Virtus Casarano: 91mila euro di debiti per luce e acqua. A carico dei cittadini

Casarano. Continua il danno e la beffa nella vergognosa vicenda dello stadio comunale G. Capozza: di proprietà pubblica ma gestito da privati. Coi soldi del Comune

Ammonta a 91mila euro il conto delle bollette non pagate da Virtus Casarano della famiglia De Masi per il consumo di luce e acqua dello stadio comunale G. Capozza. Cominciano a venir fuori ora, carta dopo carte, tutti gli ammanchi dell’operazione messa su anni fa dalla Virtus Casarano, associazione sportiva poi diventata società a responsabilità limitata, per utilizzare lo stadio a costo zero. Come è noto infatti la Virtus in virtù della convenzione stipulata con l’amministrazione Venuti si impegnava ad utilizzare lo stadio, garantirne la manutenzione ordinaria e straordinaria, ovviamente pagare le bollette in cambio della realizzazione dei lavori di ammodernamento ampliamento e adeguamento dello stadio. Era nata come un’operazione vantaggiosa per la comunità, perché alla fine della durata della convenzione pluridecennale, il comune si sarebbe ritrovato in possesso di uno stadio nuovo di zecca, nella sua piena proprietà. Inoltre la convenzione era stata stipulata con l’associazione sportiva, cui facevano capo gli imprenditori Paride e Ivan De Masi, che avrebbero risposto in proprio, con il proprio patrimonio personale. Ma le cose cambiarono quando Ivan De Masi divenne sindaco: fu stipulata una fidejussione da un milione e 350mila euro, sottoscritta a Roma dal dirigente Stefano Pagliarulo, che non poteva tirarsi indietro di fronte alla delibera consiliare che ne aveva approvato lo schema e l’indirizzo. E’ necessario precisare che i consiglieri Claudio Casciaro, Remigio Venuti, Luigi Bartolomeno, Sergio Abruzzese, Rocco Greco, Antonio Gatto, Giampiero Marrella uscirono. Crudo era assente e Massimo Villa si astenne ma rimase in aula, determinando la validità del numero legale. Venuti e Marrella tennero interventi durissimi e profetici. Tuttavia c’è da dire anche che i 91mila euro di spreco di soldi pubblici sono stati la conseguenza di un lassismo dirigenziale: all’indomani della convenzione i dirigenti preposti al patrimonio non hanno provveduto a fare le volture delle utenze che così sono rimaste intestate al Comune. Con il sindaco De Masi non c’era l’interesse politico di controllare che la voltura fosse stata eseguita. Al contrario: il conflitto d’interesse ha fatto sì che si arrivasse alla beffa odierna. Articoli correlati: Stadio Capozza: bene pubblico diventato privato Nuovo Capozza. La firma c'è Fidejussione solidale: il Consiglio approva Casarano. Lo stadio resta alla Virtus La commissaria ai cittadini: ‘Invito alla speranza' Fidejussione Virtus. L'appello di Sel a sindaco ed assessore Francesca Fersino, ‘Servono efficienza e organizzazione' Fidejussione Virtus Casarano. Denuncia alla Corte dei Conti Fidejussione: ‘iter per l'anamento' avviato. Denuncia alla Corte dei Conti pure

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