Lisa, intime coincidenze e sensibilità

LA STORIA DELLA DOMENICA. Frigole. Nuovo singolo e nuovo videoclip per Tobia Lamare & The Sellers. Ecco come nasce una sintonia perfetta

Che cosa succede quando tre creativi della musica, del cinema e dell’arte si incontrano, per caso? Succede la magia. Succede, ad esempio, “Lisa”. Il nuovo singolo di Tobia Lamare & The Sellers tratto da “Are You ready for the freaks?”, secondo cd della band salentina, prodotto da Lobello Records, distribuito da Goodfellas e promosso con il sostegno di Puglia Sounds. Succede, per la precisione, il videoclip del brano, prodotto da Lobello records & Vlemma, scritto e diretto da Giuseppe Donadei con installazione di Pantaleo Musarò. Tre artisti – Lamare, Donadei e Musarò – per rendere nella maniera più delicata e pertinente possibile la delicatezza propria di una bambina. E’ la delicatezza di Lisa, figlia del leader della band. Ascoltare il “pezzo” e vedere il video significa avere la piccola davanti, respirare la semplicità dei bimbi, ritornare bambini noi stessi. Ed è tutto frutto di una serie di coincidenze fortunate. Ecco il videoclip: Prima coincidenza fortunata. “Tutto è nato da un incontro fortuito tra me e Tobia in un bar moto frequentato di Lecce – ci racconta Donadei -. Si parlava del più e del meno ed era tempo che io nutrivo il desiderio di realizzare un videoclip dalle sue musiche. Non avevo un’idea precisa di ciò che avrei fatto, ma un’idea di base la stavo strutturando. Il suo lavoro mi ispirava. Così, dicevo, lo scorso marzo ci siamo incontrati nel bar, per caso”. E tra un caffè e l’altro io gli ho fatto la proposta di lavorare insieme. Lui ha accettato. Non avevamo stabilito a quale brano in particolare. Avevamo solo deciso di fare un videoclip. Lui mi aveva dato la piena libertà di creare, mettendomi a disposizione l’intero cd”. Seconda coincidenza fortunata. Continua Donadei: “In quel periodo stavo collaborando con Pantaleo Musarò, un artista che fa installazioni molto scenografiche. Mi aveva contattato per sviluppare un progetto di videomapping, una tecnica particolare con la quale si esegue la mappatura di un video su grandi superfici piatte o tridimensionali, anche irregolari. In questo caso, mi chiedeva di mappare all’interno, di una sua installazione, una barchetta. Il lavoro a questo progetto era arrivato al culmine proprio a fine marzo, quando dovevamo cominciare a lavorare con Tobia. Così è nata una collaborazione unica, tra tre artisti divergenti per gusto e per esperienze, me perfettamente complementari. Il risultato è il videoclip ‘Lisa’, una sintesi perfetta di tutte le sensibilità in gioco. Certo, con un brano del genere, no era difficile fare bene. E’ bellissimo, parla di Lisa, è molto intimo, sognante. E mi ha convinto perché, da padre, mi ha coinvolto da vicino, mi ha portato in un viaggio all’indietro, fino ai sogni che facevo da bambino. Direi che ‘Lisa’ è un viaggio dentro noi stessi”. E, a proposito di viaggio, ecco la terza coincidenza fortunata. “La mia installazione ha come titolo ‘Psicomigrazioni’ – spiega Musarò -, un temine che neanche mi sono preoccupato di verificare se nel vocabolario della lingua italiana esiste, perché sintetizzava benissimo il messaggio dell'opera: prendendo come metafora il viaggio, cerca di suggerire al fruitore di iniziare un viaggio introspettivo, visualizzando nelle barchette le proprie aspettative, i propri sogni che quasi mai si riesce a realizzare. Quindi la frantumazione rappresentata dagli specchi rotti, il tutto supportato anche dalla proiezione di immagini in videomapping sulla prua di una barca che fuoriesce dal muro”. L’opera di Musarò è realizzata con carta, giornali, rete metallica, specchi, video. Il tema del viaggio, la dedica del brano alla figlia di Tobia… e la mia istallazione che mi è sembrata subito perfettamente adattabile allo scopo. Così quando Giuseppe mi ha detto che stava realizzando un videoclip per Tobia e mi ha raccontato il tema del ‘pezzo’, è stato semplice dare il mio contributo”. L’opera di Musarò era stata pensata per la biennale internazionale di arte contemporanea a Lecce. Ma, dice lui, “a quella manifestazione, poi, presentai un altro lavoro. ‘Psicomigrazioni’, invece, anche se installata in modo differente fu presentata alla manifestazione ‘ArtLab’ realizzata a Lecce dalla fondazione Fitzcarraldo di Torino. Sai, a volte, i casi della vita…”. // L’album Il nuovo album di Tobia Lamare & the Sellers definisce uno scenario indie folk intrigante, fatto di arrivi e partenze, incontri e amicizie. Undici tracce che stridono con la claustrofobia della musica di oggi e sono lontane dalle mode. Il disco nasce, come il precedente The Party (2009), in una masseria immersa nella campagna salentina, e si sente. È un album fatto di grandi spazi, di pomeriggi assolati e di serate trascorse intorno a un camino. Le ambientazioni più country della prima prova lasciano però spazio a un immaginario che attinge al passato punk/rock di Tobia Lamare (al secolo Stefano Todisco) e si spinge dalla campagna fino al mare incontrando la cultura surf e la sua musica (in particolare Donavon Frankenreiter). Il disco omaggia le radici del blues (She’s all rigth) per poi perdersi in fughe più lisergiche (Yellow), ha un retrogusto anni ’80 rivisto in chiave acustica alla sensibilità melodica del miglior James Taylor (Drive me back). Il gospel di Are you ready for the freaks? sembra una via di mezzo tra Give peace a chance di John Lennon e la sigla del telefilm Jefferson. Come per il precedente anche questo album si chiude con una marcetta elettropop (Step Beat) a metà strada tra Robert Smith e i Violent Femme. // Il tour Prosegue intanto il tour “Singing on water”, un articolato progetto tra musica e surf ideato da Tobia Lamare e da Surfinsalento.it. Nel corso di questo tour la band Tobia Lamare and The Sellers sarà accompagnata, infatti, dai surfer Angelo Verzini e Carlo Morelli (Surfinsalento) e dal video maker Simone Manfreda alla scoperta delle “scene” musicali e delle comunità surfistiche di molte regioni d’Italia e di molti paesi europei (Islanda, Germania, Albania, Grecia, Spagna, Francia, Portogallo). Chi fa surf cerca onde perfette. Chi fa musica cerca luoghi dove poter suonare trasferendo il proprio essere e dove poter incontrare altra musica. Onde di giorno, concerti di notte. “Il surf è uno stile di vita, una passione che si intreccia con la natura. Essere surfisti in Salento significa amare veramente questa dimensione, aspettare le onde che non arrivano, cercarle anche quando non ci sono”, sottolinea Tobia Lamare, agitatore della scena musicale da oltre 15 anni e surfista. “Abbiamo pensato a questo progetto anche come un veicolo di promozione turistica del Salento. Tutti insieme porteremo in giro la nostra esperienza di pugliesi e salentini, promuovendo il nostro territorio, creando un ponte con il resto del mondo”. Il materiale audio e video raccolto durante il viaggio diventerà poi un documentario sulle diverse comunità surfistiche e sulle scene musicali indipendenti. Tobia Lamare è affiancato sul palco da Antonio Candido jr (armoniche), Gianluca Martina (basso), Fabrizio Gualtieri (batteria).

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati