Rimpasto in Regione. Gabellone: ‘Fallimento Vendola’

Lecce. Il duro commento del presidente della Provincia di Lecce alle nuove nomine di Via Capruzzi

LECCE – Fatta la Giunta (regionale), arrivano i commenti. Ed anche le critiche più dure. Come quella che il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone rivolge al governatore Nichi Vendola. “La composizione della nuova Giunta Regionale – dice il numero uno di Via Capruzzi – non può evitarmi alcune considerazioni e semplici constatazioni politiche, che sono tutte molto evidenti: il ‘taglio’ dei costi e l’abbattimento del numero degli assessori interni o esterni non c’e’ stato; anzi, un piccolo ridimensionamento da 14 a 12 si concretizza maggiormente in una mossa tutta politica del governatore, che ‘apre’ alla stampella dei centristi assicurando alla sua fragile maggioranza in Consiglio il sostegno dei montiani; fatto ancor più importante, grave e penalizzante: il Salento si vede dimezzato nella rappresentanza all’interno del governo regionale. Si passa da due assessori e una annessa vicepresidenza a un assessorato ridimensionato e stop, senza la forte rappresentatività della vicepresidenza, con l’altro assessorato centrale (Agricoltura) che torna appannaggio di altre espressioni territoriali. Ora un solo esponente del Governo Vendola è espressione della provincia di Lecce. Un dato eloquente”. Gabellone continua elencando i “fallimenti” di Vendola principalmente nel settore della sanità. “Da coordinatore provinciale del Pdl non posso che prendere atto del fallimento completo della disastrosa politica sanitaria di tagli e chiusure di ospedali portata avanti da ben tre assessori alla Sanità negli ultimi tre anni. L’ultimo a farne le spese anche Attolini, sostituito dalla Gentile, a cui andrà il compito di ri-fare per l’ennesima volta il modello sanitario della nostra Regione, oramai nel caos ospedaliero più totale”. Inoltre, secondo il coordinatore provinciale del Pdl Vendola avrebbe operato un “regolamento” dei conti interno alla maggioranza del centrosinistra, da dove sarebbero state allontanate personalità di spicco, “colpevoli solo di orientamenti talvolta difformi dalla linea del governatore”. “Non è un segnale confortante – conclude Gabellone -, per una Giunta regionale che dovrebbe essere la massima espressione di collegialità e confronto della nostra Puglia”.

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