“Aiutate il Nautico di Gallipoli”

Gallipoli. Appello del comitato per far valere le ragioni di questo storico istituto a rischio trasferimento, a loro dire, in strutture poco adeguate

Gallipoli. Giù le mani dal Nautico di Gallipoli. Un comitato di studenti e non si è costituito a favore di questo storico istituto, il suo portavoce Maurizio Rizzello, in una nota ha descritto la situazione della scuola che rischia ormai di essere spostata dalla cittadina ionica. “L'indirizzo di studi Trasporti e Logistica (ex Nautico) dell'IIS “A Vespucci” di Gallipoli molto presto potrebbe non avere più una sede in cui svolgere i propri corsi. La paventata chiusura o il più probabile trasferimento in qualche altro comune della provincia è ormai un dato di fatto che si concretizzerà entro pochi mesi per le seguenti ragioni: La vecchia sede, in via Gramsci, ad eccezione del Centro Risorse, non è fruibile già da alcuni anni per mancanza di manutenzione da parte della Provincia. Nell'ultimo quinquennio il Nautico di Gallipoli è stato “appoggiato” nell'edificio ex-Salesiani,ma, in conseguenza del recente cambio di destinazione d'uso di quella sede, è inevitabile che presto il Nautico sarà costretto ad abbandonarla”. Secondo il comitato la nuova scuola necessiterebbe di: 18 ambienti adibiti ad aule scolastiche; 16 locali per ospitare altrettanti laboratori didattici dalle caratteristiche di superficie, volumetria ed impiantistica molto particolari (ad es. laboratori di chimica, fisica, navigazione, metereologia, ecc.) che un edificio scolastico non appositamente strutturato non può possedere; 4 locali ad uso della Sez. Vela, ma anche la disponibilità di uno spazio sia coperto che scoperto per il ricovero delle piccole imbarcazioni a vela e a remi; la vicinanza di uno scalo d'alaggio con imbarcadero protetto e sicuro. “Ecco perché, fanno sapere, è necessario reperire in tempi stretti locali adeguati alle esigenze della scuola che in realtà già esistono e si trovano colpevolmente abbandonati – tuttavia agevolmente recuperabili – in via Gramsci”. Per questo chiedono di essere sentiti dal comune per poter spiegare quanto sta accadendo e trovare una soluzione.

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