Laboratori analisi: la crisi la pagano i cittadini

Lecce. Caroppo: 'I laboratori d'analisi privati sono necessari e sono in grossa in difficoltà per i tagli al budget'

Tutto il comparto della sanità privata accreditata pugliese vive da anni in una continua fibrillazione. Abbiamo più volte affrontato l'argomento. E' notizia degli ultime settimane la serrata dei laboratori analisi per protestare contro i tagli della regione. Su questo tema si è espresso Andrea Caroppo, esponente della “La Puglia prima di tutto” in Consiglio regionale: “Non si può non raccogliere la sacrosanta denuncia della CISL e segnatamente di Giuseppe Melissano, su quel che è accaduto in questi giorni alla Cittadella della Salute di Lecce: lunghe code ed interminabili attese, senza nemmeno poter fruire di una sedia, per le analisi di laboratorio. Tale situazione anticipa quel che inevitabilmente accadrebbe se i laboratori privati, spremuti oltre ogni possibilità di sopportazione dalle politiche regionali, dovessero chiudere o comunque effettuare soltanto prestazioni a pagamento. Di qui la necessità di un’immediata revisione dei recenti tagli regionali (un ulteriore 20%) ad un tariffario già di per sé assolutamente inadeguato a fronte dei costi reali delle prestazioni richieste, per la quale ci siamo battuti e ci continueremo a battere. 9 gennaio 2012 Sanità privata in ginocchio. Licenziamenti all'orizzonte LECCE – “E’ stata posta in essere una in maniera dirigistica una municipalizzazione della sanità che impedisce al paziente di poter scegliere il medico o la struttura di fiducia presso cui eseguire determinate prestazioni. I tagli al budget delle strutture private che pur hanno nel tempo dimostrato di riscontrare maggiore gradimento nei pazienti, obbliga questi ultimi o verso strutture e medici non di fiducia oppure verso strutture pubbliche, congestionando le già iperaffollate liste d’attesa. Il che è davvero inaccettabile”. A parlare è l’avvocato Alberto Pepe, che per numerose strutture private accreditate ha impugnato di fronte a Tar di Bari il decreto 1500 del 2010 della Regione Puglia, con cui si ridistribuiscono i tetti di spesa. Il paradosso che in questi giorni si stanno trovando di fronte molti pazienti è proprio quello di non riuscire ad eseguire alcune prestazioni presso le strutture pubbliche e di non poterle aver in convenzione presso i privati perché il budget è stato esaurito già fin da settembre. De Vitis, storico laboratorio analisi di Lecce, fa una breve analisi della situazione: “Il nostro tetto assegnato dalla Asl per il 2011 è pari a 259.881 euro ma, secondo noi dovrebbe essere circa 278.000. A prescindere da ciò e considerando che siamo stati costretti a lavorare utilizzando lo strumento della prenotazione per gli esenti, in una maniera o l'altra avremmo comunque terminato il tetto agli inizi di ottobre”. Situazione più serena per la Pet Tac di Cavallino: “In questo fine anno – dice Giuseppe Calabrese, amministratore della società che gestisce la pet – ho lavorato per trovare insieme alla direzione generale soluzioni per non sospendere l'attività. Stiamo continuando a garantire ai pazienti le prestazioni pet tc”. Drammatica invece la situazione sul fronte ricoveri: “Stiamo arrivando al punto di avere delle liste di attesa talmente lunghe – dice Piero Galluccio primario di Villa Bianca – che per i ricoveri non urgenti molti chirurghi pugliesi e molti concittadini, organizzano trasferte in altre regioni, per operare o essere operati in tempi adeguati. Per uno di quei paradossi giuridici che sarebbe troppo lungo spiegare, tale prassi è legittima. Ed è la stessa Agenzia regionale Ares a confermarci che l’emigrazione sanitaria, dopo anni di caduta, è di nuovo in aumento. Il paradosso è che pagheremo alle altre regioni, Lombardia, Emilia e Lazio in testa, per “compensazione sanitaria”, somme maggiori di quelle che avremmo speso operando in Puglia questi stessi pazienti, oltre al disagio ed ai costi, che abbiamo inflitto a loro ed alle loro famiglie. Insomma, conclude Galluccio, nel lungo periodo non bastano i “tetti di spesa”, che sono un provvedimento con una logica emergenziale, va analizzata la domanda sanitaria, rimodulata l’offerta e bilanciate le risorse, come altre regioni hanno saputo fare”.

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