No Tap Salento: 'Il Tar non ha bocciato il Comune'

Melendugno. Alfredo Fasiello, portavoce del Comitato, commenta la sentenza del Tribunale che ha accolto il ricorso di Tap

MELENDUGNO – La sentenza con la quale il Tribunale amministrativo di Lecce ha accolto il ricorso di Tap contro i provvedimenti comunali di diniego alle ispezioni sulla terraferma, non è una “bocciatura” dell’azione dell’Amministrazione. E’ il punto di vista del Comitato No Tap Salento, che fornisce una puntuale lettura della decisione del Tar. “Nella sentenza del Tar – commenta Alfredo Fasiello, portavoce del Comitato – l'atto e l'indirizzo politico dell'amministrazione restano salvi e saldi; ciò è evidente – aggiunge – anche nella formulazione dello stesso Tar nel momento in cui separa l'atto amministrativo dall'essenza e dall'animus dello stesso, nella parte in cui tende a salvaguardare la volontà dei cittadini, delle organizzazioni ambientaliste, degli operatori turistici e dalle vocazioni del territorio, dato che l'impegno comune è stato premiato con la bandiera blu europea e le cinque vele come luogo di élite turistica e nel contempo rispettoso dell'ambiente,cosa chiaramente non emersa nei comportamenti Tap, frutto della mancanza di assoluta trasparenza e della protervia dei propri manager, irrispettosi del territorio”. “Una più attenta lettura della sentenza del Tar – continua Fasiello – dimostra come la stessa, al di là del suo dispositivo, non equivalga ad un placet alla realizzazione del noto gasdotto, atteso che la sentenza contiene espressi riferimenti alla meritevolezza dell'interesse ad uno sviluppo sostenibile tutelato dal Comune. Ed infatti, pur accogliendo il ricorso il Tar, da un lato, ha circoscritto la propria decisione a profili di carattere formale/procedimentale, dall'altro non ha mancato di rilevare vuoi la ‘indubbia significatività dell’intento manifestato (in base ai principi affermati nello Statuto comunale)’ dal Comune di Melendugno con la scelta da questo adottata di basare lo sviluppo socio-economico della comunità sullo sfruttamento delle potenzialità naturali (mare incontaminato, arenili, scogliere e clima mite) ed il correlativo compito che l'Amministrazione comunale si è assunto di preservare gli ‘interessi’ che vi corrispondono, vuoi la sussistenza di un potere comunale ‘di tutela della comunità da parte delle autonomie locali (in cui è senza dubbio annoverato il compito di promuovere le migliori condizioni di qualità della vita)’, che deve però ‘coordinarsi con le prerogative degli altri poteri pubblici ed essere teso ad indirizzare la loro azione (ovvero l'azione degli altri poteri pubblici) verso gli obiettivi di cura e tutela del benessere degli amministrati’”. Fasiello inoltre riflette sulla precisazione del Tar, che tiene a specificare che l'accoglimento del ricorso “non sta affatto a significare che i valori che si intendono tutelare siano scarsamente meritevoli di tutela (…)” ma che gli stessi devono “essere presi in considerazione nella fase di ascolto della comunità locale, mentre non è attribuito all’organo rappresentativo di essa il potere di assumere una concreta determinazione di diniego al progetto”. Qui è ricapitolata tutta la vicenda Tap, inclusa la recente sentenza del Tar

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