Riclassamento sugli estimi catastali a Lecce

Lecce. Dopo gli anamenti arrivano anche le condanne alle spese per l’Agenzia del Territorio da parte della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce

Per l’Agenzia del Territorio piove sul bagnato. Dopo gli anamenti dei singoli atti di accertamento da parte della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce sia per i ricorsi individuali che per quelli collettivi che sono stati per la prima volta in Italia nella materia tributaria sono stati proposti a cura dello “Sportello dei Diritti”, nonché la soccombenza nel ricorso al Tar di Lecce che riguardava l’intero procedimento di riclassamento degli estimi catastali a Lecce, arrivano anche i primi dispositivi di accoglimento con condanna alle spese nei confronti dell’ente. È di ieri la notizia del deposito delle prime sentenze della CTP di Lecce, in particolare della terza sezione presieduta dal dott. Mario Buffa, che ha anato gli accertamenti degli estimi catastali dell’Agenzia del Territorio di Lecce e, novità assoluta, ha condannato la stessa Agenzia alle spese liquidate nell’importo di € 350,00 per ogni singola causa, oltre accessori di legge, distratte nei confronti dell’avvocato Maurizio Villani quale procuratore anticipatario. Anche alcune cause patrocinate dall’avvocato Alfredo Matranga hanno visto analogo risultato. Alla luce di tali nuove decisioni che confermano, se c’era da confermare l’illegittimità dell’operato della p.a., Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, rileva ancora una volta come dalle sentenze in questione emerga l’enorme danno portato alla collettività leccese e non solo per una procedura avviata su input dell’amministrazione comunale e portata avanti dall’Agenzia del Territorio. Danni che a questo punto si palesano ulteriormente anche nell’entità economica a carico dello Stato e quindi si riflettono su tutti i cittadini, se nel prosieguo i migliaia di ricorsi presentati giungeranno ad analoghi risultati.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!