Villanova: ‘Lottizzazione abusiva. Il mio intervento censurato’

Salve. Il consigliere d’opposizione Francesco Villanova precisa il suo no alla delibera 38 del 2010. E denuncia la censura quasi integrale del suo intervento

“Ho chiesto di allegarlo integralmente all’inizio e alla fine del Consiglio comunale. Scopro solo ora che così non è stato”. Esordisce così Francesco Villanova, capogruppo di “Con noi per Salve”, che invia in redazione il suo intervento, chiedendo di pubblicarlo, perché, dice, è vero che l’opposizione è uscita al momento del voto, ma motivando la scelta. Ecco l’intervento integrale. “L’oggetto della proposta di delibera che viene posta all’attenzione del Consiglio comunale recita: “Direttive di tutela, salvaguardia e valorizzazione del paesaggio agrario nel territorio di Salve”. Il sindaco, stranamente, per la prima volta dal suo insediamento, ha riunito i capigruppo del Consiglio comunale per discutere di questo argomento. La proposta formulata dalla maggioranza è una proposta sbagliata. Infatti, se si decidesse di concretizzarla, si consumerebbe l’ennesima violenza ai danni del nostro territorio. Una violenza perpetrata attraverso una speculazione edilizia che sconfina in aree a vocazione rurale. Anche se la legge prevede che si possa costruire nelle zone extraurbane, è dovere di una buona amministrazione prendere le misure necessarie per tutelare il paesaggio. Dobbiamo, perciò, focalizzare l’attenzione su quegli appetiti di tipo affaristico che rischiano di deturpare la nostra costa con la costruzione indiscriminata. Questo lungo tratto del nostro territorio costiero dev’essere tutelato con il lotto minimo di intervento che se pur non riportato nel nostro P. di F. è richiamato dalle norme urbanistiche, in tal modo si può suggerire: a) Per le richieste di permesso di costruire a titolo oneroso: un lotto minimo di intervento di mq 10.000. A titolo oneroso non debbono essere consentiti accorpamenti per ottenere detta superficie, salvo il caso che non si tratti di fondi confinanti o prospicienti frontalmente sulla stessa viabilità; b) Per le richieste di permesso a costruire a titolo gratuito: un lotto minimo di intervento di mq 5.000. Dev’essere consentito, in questo caso, l’accorpamento ed il proprietario naturalmente dovrà esercitare l’attività di contadino, bracciante agricolo, imprenditore agricolo come previsto dalla legge; c) Non dovrà essere consentita nessun’altra forma di conduzione del fondo ed il bene potrà essere trasferito dopo dieci anni dalla data del certificato di agibilità. Per le zone tipizzate dal P. di F. vigente E/2 “verde agricolo”, si suggerisce: a) Per le richieste di permesso di costruire a titolo oneroso: un lotto minimo 5.000 mq in assoluto. Non dovranno essere consentiti gli accorpamenti per ottenere detta superficie, salvo che non si tratti di fondi confinanti o prospicienti frontalmente sulla stessa viabilità; b) Per le richieste di permesso a costruire a titolo gratuito: un lotto minimo mq 5.000. Dovrà essere consentito l’accorpamento ed il proprietario dev’essere titolare del titolo. E’ necessario, quindi, partire da questi presupposti giuridici per affrontare in maniera più chiara il problema. Sarebbe opportuno anche sentire il parere di tutti gli interessati al progetto nonché degli agricoltori e degli operatori turistici, i quali hanno il diritto di esprimersi in merito all’effettiva utilità del piano. Si è preferito, invece, sentire il parere solo dei tecnici, omettendo di chiedere anche quello degli altri. La questione è stata ancora una volta imposta dall’alto senza nessun preavviso, senza che si convocasse un tavolo apposito per discuterne. Spero che la maggioranza abbia la coscienza a posto nell’approvare il progetto senza rispettare, come è suo costume, i principi della trasparenza e della partecipazione. Anche perché né l’ex sindaco Siciliano, né il suo successore Passaseo hanno affrontato fino ad oggi l’argomento, ma hanno deciso di farlo in modo estemporaneo dopo 12 anni. Perché avete così tanta fretta? Perché esitate a presentare il progetto con relativa delibera alla Regione? Ritenere che questa soluzione sia la migliore possibile per lo sviluppo economico locale? Avete verificato che vi siano tutti i presupposti per la realizzazione di questo progetto? Non vi rendete conto del fatto che un’idea siffatta potrebbe dare adito ad una speculazione edilizia selvaggia su tutto il territorio comunale di Salve? Non venite a dirci che agite pensando al bene comune ossia cercando di creare posti di lavoro o di rilanciare l’economia del paese. E’ un espediente che non convince né l’opposizione né i cittadini, i quali hanno il diritto di essere informati sull’iter che ha portato alla presentazione del vostro progetto. Non cercate di trarvi di impaccio in questo modo, perché viviamo in una democrazie matura dove le manovre oscure prima o poi vengono a galla e vi assicuro che rischierebbero di compromettere anche la vostra posizione istituzionale. Mettetevi una mano sulla coscienza e cercate di prevenire queste situazioni spiacevoli che non fanno bene a nessuno. Non cercate di opacizzare l’azione amministrativa cercando alibi triti e ritriti con promesse inconsistenti. Sforzatevi di realizzare il vostro progetto rispettando l’ambiente, perché le vostre idee così come sono violano le norme di tutela paesaggistica. Non siete autorizzati a saccheggiare il paesaggio a vostro piacimento in nome di uno sviluppo economico che avvantaggia pochi a discapito di molti. Non voteremo e abbandoneremo l’aula, a meno che non decidiate di rinunciare all’approvazione del progetto accogliendo le nostre osservazioni affinché possa essere corredato dalle misure necessarie a garantire la salvaguardia del paesaggio”. Articolo correlato: Legami Scu. Passaseo chiede incontro col Prefetto Tutti gli articoli dell'inchiesta: Il Salento d'amare colpito al cuore Il villaggio con la 'stalla' al centro Salve, turismo a (sole) tre vele La collina delle selci

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