Depuratore Gallipoli. Galati: ‘Serve concretezza’

Gallipoli. Il consigliere regionale illustra i pro ed i contro delle opzioni messe in campo per risolvere il problema della destinazione delle acque reflue

GALLIPOLI – “Il problema del depuratore di Gallipoli è troppo serio per non risolverlo con concretezza e onestà intellettuale”. Il neoconsigliere regionale Antonio Galati (La Puglia per Vendola), rassicura gallipolini e salentini in generale sulla serietà con cui la Regione affronterà la questione relativa allo scarico finale del depuratore gallipolino. In una delle ultime valutazioni, risalente allo scorso febbraio, una Commissione tecnica valutò tutte le possibili opzioni, giungendo a considerare l'ampliamento dell'impianto di affinamento con lo scarico delle acque depurate direttamente in mare e sulla costa come la più idonea al caso. In quella circostanza dunque lo scarico in mare venne considerato preferibile rispetto alla realizzazione della condotta sottomarina con scarico delle acque al largo. Una soluzione che invece non piacque alla Provincia. “Posso tranquillizzare tutti – ha dichiarato Galati -: sia a Gallipoli che a Bari, la questione è seguita con attenzione. Spero che sugli obiettivi siamo tutti d'accordo: tutelare il mare di Gallipoli, autentica miniera di sviluppo, e non sprecare una risorsa scarsa come l'acqua dolce”. Poi il consigliere è passato ad analizzare velocemente tutte le ipotesi messe in campo in questi anni. “La condotta sottomarina – ha spiegato – è senz'altro l'ipotesi più gradita da un lato agli operatori turistici di quel pezzo di litorale e dall'altro a chi spera di trarre vantaggi dalla progettazione e realizzazione dell'opera. Ha l'indubbio vantaggio di rimuovere, una volta realizzata, il divieto di balneazione in quell'area. Ma non centra i due obiettivi: continua a sprecare l'acqua dolce e non tutela il mare di Gallipoli; invece che scaricare le acque sotto costa, sposta il problema al largo. Ma le correnti prevalenti nel golfo di Gallipoli riportano sotto costa il problema: i reflui, una volta scaricati al largo, torneranno a riva forse intaccando una fascia più ampia di litorale. Senza dimenticare i danni all'ecosistema marino (e quindi anche alla pesca) che la condotta potenzialmente comporta. Insomma, tutela del mare pari a zero. La seconda soluzione, il potenziamento dell'impianto di affinamento – ha continuato -, comporta un grande vantaggio: è realizzabile subito, già per questa stagione estiva 2013, a differenza delle altre due. Inoltre tutela il mare di Gallipoli e non spreca la risorsa acqua. Quali sono le controindicazioni? L'impianto attuale non è sufficiente, il che comporta che una parte delle acque deve comunque essere scaricato in mare, con il conseguente mantenimento del divieto di balneazione. Un problema, quest'ultimo – ha continuato -, che verrebbe risolto invece con l'attivazione della fitodepurazione nelle cave attigue. Il mix affinamento/depurazione è la soluzione più convincente tecnicamente. A chi obietta che si tratta di una soluzione che richiede tempo e denaro, ricordo che la condotta sottomarina ha tempi di realizzazione forse anche superiori e costi di manutenzione decisamente esorbitanti. Senza dimenticare le parole del Tar di Lecce, la cui sentenza del 14 febbraio scorso va letta tutta, anche nella parte in cui recita che il costo non può essere l'elemento decisivo quando in ballo c'è la tutela dell'ambiente. D'altronde, se lo si è fatto a Melendugno, con un impianto di fitodepurazione che è un esempio per tutta Italia, perché non si può fare a Gallipoli”? “A chi, nel Comune di Gallipoli, nutre riserve sull'esproprio delle cave per realizzarvi la fitodepurazione – ha concluso Galati – ricordo che serve coraggio e onestà intellettuale per realizzare i cambiamenti. E anche quella pazienza necessaria nel governo di situazioni complesse, che evita le soluzioni che non risolvono ma che buttano solo fumo negli occhi ai molti col risultato di favorire gli interessi di pochi”. Articoli correlati: Depuratore di Gallipoli. ‘Scarico sotto costa' Depuratore. Errico: ‘Nel prossimo odg regionale' Depuratore. Il centrodestra: ‘Basta sversare in mare'

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