Reti danneggiate. Tap risarcirà il pescatore

Melendugno. Dopo mesi di battaglie e varie mail intercorse, la multinazionale ha ceduto alle richieste del pescatore della cooperativa “Il Delfino”

MELENDUGNO – La Trans Adriatic Pipeline risarcirà il pescatore per i danni causati alle reti da pesca dalla nave Geosund. Dopo un tira e molla durato mesi e varie mail, alla fine la Tap ha ceduto, riconoscendo che la presenza della sua piattaforma destinata alle ispezioni sottomarine ha danneggiato gli “attrezzi” da lavoro del pescatore, arrecando alla sua attività un grave danno economico. L’episodio risale alla notte tra l’11 ed il 12 gennaio scorsi. La cooperativa “Il Delfino” della quale il pescatore fa parte, denunciò subito l’accaduto, sottolineando come la piattaforma si trovasse troppo vicina alla costa ed in un orario “extra”, contravvenendo in tal modo alle norme di sicurezza. Il risultato fu la distruzione di 1.500 metri di reti. (Il Tacco d'Italia ne ha parlato qui, paragrafo: “Rilievi Tap. 1.500 metri di reti da pesca distrutte“) “Tap ha sempre negato quest'evento – dicono dal Comitato No Tap – sostenendo che né la Geosund né nessun’altra nave erano in zona”. Alla fine, Tap ha deciso di risarcire il pescatore dietro la presentazione della fattura dei danni subiti. “Il risarcimento non ferma la procedura penale in corso .- continua il Comitato – ma apre molte domande sull'operato di Tap. Se un danno così irrisorio e verificabile è stato contestato,come potranno gli operatori ‘portatori d'interesse’ chiedere un risarcimento sulle flessioni negative provocate dai lavori del gasdotto? Come si potrà rendicontare il danno subìto se a insindacabile giudizio è Tap a decidere come e chi pagare? Per ora le sole prospezioni hanno provocato danni che solo in alcuni casi sono stati risarciti e che comunque hanno provocato il coinvolgimento degli inquirenti, non osiamo pensare che cosa provocherà l'avvio dei lavori del progetto”. Qui la ricostruzione dell'intera questione Tap

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