Natuzzi torna in Italia

Bari. Siglato l'accordo con l'azienda. Natuzzi torna ad investire in Puglia

Bari. Se per Omfesa tutto tace per Natuzzi la svolta è storica. Infatti l'accordo siglato prevede il ritorno del re dei divani dalla Romania – dove aveva delocalizzato – nuovamente in Italia. Il 90 per cento degli operai ha detto si al programma di salvataggio del “Polo Italia”, così da consentire il ritorno dell'azienda su suolo patrio. Riduzione degli esuberi, incentivi all'esodo e licenziamenti eliminati. Questa la strategia adottata da Regione e Ministero. I sindacati hanno convinto Natuzzi a ridurre il numero degli esuberi totali da 1726 a 1506. Nei 1726 esuberi iniziali erano compresi 1580 operai e 146 impiegati. Di questi ultimi, circa 50 saranno riassunti e il restante andrà in mobilità. Il piano per il riassorbimento degli esuberi si potrebbe completare con la creazione di una nuova “linea notte” di complementi d'arredo da parte della Natuzzi attraverso una ulteriore newco. Così l'azienda punta a recuperare altri 150 posti di lavoro. I sindacati chiederanno espressamente che questa linea venga trasferita negli stabilimenti in provincia di Bari. “Come ha già detto il presidente Vendola, commenta l'assessore al lavoro Leo Caroli, questa di oggi non è una festa, ma l'inizio di una sfida. E la sfida sta proprio nei caratteri innovativi dell'accordo. Per la prima volta alcune attività delocalizzate all'estero tornano in Italia. E tornano sulla Murgia, senza cinesizzare o rumenizzare gli stipendi dei lavoratori. Inoltre per la prima volta in un accordo si fa esplicito riferimento alla lotta al lavoro nero per contrastare la concorrenza sleale”.

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