Bellanova: ‘Mi fido di Bersani e voto Marini’

Roma. La deputata salentina del Pd dichiara fedeltà al leader del partito e alle scelte prese ieri sera in assemblea

ROMA – Ecco le motivazioni che hanno portato la deputata del Pd Teresa Bellanova a votare per Franco Marini. E’ lei stessa ad enunciarle, dalla sua pagina facebook. “Franco Marini e Stefano Rodotà sono due personalità di enorme levatura umana e politica che stimo con sincerità e mi pare che questo non possa essere messo in discussione da nessuno. Ieri sera al Capranica si è arrivati alla candidatura di Marini a maggioranza. E siccome mi conoscete e sapete che sono una persona trasparente e leale vi dico anche che li ci si è arrivati in una modalità sofferta, con turbamento. Personalmente stimo Franco Marini, per la sua storia e la sua formazione, prima da sindacalista – sempre in campo sulle battaglie a sostegno dei lavoratori – e poi da politico. Ieri sera ho ascoltato con attenzione la relazione di Bersani e voglio dirlo con chiarezza, anche in quella sede ha ribadito quello che diceva da giorni, vale a dire che occorre eleggere un presidente il più possibile condiviso. Bersani ha detto no al governissimo 50 giorni addietro, quando non dimentichiamo aveva la possibilità immediata di sedere sulla sedia del presidente e non lo ha fatto. Ha lavorato sodo per eleggere i presidenti della Camera e Senato, ha lavorato sodo per dare un governo a questo paese come ci chiedevano insistentemente gli italiani, così come ha lavorato sodo per aprire un varco comunicativo con il M5S, anche a costo di essere tacciato da troppi come uno che si umilia. Ecco, io ho memoria viva di questo lavoro. Bersani continua a dire no al governissimo. Così come continua a dire che la condivisione di una scelta istituzionale a ha a che vedere con le eventuali decisioni di governo. Personalmente io credo a Bersani. Franco Marini è la scelta che il mio partito ha fatto ed io sosterrò con lealtà questa scelta. Sarebbe potuta emergere un’altra alternativa? Si certo, ma oggi sul piatto c’è questo. Magari se anche precedentemente in tanti non avessero ceduto al gioco delle arroganze, al tira la corda, agli insulti urlati e avessero tentato davvero di far partire la macchina per il bene di questo paese, forse oggi staremmo parlando già di altro. A voi tutti chiedo una cortesia. Esprimetevi, esprimete il dissenso, l’approvazione, le vostre idee, così come del resto faccio io. Ma vorrei che lo facessimo da persone perbene quali siamo. Personalmente continuerò a combattere per costruire e recuperare quel civismo che porta ad una società nella quale quando ci si incontra, anche virtualmente, si dice buongiorno e non vaffanculo”.

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