Estimi catastali. Le associazioni diffidano l’Agenzia delle entrate

Lecce. Sospesa la notifica dell’ultima tranche di avvisi di classamento. Codacons, Adusbef e Adoc chiedono l’anamento di tutti gli avvisi

LECCE – Sospensione della notifica dell’ultima tranche di avvisi di classamento. E’ l’ultima disposizione dell’Agenzia delle Entrate, dettata, stando a quanto è stato comunicato, da motivi economici. La notizia, seppur appresa con favore dell’opinione pubblica, ha tuttavia sollevato polemiche. Codacons, Adusbef ed Adoc Lecce, le associazioni di consumatori presenti sul territorio, hanno gridato allo scandalo sottolineando come la Pubblica amministrazione non possa avere “figli e figliastri ma tutti i cittadini devono essere trattati nel medesimo modo”. “In una sola parola – scrivono le associazioni in una nota congiunta -, secondo quanto sancisce la nostra Costituzione Repubblicana, la Pubblica Amministrazione deve rispettare i principi di imparzialità, indipendenza e trasparenza”. “Appare evidente – continuano – che se l’Agenzia ha terminato i fondi per tale attività, difficilmente li potrà reperire in futuro (soprattutto in un periodo economicamente disastroso come quello attuale). Tale situazione creerebbe un vulnus all’interno dell’intero procedimento con la logica conseguenza che, in ossequio al principio di trasparenza ed imparzialità, l’agenzia delle Entrate deve anare, in via di autotutela, tutti gli avvisi di classamento emessi siano essi notificati oppure no”. Questo, insieme ad altri motivi, è il contenuto della diffida che Codacons, Adusbef e Adoc hanno notificato all’Agenzia delle Entrate di Lecce. Di seguito il testo della diffida: Atto di diffida ex art 140 d.lgs 206/2005 Il Codacons, sede territoriale di Lecce, in persona del Responsabile di Sede Avv. Luisa Carpentieri, corrente in Lecce alla Via Braccio Martello n.2, l’Adusbef Puglia, in persona del Vice Presidente Nazionale, Avv. Antonio Tanza, corrente in Lecce al Via dei Martiri d’Otranto n. 4 e Adoc Provinciale di Lecce, in persona del legale Rappresentante p.t. Avv. Alessandro Presicce, corrente in Lecce alla Via P. Palumbo n. 2. Premesso – che le scriventi associazioni hanno, nei rispettivi statuti, il fine di tutela dei diritti degli utenti e consumatori, ivi compresa la finalità di tutela dei diritti dei contribuenti; – che le scriventi associazioni sono componenti effettivi, nelle rispettive rappresentanze nazionali, del Consiglio Nazionale Consumatori ed Utenti istituito presso il Ministero delle Attività Produttive; – che le scriventi associazioni sono componenti effettivi del Consiglio Regionale Consumatori ed Utenti istituito presso la Giunta della Regione Puglia; – che a far data dal mese di novembre 2012 l’allora Agenzia del Territorio di Lecce (oggi confluita a far data dal 01.01.2013 nell’Agenzia delle Entrate) ha emesso nei confronti dei cittadini di Lecce proprietari di immobili nelle microzone censuarie 01 e 02 avvisi di accertamento per il riclassamento degli immobili di loro proprietà; – che tali avvisi comportavano l’incremento generalizzato di almeno una classe degli immobili individuati, con conseguente aumento dei valori di estimo catastale; – che, in seguito alla notifica di moltissimi avvisi, molti cittadini di Lecce procedevano ad inoltrare, anche con l’assistenza tecnico-giuridica delle scriventi associazioni, ricorso giurisdizionale alla competente Commissione Tributaria Provinciale di Lecce per l’impugnativa di detti riclassamenti; – che, parimenti, lamentando illegittimità della procedura seguita da Codesta Agenzia delle Entrate già Agenzia del Territorio, le scriventi associazioni di difesa dei diritti degli utenti e consumatori inoltravano ricorso al Tribunale Regionale Amministrativo per la Puglia Sede di Lecce, che verrà discusso all’udienza pubblica del 22 maggio p.v.; – che, nelle more, la Commissione Tributaria Provinciale di Lecce emetteva i primi provvedimenti con cui, censurando la procedura seguita da Codesta Agenzia delle Entrate sotto il profilo della legittimità e della conformità alla legge, accoglieva la richiesta di sospensiva avanzata dai ricorrenti; – che gli avvisi di accertamento, indicativamente nel numero di 80.000 complessivi, sono stati notificati in più scaglioni successivi dal novembre 2012 fino a qualche giorno addietro; – Che la notifica degli avvisi di accertamento in data anteriore al 01.01.2013 comporterà per chi li ha ricevuti l’applicazione delle variazioni stesse a partire dal 2013 mentre per chi li ha ricevuti successivamente all’indicata data l’applicazione delle variazioni decorre a far data dal 01.01.2014; – che sulla stampa del 14.04.2013 appariva la notizia, non smentita, che l’Agenzia delle Entrate aveva proceduto a sospendere la notificazione degli avvisi di accertamento poiché priva delle risorse economiche necessarie; – che presumibilmente ancora molti cittadini devono ricevere la notificazione degli avvisi di accertamento e che, altrettanto presuntivamente, non li riceveranno in prosieguo essendo la notifica legata a carenze economiche dell’Agenzia delle Entrate; – che l’azione della Pubblica Amministrazione, a qualunque livello, deve uniformarsi ai principi costituzionali di trasparenza, imparzialità, buon andamento ed equità; – che l’omessa notificazione di avvisi di classamento compromette grandemente tutto l’iter procedurale seguito dall’Agenzia delle Entrate facendo venire meno i principi Costituzionali enunciati poiché tratta in modo diseguale cittadini che si trovano nella medesima condizione; – che l’omessa notificazione di avvisi di classamento determinando una palese violazione dei principi costituzionali di trasparenza ed imparzialità dell’agire della Pubblica Amministrazione rende incerto l’intero iter seguito da Codesta Agenzia delle Entrate anche con riferimento ai criteri seguiti per l’emissione e la notificazione degli avvisi notificati; – che la decisione di sospensione assunta dalla Commissione Tributaria Provinciale di Lecce ha censurato la legittimità procedurale e la conformità dell’agire amministrativo al dettato legislativo; – che molti cittadini, proprietari di più immobili nelle città di Lecce alcuni tra loro in rapporto pertinenziale, hanno ricevuto la notifica di più avvisi di accertamento con ciò causando un ingiustificato ed illecito aggravio della propria posizione difensiva innanzi all’Autorità giurisdizionale, obbligandoli alla presentazione di più ricorsi; – che ben prima del completamento dell’iter amministrativo, comprendente la notificazione ed il periodo per l’impugnazione dell’avviso e sua eventuale sospensione, l’Agenzia delle Entrate già Agenzia del Territorio ha proceduto a modificare i sistemi informatici con i nuovi classamenti comportando un notevole danno economico ai proprietari di immobili oggetto per esempio di compravendita; – che a mente dell’Art. 2 del D.Lgs. 206/2005 comma 2 lett. g) sussiste in capo ai consumatori il diritto ad ottenere servizi pubblici erogati secondo standards di qualità ed efficienza; – che a mente dell’Art. 140 del D.Lgs 206/2005 le associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative possono chiedere “di inibire gli atti e i comportamenti lesivi degli interessi dei consumatori e degli utenti”; – che, per quanto esposto in precedenza, il comportamento assunto dall’Agenzia delle Entrate (già Agenzia del Territorio di Lecce) configura una palese e chiara violazione dei diritti dei consumatori ed utenti e che la procedura seguita dalla medesima Agenzia del Territorio vìola i Principi Costituzionali di Imparzialità e Trasparenza dell’agire amministrativo tutto ciò premesso le Associazioni in epigrafe indicate, in persona dei rispettivi rappresentanti legali intimano e diffidano L’Agenzia delle Entrate di Lecce, già Agenzia del Territorio di Lecce, in persona del legale rappresentante p.t., corrente in Lecce al Viale Gallipoli di cessare i comportamenti lesivi degli interessi e diritti degli utenti e consumatori e contestualmente di anare, nel termine di legge di 15 giorni dal ricevimento della presente, tutti gli avvisi di classamento emessi ex Art. 1 comma 335 L. 311/2004 per le microzone censuarie n. 01 e 02 della città di Lecce, ivi compresi quelli già notificati, per palese violazione delle norme indicate in premesse nonché di procedere a riallineare i dati informatici alla situazione degli immobili ante riclassamento e sino alla definizione dei giudizi in essere e per coloro che hanno presentato regolare ricorso alla competente Commissione Tributaria Provinciale Contestualmente chiedono l’accesso agli atti amministrativi con facoltà di estrazione di copia di atti al fine di verificare i seguenti dati – il numero complessivo degli avvisi di classamento emessi in attuazione dell’Art. 1 del comma 335 della L. 311/2004 su input e richiesta dell’Amministrazione Comunale di Lecce; – il numero complessivo di avvisi di classamento notificati alla data del 31.12.2012; – il numero complessivo degli avvisi di classamento notificati alla data del 14.04.2013; – il numero complessivo degli avvisi da notificare a partire dal 14.04.2013; – la data e/o le metodiche amministrative in/con cui si è proceduto ad aggiornare i sistemi informatici dell’agenzia con i nuovi valori di classamento. con osservanza Codacons Lecce Avv. Luisa Carpentieri Adusbef Lecce Avv. Antonio Tanza Adoc Lecce Avv. Alessandro Presicce

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