Asl Lecce. Cinque donne escluse dalla proroga del contratto. Negro interroga

Lecce. Il presidente del gruppo Udc chiede a presidente ed assessora regionale le motivazioni del mancato rinnovo del contratto

LECCE – “È una semplice coincidenza che nel rinnovo del contratto a tempo determinato a medici ed infermieri dell’Asl di Lecce siano state escluse cinque donne? Quali sono le reali motivazioni di tale esclusione?”. È questo il cuore dell’interrogazione rivolta dal presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, al presidente della Giunta regionale Nichi Vendola e all’assessora alla Sanità Elena Gentile. “Con delibere n. 582 e 583 del 28 marzo 2013 – ha spiegato il capogruppo Udc – la Direzione generale dell’Asl di Lecce ha provveduto al rinnovo del contratto rispettivamente dei ‘dirigenti medici in servizio a tempo determinato’e del ‘personale dell’Area di comparto in servizio a tempo determinato’. Da tale proroga, però, sono stati esclusi tre medici e due infermiere con motivazioni che non appaiono sufficientemente chiare. Le delibere, infatti, fanno riferimento ad una generica e non esaustiva ‘sopravvenuta impossibilità a realizzare il sinallagma prestazione lavorativa – trattamento economico’. Una circostanza davvero strana se si pensa che l’esclusione riguarda solo personale di genere femminile. Inoltre – ha continuato il presidente Negro – tale provvedimento non appare atto a garantire i livelli minimi di assistenza a cui si fa riferimento nelle premesse delle delibere del dirigente dell’Area gestione del personale, soprattutto nel caso in cui si escludono due dirigenti medici di Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’urgenza (Pronto Soccorso). Infine, tale esclusione potrebbe esporre l’Ente ad un contezioso che rischia di aggravare la già delicata situazione del Servizio Sanitario Regionale”. Nella sua interrogazione al governo regionale, il presidente del Gruppo Udc chiede di “conoscere i motivi di tale esclusione e quali provvedimenti intendano assumere per tutelare il personale escluso indispensabile a garantire la costante erogazione dei servizi sanitari ed il rispetto dei livelli essenziali di assistenza”. “Questo provvedimento – ha concluso Salvatore Negro – è antitetico agli enunciati del Governo regionale che vorrebbe tutelare l’occupazione in una regione come la nostra sempre più attanagliata dalla crisi economica e potrebbe pregiudicare i livelli minimi di assistenza sanitaria, a svantaggio soprattutto delle categorie più deboli”.

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