Una notte d’estate, un cortile, un urlo che squarcia il silenzio

LEGGI QUI l’ampia inchiesta del mensile “il tacco d’Italia” uscita nel giugno 2010 che fa il punto della situazione sulle indagini e il processo SFOGLIA ON LINE

14 GIUGNO 2010 Omicidio Basile, due anni dopo. Ovvero tutto ciò che è successo in due anni di indagine Un’inchiesta lunga 16 mesi per scandagliare in lungo e in largo la vita di un piccolo centro di provincia. Un assassinio consumato sotto la luce accecante di un lampione, in una stradina chiusa che confina con la campagna. Un vero e proprio cortile, dove si affacciano le case di poche famiglie, che sanno tutto di tutti e che, come usa, all’occorrenza si scambiano tra loro il sugo e le patate. Le finestre sono tutte aperte, perché fa caldo. Tutti sentono le urla che squarciano il silenzio della notte. Sembra però che nessuno abbia visto. Ad essere assassinato è Peppino Basile, dell’Italia dei valori, consigliere comunale d’opposizione e provinciale di maggioranza. Politico non di razza ma di cuore. Che transita dall’Msi all’Idv passando per Forza Italia e liste civiche fondate da lui. Ha sèguito: è amato od odiato. Deriso o applaudito. E’ un rompiscatole e un guerriero, un sanguigno e un generoso. Negli anni diverse minacce, anche pallottole sulla sua automobile. Pochi giorni prima dell’assassinio compaiono in paese scritte che annunciano la sua morte. Ventiquattro coltellate, nella notte tra il 14 e il 15 giugno del 2008 lo stroncano. Accorrono subito i vicini di casa, tanti, tutti. Intorno al corpo, in un lago di sangue, curiosi, agenti delle volanti, sanitari del 118 cancellano forse per sempre ogni traccia del colpevole. Dopo 16 mesi d’indagini in cui vengono redatti 300 verbali di testimonianze, vengono accusati e messi in carcere i vicini di casa di Peppino, nonno e nipote che portano lo stesso nome: Vittorio Colitti. A puntare il dito su di loro, dopo un anno e mezzo dall’assassinio, una bimba che all’epoca del “fatto brutto” aveva cinque anni e un mese. In questi giorni una sentenza della Corte di Cassazione la giudica inattendibile. Tutto sembra essere nuovamente messo in discussione. L’accusa vacilla. Dopo lo speciale “Solo da morire” del 2008 e il libro “Il Sistema” del 2009, da parte nostra manteniamo l’impegno di fornirvi una versione dei fatti sempre basata su fonti documentali: nel redigere quest’inchiesta abbiamo utilizzato esclusivamente le carte processuali, pubbliche, cercando di capire, attraverso le carte investigative, che cosa accadde veramente, quella maledetta notte.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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