Tra i No Tap anche la Lilt

La lega contro i tumori dice no al nuovo gasdotto: “i rischi e le problematiche non risolte che andrebbero a gravare su un territorio già pesantemente compromesso”

Lecce. Anche la Lilt si schiera contro la Tap. “La lettura del progetto finale, fanno sapere, presentato in commissione via illustrante il Gasdotto TAP non lascia dubbi circa i rischi e le problematiche non risolte che andrebbero a gravare su un territorio già pesantemente compromesso e che, in termini di vite umane (numero di malati, età di insorgenza delle malattie, decessi, incidenza tumorale) ha un conto aperto che ancora sconta e sconterà nei prossimi decenni le conseguenze dei nefasti modelli di insediamento e di sviluppo industriale (Cerano, Ilva, Coopersalento, ecc.)”. All’associazione preme in particolare il binomio: emissione/salute da tutelare. “Ebbene, il progetto finale (la relazione e le tabelle), fanno sapere, riconosce la produzione di emissioni che andranno in atmosfera dovuta al lavoro dell'impianto PRT che deve ridurre la pressione del gas in arrivo dall'estero per portarlo a quello utilizzata da Snam Rete Gas (SRG), ossia da 145 barG a 75 barG. Ciò significa che il Gasdotto TAP disattende e si fa beffa di tutte le raccomandazioni in materia di Salute pubblica (OMS, linee guida, ARPA Puglia) e di norme, raccomandazioni e sanzioni europee”. Basta solo questo, dicono, per dire no al progetto, ma secondo i rappresentanti della Lilt il Gasdotto TAP ripropone un modello di approvvigionamento energetico di tipo fossile che contrasta con l’opzione “green economy” basata sullo sviluppo e l’impiego delle fonti di energie pulite e rinnovabili e quindi meno impattanti. Negare questa evidenza e perseverare in azioni di aggravamento territoriale significa aumentare lo stato di emergenza ambientale e sanitario dell’intero Salento già segnato dai grandi impianti (ILVA a Taranto, il Petrolchimico a Brindisi e a Cerano) e da quelli medi e piccoli disseminati nella provincia di Lecce. Articoli correlati: Tutti gli uomini di Tap Ecco come Tap distruggerà San Foca Tap, i dubbi della Svizzera

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