Percolato nel terreno. Stop alla nuova discarica

Corigliano d’Otranto. Il rinvenimento del pericoloso liquido ha bloccato i lavori per la costruzione del nuovo impianto. Fermi da un mese su disposizione sindacale

CORIGLIANO D’OTRANTO – Braccia incrociate in attesa di nuove disposizioni. Il cantiere per la costruzione della nuova discarica a Corigliano d’Otranto è fermo da quasi un mese. La struttura, progettata in contrada “Scomunica” dovrebbe accogliere i rifiuti provenienti dai Comuni del centro del Salento, quelli che rientrano nell’Ato Lecce 2, ma quale sarà il suo futuro è ancora tutto da chiarire. A bloccare l’avanzamento dei lavori è stata un’ordinanza della sindaca Ada Fiore datata 15 febbraio. Motivata dal rinvenimento, nell’area, di percolato, il pericoloso liquido che deriva dallo stoccaggio dei rifiuti e che finora era stato ritrovato solo nell’area attigua, dove sorge la vecchia discarica, per la bonifica della quale la Regione Puglia aveva stanziato 800mila euro. Che, evidentemente non sono stati sufficienti a decontaminare il sito. E così il veleno ha circolato da una zona all’altra andando a finire proprio nel sito scelto per il nuovo impianto. La situazione risulta ancor più grave se si pensa che dal territorio di Corigliano d’Otranto l’Acquedotto pugliese estrae l’acqua che scorre nella maggior parte dei rubinetti della provincia di Lecce. Quali saranno i danni che il percolato porterà alla falda? Che cosa rischiano i salentini che bevono l’acqua di casa? Domande che al momento sono senza risposta. Nell’attesa di trovarle, il cantiere resta fermo, nel rispetto delle disposizioni sindacali. Ed i vigili urbani di Corigliano effettuano continui sopralluoghi per controllare che sia effettivamente così. Articolo correlato: Percolato a Corigliano. Allarme in tutto il Salento

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