Dipendenti Mps, non lasciateci soli

Lecce. Appello dei lavoratori salentini di Banca MPS ai Parlamentari pugliesi, ‘bisogna convocare un tavolo ministeriale’. A rischio 185 lavoratori

Lecce. Non lasciateci soli. L’appello dei lavoratori di banca Mps ai parlamentari pugliesi è accorato, a rischiare 185 impiegati, infatti durante l’ultimo piano industriale della banca senese ha accordato dei tagli nei quali rientrano anche eventuali licenziamenti ed esternalizzazioni del back office. Gli impiegati chiedono un tavolo ministeriale urgente. “In realtà – scrivono in una nota – Banca Monte dei Paschi non esternalizza il suo back office, ma spinge fuori dal perimetro bancario 1085 lavoratori ben identificati: le attività svolte sono solo un elemento iniziale di selezione, ma non determinante, considerando che lavoratori che svolgono la medesima attività finiscono uno per essere esternalizzato mentre l’altro viene indirizzato verso strutture diverse della banca. Il Salento viene oltremodo penalizzato da questa operazione che inizialmente vedeva coinvolta una platea di 2058 lavoratori tutti appartenenti alla divisione denominata DAACA, allocati su 7 diversi poli (Siena, Lecce, Milano, Padova, Roma, Firenze e Mantova). La Banca oggi ha ridefinito, infatti, il perimetro dei lavoratori da esternalizzare: saranno 1085, ossia il 52% del totale, ma la scelta ha colpito fortemente il Salento dove la percentuale di lavoratori interessati dalla cessione è vicina al 70% (a Milano la percentuale è del 13%, a Mantova del 55%): sono infatti 182 su 267 i lavoratori salentini che banca Monte dei Paschi intende cedere. I lavoratori leccesi, nell’ambito di questa operazione, a causa dell’età – continuano – media piuttosto bassa (circa 46 anni), risultano essere in assoluto i più esposti al rischio licenziamento definitivo. Risulta infatti evidente che la nuova società, che allo stato attuale altro non è che una scatola vuota, non sia in condizione di offrire alcuna certezza per il futuro”. “Banca Monte dei Paschi – ribadiscono i lavoratori – si è di fatto defilata, e se per un anno ha sostenuto con mercato e lavoratori che non avrebbe esternalizzato, ma solo “societarizzato” 1000 dipendenti con le relative attività, oggi a pochi giorni dalla realizzazione del progetto, scopre le carte e scompare dalla compagine azionaria del nuovo soggetto. Inoltre Bassilichi e Accenture come faranno a supportare una nuova società con 1100 dipendenti quando stanno licenziando e mettendo in cassa integrazione dipendenti di altre società di cui sono azioniste????Non permettete questo scempio!!!!! Aiutateci!!!!” Il territorio salentino gia’ fortemente penalizzato da gravi vertenze, non può permettersi di perdere ancora lavoro, sottolineano Occorre un’azione concreta della politica locale che deve pretendere l’apertura immediata di un tavolo ministeriale presso il governo. Ricordiamo che Banca Monte dei Paschi ha ricevuto 4 miliardi dallo Stato per evitare il fallimento, se verrà lasciata libera di portare a termine questa operazione lo Stato avrà finanziato una società che per ringraziamento licenzierà una parte dei suoi dipendenti con grave danno soprattutto per il nostro territorio. Occorre, pertanto, – concludono – che il Governo intervenga in modo determinante al fine di tutelare i livelli occupazionali con il ridimensionamento dei lavoratori in esubero grazie agli esodi anticipati e che, anche nella sua qualità di finanziatore della Banca, si faccia parte attiva nella trattativa che nei prossimi giorni MPS avvierà con i sindacati perché vengano fornite garanzie reali sul reintegro in Banca MPS di questi lavoratori in caso di crisi occupazionale della NEWCO subentrante”.

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