Tap, i dubbi della Svizzera

Nonostante sia svizzera una delle società con la quota di partecipazione più alta nel progetto, molti sono gli interrogativi sollevati nella regione elvetica

E’ stato annunciato come l’infrastruttura strategica per l’approvvigionamento di gas dall’Oriente; una vera convenienza per i Paesi europei. Tuttavia il gasdotto Tap, proposto dalla società Trans Adriatic Pipeline e recentemente preferito dal consorzio azero Shah Deniz al concorrente Nabucco, non ha il via libera unanime dell’Europa intera. A sollevare dubbi sulla sua opportunità è la Svizzera, nonostante sia svizzera una delle società che detengono la quota di partecipazione più consistente nel nuovo gasdotto, la Axpo (che ha il 42,5% delle quote, come la norvegese Statoil; la tedesca E.ON possiede invece il 15%). Jonas Grätz, ricercatore presso il Center for Security Studies del Politecnico federale di Zurigo, ha manifestato le proprie perplessità relative al passaggio del gasdotto attraverso un’area geografica tutt’altro che stabile dal punto di vista politico. Molte sono infatti le regioni caratterizzate da tensioni o conflitti: la Turchia, interessata dalle rivolte dei curdi; l’Azerbaijan e l’Armenia in continua frizione dopo la guerra di un ventennio fa; il Kurdistan, dove il gasdotto correrebbe grossi rischi per via dell’opposizione del partito dei lavoratori. Grandi dubbi sul progetto si sollevano anche relativamente alle prospettive di mercato. Il gas non è ancora conveniente dal punto di vista economico; più redditizio il carbone, ha fatto sapere Daniel Bächtold, portavoce dell'Associazione svizzera dell’industria del gas (ASIG). Inoltre Tap non è l’unico progetto di gasdotto in Europa; ve ne sono numerosi; una volta realizzati tutti, quanto saranno effettivamente utilizzati? In questa condizione di dubbi ed incertezze, la Axpo ha fatto sapere di essere intenzionata a ridimensionare la propria partecipazione nel progetto Tap: dal 42,5% e meno del 10%. Un ripensamento dal di dentro? Qui la ricostruzione dell'intera vicenda Tap Tutti gli articoli dell'inchiesta su Tap: La guerra del gas I 47 ‘ma’ del Ministero su Igi Poseidon Zamparutti vuole Tap Comitato No Tap: ‘La partita a scacchi sulla testa dei salentini’ Zamparutti: 'La mia condotta su Tap è chiara'

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!