Riflettori accesi sullo sport

Bari. Nel padiglione della Regione Puglia l’attività fisica al centro dell’attenzione. Una nuova dimensione per progettare città a misura di bambini e sportivi.

di Marina Di Mattina Scendono in campo i maestri dello sport. Nel padiglione della regione Puglia si discute di discipline sportive, tra campioni, dirigenti e rappresentanti politici. Guglielmo Minervini assessore alle Politiche Giovanili, Trasparenza e Legalità Regione Puglia, apre le danze facendo il punto della situazione. “Ci sono troppi bambini obesi nella nostra terra. Fino a questo momento al centro delle città c'era il diritto delle auto a circolare. Ora sta emergendo un più sano e consapevole bisogno di rimettere al centro la persona, in grado di esercitare un rapporto armonico e fluido con il proprio corpo”. Esiste una soluzione a dire del delegato regionale. “Bisogna tirare fuori i bambini dai video giochi e dalla cultura delle merendine per farli reinnamorare dello sport. Questo cambiamento potrebbe portare al cambiamento delle città' e ed estrarre nuovi campioni. Non fosse altro perché' il gioco di gruppo non e' nient'altro che il gioco della vita. Stiamo provando a portare nelle scuole consapevolezza e salute con l'aiuto del Coni che ha coinvolto 750 alunni alle prese con la cultura dello sport. L'obiettivo é che parte dell'offerta scolastica cambi proprio partire dallo sport”, congeda Minervini. Gli fa eco Giovanni Malagò, presidente del Coni: “Bisogna smuovere le coscienze. Noi come Coni non abbiamo potere legislativo, ma certe cose, come le leggi sugli stadi e sugli impianti sono indispensabili, anche per dare occupazione. Lo sport non è una materia fredda. Servono da parte dei nostri amministratori anche un po' di emozioni”, rincara Malagò, sperando di sensibilizzare opinione pubblica e politica insieme. È il turno di due campioni, Carlo Molfetta, e Igor Cassina. Testimoni oculari dell’attività fisica praticata con costanza e tenacia. Per il primo, oro olimpico nel taekwondo “Lo sport e' importante, ma è altrettanto importante in che modo lo sport venga insegnato”. Per il secondo, Igor Cassina, ex ginnasta e campione olimpico nella specialità della sbarra “Lo sport deve essere praticato per imparare a comportarsi. Ora alleno i bambini. È da loro che bisogna partire. Quanto a me, certo non mi sono ancora abituato a questo ritorno alla normalità. Mi manca avere un obiettivo importante da raggiungere in prima persona. Ma sto investendo sui più piccoli e ci credo tanto”.

Giovanni Malagò, presidente del Coni

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