D’Autilia e Mazzotta: ‘Mai stati contrari ai Consigli in diretta’

Lecce. I due consiglieri di maggioranza leccesi puntualizzano le proprie posizioni circa la diretta streaming delle sedute di Consiglio

LECCE – Nessuna contrarietà alla diretta streaming dei Consigli comunali in sé. Semmai, sull’iter procedurale che ha portato all’introduzione della novità. Damiano D’Autilia, capogruppo del Pdl, e Paride Mazzotta, de La Puglia prima di tutto, i due consiglieri di maggioranza che ieri, più degli altri, hanno sollevato dubbi sull’opportunità di trasmettere in streaming la seduta di Consiglio leccese, tornano sui propri passi, precisando il senso degli interventi in aula consiliare. “Fermo restando che considero la trasmissione dei lavori del consiglio comunale in diretta streaming un enorme vantaggio per la cittadinanza tutta – dice D’Autilia – mi preme sottolineare che nessuna critica dai gruppi di maggioranza è stata mossa alla scelta della diretta, su cui tutti siamo stati concordi fin dall'inizio, quanto piuttosto sulla modalità di presentazione alla città del nuovo servizio che, in un contesto di democrazia più volte proclamato, non ha nei fatti visto coinvolti i soggetti politici che meritavano certamente di essere partecipi di una piccola rivoluzione in tal senso”. Insomma, D’Autilia avrebbe voluto essere più coinvolto nel processo decisionale rivendicando il fatto che lui ed il suo gruppo sarebbero stati artefici della “rivoluzione” “sicuramente più di chi oggi tiene lezioni sull'importanza dei coinvolgimento popolare. A parole. Nei fatti, invece – aggiunge -, il coinvolgimento é partito da chi poi lo ha soltanto subìto, restando escluso da qualsiasi tipo di decisione inerente la costruzione del servizio e la sua presentazione ufficiale. Il confronto é sempre costruttivo, propositivo, soprattutto quando riguarda temi importanti e certamente utili per la comunità”. Più o meno dello stesso tenore l’intervento di Mazzotta, “perfettamente d'accordo con la ripresa in streaming del consiglio comunale” in quanto “opportunità importante per avvicinare il cittadino all'attività amministrativa della propria città”. “Quello che è emerso in consiglio comunale – continua Mazzotta – riguarda solo alcune perplessità dovute all'iter procedurale che ci ha permesso di giungere a questo storico traguardo. Personalmente ho posto i miei dubbi su due principali questioni: una di natura politica e una tecnica. Avrei preferito, come sottolineato anche da altri consiglieri, un maggior coinvolgimento di tutto il consiglio comunale. Per quanto riguarda l'aspetto tecnico, ho posto in risalto l'assenza di una liberatoria, che avrebbe messo in sicurezza l'utilizzo delle video-riprese di tutti i consiglieri. Sono comunque entusiasta che tutti i leccesi potranno seguire le dirette del consiglio online, perché questo è sinonimo di trasparenza amministrativa e certamente rafforza il legame tra cittadini e amministratori”. Dunque, chiarito il senso degli interventi dei due consiglieri, la pace, in Consiglio dovrebbe essere fatta. A tutto vantaggio delle dirette streaming. 29 maggio 2013 Lecce. Consigli in diretta, anzi no LECCE – Troppo bello per essere trasparente. La rivoluzione dei consigli comunali in diretta streaming parte col piede sbagliato, a Lecce. Annunciata in pompa magna, nei giorni scorsi dal presidente del Consiglio Alfredo Pagliaro, l’introduzione delle telecamere ha invece creato non pochi disagi, stamattina, ai consiglieri presenti in aula. Il primo ad opporsi non alla novità in sé ma alle modalità di attuazione del cambiamento è stato Damiano D’Autilia, capogruppo del Pdl, che ha sollevato la questione della scarsa informazione dei consiglieri. Paride Mazzotta, de La Puglia prima di tutto, ha invece puntato l’attenzione sulla questione liceità delle riprese aggiungendo che sarebbe stato il caso di far firmare una liberatoria ad ogni consigliere intervenuto in aula. Altri componenti il Consiglio e la maggioranza sono intervenuti con osservazioni dello stesso genere e calibro. Di tutt’altro tono, invece, gli interventi dei consiglieri di opposizione, Luigi Melica, Carlo Salvemini e Antonio Torricelli, secondo i quali non sarebbe stata necessaria alcuna liberatoria e comunque sarebbe stato sufficiente pronunciarla a voce, seduta stante, al microfono. D’Autulia e Lamosa hanno abbondato l’aula per non farvi più rientro. Ed il sindaco Paolo Perrone, intervenuto in “zona Cesarini”, ha chiesto ai suoi di rimandare i chiarimenti ad altro momento e ad altra sede. Insomma, prove tecniche di trasparenza, fallite. Articolo correlato: Comune trasparente: Consigli in diretta streaming

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Leave a Comment