L’Abbate: “Pronti a lavorare per il Paese. Ed i partiti lo sono?”

 

Roma. Il deputato del Movimento 5 Stelle si fa portavoce della richiesta del suo gruppo: avviare subito le Commissioni parlamentari e moralizzare il Paese

ROMA – Cinquanta. Sono tanti i giorni trascorsi dalle elezioni politiche ma di governo ancora neppure l’ombra. In poco meno di due mesi Camera e Senato si sono riunite solo per l’elezione dei presidenti, vice presidenti e questori e per l’esame di alcuni decreti urgenti. Lo stallo politico-istituzionale riguarda anche le Commissioni permanenti, non ancora costituite. Su quest’ultimo aspetto il pensiero del neo deputato pugliese del Movimento 5 Stelle Giuseppe L’Abbate è molto chiaro: “chiediamo ripetutamente di avviare il lavoro delle Commissioni Parlamentari così da mettere in atto quelle misure urgenti che servono per il rilancio del Paese. Sono i partiti che, opponendosi, tengono in stallo l’Italia”. E aggiunge: come Movimento 5 Stelle stiamo già lavorando per commissioni e stiamo valutando di presentare diverse misure che punteranno alla riduzione del consumo di suolo e ad un’agricoltura più sostenibile senza l’uso di concimi chimici. Noi siamo pronti – conclude – a lavorare per il Paese ma i partiti lo sono”? Grillo ha ribadito sul suo blog che il M5S “vuole moralizzare la vita pubblica senza cedere a compromessi”. Non crede che una eccessiva richiesta di applicazione dei principi di onestà e giustizia, in un momento in cui la crisi economica morde quotidianamente famiglie e imprese, possa essere intesa come una “testarda” manifestazione di intolleranza, che non permette di risolvere concretamente i problemi del paese? “È proprio in questi momenti che si sente la necessità di un ritorno all’onestà. A condurci in questa scellerata e precaria situazione economica è stata la disonestà dei ‘furbetti’ a discapito dei semplici cittadini. L’onestà deve essere la condicio sine qua non per poter fare politica. Ed è quantomeno inquietante osservare ed avere controprove addirittura direttamente in Aula del fatto che i partiti non vogliano assolutamente sentir parlare di onestà: basti vedere i 49 eletti condannati o inquisiti presenti in Parlamento. Sappiamo benissimo che siamo in emergenza economica e, proprio per questo, chiediamo ripetutamente di avviare il lavoro delle Commissioni Parlamentari così da mettere in atto quelle misure urgenti che servono per il rilancio del Paese. Sono i partiti che, opponendosi, tengono in stallo l’Italia”. “Noi vogliamo governare, siamo in grado di governare” dice Grillo, però non accettate di allearvi con nessuno. Allora come intendete farlo? “L’attuale situazione è determinata da una legge elettorale che nessun partito ha voluto cambiare, pur rinnegandola: la colpa è loro. Tutti adesso parlano di ‘cambiamento’ senza però presentare uno straccio di proposta concreta. Cambiamento da cosa poi? Dalle loro stesse politiche che ci hanno condotto sin qui? Come possiamo dare una fiducia in bianco a chi ha distrutto il Paese? Dato che in questo Parlamento il cambiamento siamo noi e dato che non abbiamo mai governato ma disponiamo di un programma (che non è mutato con le elezioni bensì è rimasto tale e quale dalla campagna elettorale) in 20 punti chiari da realizzare potremmo fare il contrario. Se vogliono realmente cambiare come dicono, dessero loro la fiducia a noi. Purtroppo, non lo faranno mai perché sanno benissimo che gli presenteremmo dei nomi di altissimo livello e delle proposte di legge che non potrebbero mai accettare: come il taglio totale dei rimborsi elettorali o una seria legge sul conflitto d’interessi”. Nel vostro programma uno dei punti di discontinuità rispetto al passato è l’introduzione di un reddito di cittadinanza. Come intendete realizzare questo obiettivo, che probabilmente, tra tutti quelli dichiarati, è il più ambizioso? “Il condizionamento dei partiti politici è già avviato ed è sotto i vostri occhi. Senza di noi il PD non avrebbe mai presentato una proposta di legge per introdurre il reddito di cittadinanza. Una misura che si può introdurre e che è presente in quasi tutta Europa (tranne in Grecia, Ungheria e da noi) che potrebbe essere sostenuta finanziariamente apportando tagli netti alle province, alle super-pensioni, ai rimborsi elettorali, alle spese militari etc…” Quale commissione ha scelto? Ha già presentato delle proposte di legge? “Ho scelto la Commissione Agricoltura perché lo ritengo un settore primario e deve ritornare ad avere un ruolo importante nell’economica italiana. Come Movimento 5 Stelle stiamo già lavorando per commissioni e stiamo valutando di presentare diverse misure che punteranno alla riduzione del consumo di suolo, ad un’agricoltura più sostenibile senza l’uso di pesticidi o concimi chimici, alla qualità degli alimenti che finiscono poi sulle nostre tavole. Ci stiamo occupando, inoltre, dei problemi degli allevatori per le ‘quote latte’ e del mondo dell’Ippica, un intero comparto abbandonato dove ci sono 50.000 persone che non prendono lo stipendio da giugno scorso e circa 15.000 cavalli che rischiano di andare al macello. Insomma, noi siamo pronti a lavorare per il nostro Paese ma i partiti lo sono altrettanto”? Quali sono le sue priorità per la Puglia? Quali saranno le prime questioni che affronterà una volta che inizieranno i lavori parlamentari? “La nostra Puglia è una regione che deve puntare alla tutela, alla salvaguardia ed alla cura dei propri prodotti e del proprio paesaggio, che possono fare da volano anche per altri settori come il Turismo. Non dobbiamo dimenticare che sono i nostri agricoltori, allevatori e pescatori a darci da mangiare, non certamente lo ‘spread’ o altre invenzioni finanziarie”.

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Salvatore Ventruto

Giornalista pubblicista. Ossessionato dal dubbio, prigioniero della curiosità.

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