Come le api. Le donne raccontano le donne

L’INTERVISTA. Lecce. 40 interviste a 40 donne salentine. Le autrici? Donne, naturalmente. Il risultato è nel libro “A nido d’ape”

LECCE – 40 donne che raccontano altre 40 donne. La loro storia, il loro impegno, la difficile conciliazione, in un mondo al maschile, di famiglia e carriera. S’intitola “A nido d’ape – Lavoratrici salentine si raccontano: quaranta donne ritratte da quaranta giornaliste”, il volume curato da Fabiana Salsi, Ilaria Marinaci, Ilaria Lia, Daniela Pastore, Valentina Murrieri, Serena Costa ed edito da Esperidi. Appena uscito in libreria, il volume è nato con una finalità benefica: l’intero ricavato delle vendite sarà infatti devoluto all’associazione “Per un sorriso in più Onlus” che opera a supporto dell’Unità Operativa di Oncoematologia Pediatrica del “Vito Fazzi” di Lecce. Realizzato con il patrocinio della Consigliera di Parità della Provincia di Lecce e il contributo di Vestas Hotels & Resorts, “A nido d’ape” è un lavoro collettivo che mette 80 donne allo specchio, focalizzando l’attenzione su 40 storie di lavoro e di vita, di progetti e di successi. Dalle magistrate in prima linea contro la malavita organizzata, alle attiviste per la parità di genere e la difesa delle donne vittime di violenza. E ancora, intellettuali e protagoniste della politica locale e nazionale, nomi dell’arte, dello sport, dell’imprenditoria. Tutte operose ed intasncabili come le “api”, cui il libro le paragona. Il volume, spiegano le coordinatrici del progetto, non mira a rappresentare una mappatura completa delle donne “eccellenti” del Salento perché è stato concepito in modo molto spontaneo, seguendo la naturale propensione di ciascuna delle autrici a ritrarre l’una o l’altra protagonista. In questo modo, nell’intento delle curatrici, si è cercato di raccontare un pezzo di storia locale, scavando nel segreto della forza di grandi donne che si sono affermate nella vita e nel lavoro. 40 intervistatrici, 40 intervistate. Sei curatrici del progetto. Com’è lavorare con sole donne? Fabiana Salsi: “Decisamente entusiasmante: il percorso non è stato affatto scontato. Noi donne siamo imprevedibili anche perché, alla continua ricerca della direzione giusta, cambiamo idea e rotta molto spesso. Tutt’altro che indecisione: è il risultato, credo, della nostra propensione al confronto, a non adagiarci come spesso (non me ne vogliano!) tendono a fare molti uomini. Il nostro progetto, infatti, è frutto di un susseguirsi di scambi di opinione. Ci siamo messe in discussione di continuo scambiandoci esperienze, provando a scrivere e curare un libro in cui ci fosse un piccolo pezzetto di ciascuna raccontando il segreto della forza di donne secondo noi esemplari. Era a loro che pensavamo quando, lo scorso inverno, durante una serata trascorsa parlando di sogni e aspirazioni, abbiamo pensato di ritrarre i nostri ‘modelli positivi’ bissando a Lecce un’esperienza felice già vissuta da me a Bologna con l’associazione La Compagnia delle Donne”. Come avete organizzato il lavoro? E quanto è stato difficile coordinarvi? Quanto tempo di “preparazione” ha richiesto? Daniela Pastore: “Ciascuna di noi sei coordinatrici ha fatto da ‘tutor’ ad un gruppo di colleghe. E' stato un impegno piacevolissimo, uno scambio entusiasmante. Ogni volta c'era la curiosità di immergersi nel personaggio, di respirare lo stile narrativo di una collega. Quanto al tempo impiegato, posso affermare senza timore di smentita che abbiamo tagliato il traguardo grazie alla nostra super coordinatrice, Fabiana Salsi: un orologio svizzero, preciso, incalzante, motivante. Un ‘ticchettio’ gradevolissimo che, a suon di mail, esortazioni e qualche rimbrotto ci ha portato alla meta”. Quale domanda non è mancata o si è ripetuta maggiormente nelle interviste? E’ stata una coincidenza? Ilaria Lia: “Dai profili delle nostre intervistate è emerso senza dubbio il loro carattere forte, determinato, poco incline alla rassegnazione. In una terra, il Sud, che da madre troppo spesso si trasforma in matrigna, consce delle difficoltà le nostre donne non hanno smesso di credere nei loro sogni, non hanno mai perso di vista i loro obiettivi. La tenacia è stata la loro arma vincente, la femminilità e la naturale sensibilità nel guardare il mondo con occhi diversi, i principali alleati. Ci piacerebbe pensare che possano essere da modello per le donne che vogliono accettare la sfida di realizzarsi nel Salento. Un altro elemento che le accomuna è certamente la maternità: molte di loro sono madri o già nonne, un elemento in più che ci ha portato a scegliere l'associazione Genitori Oncoematologia pediatrica ‘Per un sorriso in più’ come destinataria dell'intero ricavato della vendita dei libri. Come tutte le madri generose e amorevoli, abbiamo voluto pensare ai piccoli, a chi soffre senza averne colpa”. Come avete scelto i vostri “personaggi”? Quale realtà è emersa con maggiore convinzione dal libro? Ilaria Marinaci: “I personaggi sono stati scelti in modo molto istintivo e personale. Abbiamo dato a ognuna carta bianca e la possibilità di raccontare la storia di una donna che l’aveva colpita profondamente o di una persona per la quale nutrisse stima. Non abbiamo dato noi delle indicazioni, ma abbiamo lasciato ‘anarchicamente’ libera scelta. Ecco perché abbiamo premesso, nell’introduzione del volume, di non avere alcuna pretesa di esaustività. Quello che viene fuori da questo piccolo libro volutamente tascabile è solo uno spaccato di storie positive del nostro territorio, di donne che hanno inseguito un sogno e lo hanno caparbiamente raggiunto, che sono riuscite a realizzarsi sia nella famiglia sia nella carriera, che, insomma, hanno lasciato o stanno lasciando un segno. Storie anche molto semplici, fuori dai cliché e dalle definizioni, storie di fatica, legate al mare e alla terra, incastonate fra tutte le altre come piccole gemme. La realtà che emerge, insomma, a mio parere, è tanto variegata quanto appropriata ad un Salento che ha mille anime, alcune più note, altre più nascoste”. Qual è il resoconto di questa esperienza? Quale segno vi ha lasciato? Valentina Murrieri: “Mi piace pensare che non sia questo il tempo dei bilanci. Ma che si tratti, piuttosto, di un percorso ancora in divenire, per continuare a far lievitare quel collage quotidiano realizzato fino ad ora. L’intensità umana ed emotiva “piovuta” su questa esperienza non rappresenta, infatti, uno dei risultati, ma il punto di partenza che ha accomunato tutte coloro che hanno aderito all’idea. Senza quella vicinanza e quella visione delle cose, non ci saremmo magnetizzate come calamite. Questa una delle eredità di cui ci siamo appropriate: la consapevolezza. La consapevolezza che esistano ancora spazi di cooperazione e sostegno tra donne, come è sempre avvenuto nella storia. Momenti in cui sfide e competizioni insane si possano lasciare a casa, abbandonandosi alla condivisione di un calice di vino, di uno sfogo, o di un progetto di solidarietà. O, ancora meglio, di tutti e tre assieme. Come è accaduto a noi”. Qual è stata la risposta (quali reazioni) al vostro libro? Avete in mente altre iniziative future dello stesso genere? Serena Costa: “Sin dal principio abbiamo ricevuto un'energia e un entusiasmo straordinari. Sia dalle colleghe, che hanno preso parte al progetto man mano che si spargeva la voce, ma anche da parte delle signore intervistate, che hanno visto nella propria intervistatrice un'alleata in più. Il bello è stato questo: che tante donne salentine, di tutte le età, si sono sentite meno sole e hanno trovato in questo libro un canale privilegiato per far sentire la loro voce o, semplicemente, per ascoltare qualcuno che desse voce ai loro sogni, amori, problemi e ansie. Non avevamo questa presunzione, ma è stato fantastico esserci riuscite almeno in parte. Dopo la presentazione, poi, che soddisfazione vedere brillare gli occhi di tante giovani, madri e anche nonne: un'iniezione di energia positiva mai provata. E qualcuna di loro ha in effetti chiesto se avremmo continuato la lista, in futuro… Chissà”.

A nido d ape

La copertina del libro // Tutte le donne presenti in “A nido d’ape” Evy Arnesano – cantante – ritratta da Mariella Tamborrino Juliane Adameit – promotrice cultura salentina in Germania – ritratta da Maria Rosaria De Lumè Beatrice Baldisser – imprenditrice – ritratta da Paola Colaci Teresa Bellanova – parlamentare – ritratta da Alessandra Lupo Suor Margherita Bramato – direttora generale dell’azienda ospedaliera “Cardinale Giovanni Panico” di Tricase – ritratta da Daniela Palma Patrizia Bulgari – cantante, autrice e produttrice Rai – ritratta da Maria Claudia Minerva Marisa Capone – coordinatrice “Libera” provincia di Lecce – ritratta da Jessica Niglio Silvia Civilla – attrice, direttore artistico della compagnia Terrammare – ritratta da Ilaria Lia Immacolata Cubello – imprenditrice agricola – ritratta da Valeria Blanco Gabriella Della Monaca – giornalista – ritratta da Azzurra De Razza Luciana Delle Donne – imprenditrice, fondatrice di “Made in Carcere” – ritratta da Fabiana Salsi Laura Ferrari – pescatrice – ritratta da Fabiana Pacella Alessia Ferreri – promotrice di “Un cordone per la vita”, consigliera di Parità della Provincia di Lecce – ritratta da Ines De Marco Caterina Gerardi – fotografa e regista – ritratta da Marina Greco Paola Leo – ingegnera, docente universitaria – ritratta da Maria Pia Romano Stefania Mandurino – imprenditrice, impegnata nella promozione turistica – ritratta da Paola Trotta Cristina Mangia – scienziata, ricercatrice al Cnr di Lecce – ritratta da Antonella Lippo Paola Manno – regista – ritratta da Chiara Spagnolo Michela Marzano – filosofa, docente universitario, parlamentare – ritratta da Paola Ancora Elsa Valeria Mignone – sostituta procuratrice – ritratta da Valentina Murrieri Serenella Molendini – consigliera di Parità della Regione Puglia – ritratta da Serena Costa Antonella Montagna – pedagogista – ritratta da Federica Sabato Angela Morelli – information designer, Young Global Leader – ritratta da Laura Casciotti Maria Luisa Morroy Capasa – imprenditrice – ritratta da Maria Grazia Fasiello Pina Nuzzo – artista e femminista – ritratta da Loredana De Vitis Anna Palmieri – libraia – ritratta da Gloria Indennitate Beatrice Passante – capitana dell’Esercito – ritratta da Daniela Pastore Flavia Pennetta – tennista – ritratta da Carmen Tommasi Anna Rosaria Piccinni – dirigente amministrazione penitenziaria – ritratta da Lucia Buttazzo Adriana Poli Bortone – ex sindaca di Lecce e parlamentare – ritratta da Francesca Mandese Rossella Pulimeno – editrice – ritratta da Sandra Signorella Marina Ricci – giornalista, vaticanista del TG5 – ritratta da Cecilia Leo Maria Cristina Rizzo – procuratrice capo della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Lecce – ritratta da Veronica Valente Maria Lucia Seracca Guerrieri Portaluri – presidente Ande Lecce – ritratta da Leda Cesari Lucia Spiri – presidente Cannabis Social Club – ritratta da Chiara De Carlo Maddalena Torelli – magistrato – ritratta da Maria Grazia Maci Assunta Tornesello – direttora dell’Unità Operativa complessa di Oncoematologia pediatrica presso il polo “Giovanni Paolo II” di Lecce – ritratta da Raffaella Meo Maria Luisa Toto – fondatrice del Centro Antiviolenza Renata Fonte – ritratta da Flavia Serravezza Valeria Vetruccio – pianista – ritratta da Ilaria Marinaci Anna Cinzia Villani – cantautrice – ritratta da Roberta Rahinò

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