Zincherie Adriatiche, Ciardo: ‘Questione complicata’

Lecce. Il commento del capogruppo provinciale del Pdl alla sentenza del Tar che ana la determina provinciale di esenzione da Via

LECCE – Il capogruppo del Pdl in Consiglio provinciale leccese Biagio Ciardo difende l’operato degli uffici provinciali e intanto prende tempo per commentare. Nei giorni scorsi il Tar di Lecce ha infatti anato, per difetto di motivazione, la determina del dirigente del Servizio Ambiente di Palazzo dei Celestini Dario Corsini con la quale si esentava da valutazione di impatto ambientale il progetto di modifica della capacità produttiva delle “Zincherie Adriatiche”, nel territorio di Diso. La questione risale al 2011. Con sentenza n° 2083 del 14 dicembre 2011 il Tar Puglia ha anato la determina dirigenziale regionale di rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) all’impianto. Il presupposto, secondo il Tar, era che l’opificio aveva subito una “modificazione della capacità produttiva che doveva essere nuovamente autorizzata, non rientrando per a nel precedente quadro autorizzatorio e che doveva, in particolare, essere sottoposta a Via”. Dando attuazione alla disposizione del Tribunale amministrativo, la Provincia di Lecce ha così attivato la procedura di verifica di assoggettabilità a Via. Una procedura contestata dal Comune di Spongano ed in attesa di definitivo giudizio da parte del Consiglio di Stato. Il procedimento provinciale si è concluso con la determina del 15 giugno 2012 del dirigente Corsini, che, come detto, ha ritenuto di escludere l’impianto dall’applicazione delle procedure di Via. Contro questa determina si è pronunciato di recente il Tar Lecce. “È evidente come in una vicenda così intricata e complessa sia opportuno attendere di conoscere con puntualità le motivazioni della stessa – ha commentato Ciardo – e, come è sempre accaduto in questi anni, approfondire ogni aspetto attivando le procedure più adeguate e conformi a ogni normativa. Piena fiducia va espressa nei confronti dell’ufficio e sicuramente l’invito (così come accaduto per altre circostanze) a approfondire ogni elemento utile a far sì che la Commissione Ambiente, e non solo, possano convenire sulla limpidezza e correttezza dell’operato della struttura dei tecnici provinciali”.

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