Abusivismo e gestione illecita di rifiuti. Sequestrato sfasciacarrozze

Acquarica del Capo. Nell’areai militari hanno trovato manufatti edili abusivi e rifiuti speciali, pericolosi e non, abbandonati senza regola. Denunciati coniugi

ACQUARICA DEL CAPO – Rifiuti speciali, pericolosi e non, abbandonati all’interno della recinzione che, ufficialmente, delimitava l’attività di un normale sfasciacarrozze. L’intera area, 7mila metri quadrati, è stata sottoposta a sequestro, ieri, dagli agenti del commissariato di Polizia di Taurisano e dai carabinieri di Tricase, che hanno agito in collaborazione con i colleghi del Noe. L’operazione rientra nella più vasta “Action Day”, condotta congiuntamente da carabinieri e polizia e finalizzata a contrastare i furti di rame, che il giorno prima aveva portato al sequestro di 42 Kg di cavo per telecomunicazioni, 103 Kg di cavi telefonici in plastica, 4.980 kg di batterie al piombo fuori uso considerate rifiuti speciali pericolosi. Ieri i controlli dei miliari si sono spinti fino all’attività di due coniugi di Acquarica del Capo, F. O, 35 anni, e F. A, 32 anni,, in contrada Cavatufi, un’area agricola sottoposta a vincolo Putt. Dove hanno rinvenuto numerosi manufatti abusivi e rifiuti pericolosi abbandonati senza alcun rispetto per le norme ambientali. Tra le costruzioni non autorizzate, un’abitazione realizzata su due livelli e, stando ai primi riscontri effettuati presso l’Ufficio Tecnico del Comune, totalmente abusiva; una tettoia, sotto la quale erano depositate parti di motore, componenti elettriche, bidoni contenenti oli esausti e filtri di olio abbandonati senza una vasca di contenimenti; altri tre locali; uno scavo drenante dove, tramite una pompa idraulica, veniva svuotata l’acqua in eccesso dal momento che la struttura era priva di sistema di convogliamento e raccolta delle acque pluviali. Nel resto dell’area, sterrata, erano depositati, alla rinfusa, rifiuti speciali, pericolosi e non, come veicoli fuori uso e privi di targhe, non ancora bonificati da liquidi e parti meccaniche inquinanti, parti di motori e di carrozzeria, pneumatici. E vi erano anche 38 auto, ancora provviste di targa, dunque non considerabili rifiuto. I gestori dell’attività sono stati deferiti in stato di libertà per gestione illecita di rifiuti e lottizzazione abusiva in area agricola vincolata.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!