto più elevata, che rappresentava l’amore universale verso tutte le creature sia vegetali che animali. Infatti da subito vennero edificate, di fronte alla chiesa della Madonna delle Grazie, la chiesa di Santo Oronzo, con le statue di Santa Irene – la santa dei lupi – e santa Monica – madre cartaginese di sant’Agostino – come a voler supplire la spiritualità dell’antico Tautor, della dea degli animali Tana e della cartaginese Tanit (il cui simbolo è la croce). Al popolo non bastò la chiesa di Santo Oronzo per supplire la spiritualità universale della madre di Bagnara. Difatti nel ‘700, durante una carestia, avvenne un miracolo mariano dal quale nacque una fiera degli animali ed una nuova madre patrona legata agli animali. La leggenda racconta che ai piedi della vecchia strada che collegava la serra della Madonna dell’Alto con la cupa di Campi, in prossimità di una vecchia costruzione che poteva essere un condotto delle acque piovane o un vecchio fienile – chi può dirlo in un periodo di fame e miseria – comparve a dei mercanti stranieri una bellissima signora che ordinò loro di istituire una fiera degli animali per salvare il suo popolo dalla carestia. La strada dove comparve la nostra Signora era proprio lì dove scorreva il canale di scolo delle paludi che formava d’inverno una palude impulsiva nella zona dell’attuale rione Corea, chiamato anticamente la koira. La signora era proprio lei, la madre della palude comparsa dal canale, la madre di tutti gli animali.

Da allora ogni terza domenica di ottobre il nostro paese si riempie di cavalli, asinelli, pecorelle come ai tempi dei nostri antenati Messapi, noti allevatori di cavalli e commercianti. Nel luogo della visione sorge ora la chiesa della Madonna della Mercede, sentita dagli abitanti come una patrona. La fiera venne istituzionalizzata dai Borboni nell’’800, insieme alla vicina fiera di San Raffaele a Trepuzzi, che viene organizzata ogni quarta domenica di Ottobre.

Questo fa presumere che le due fiere siano nate insieme, come risonanza al miracolo della signora della palude. Infatti la palude impulsiva, che ha continuato a formarsi fino agli anni ’70, giungeva fino ai piedi del Monte d’Oro. Entrambe sono nate nel periodo in cui si sacrificava al dio messapico romano Menzana un cavallo. Sembra che le fiere rievochino il rito propiziatorio alla dea della palude ed al dio della fertilità. Era usanza, difatti, fino a non molti anni fa, sacrificare in occasione delle fiere un maialino.

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