La scalata del partito dei graffiti

Copertino. Breve analisi post voto. Nomi e numeri che contano

di Giovanni Camisa COPERTINO – A mio parere una breve analisi dei dati emersi dalle ultime elezioni politiche a Copertino è doverosa. Questo perché oltre ai freddi numeri in quei dati si può intravedere una realtà in divenire che presto porterà il ricambio politico anche a Palazzo Briganti (o almeno si spera). Certo, interpretare i numeri non è cosa facile e, al di là dell'evidenza quantitativa, molte sono le dinamiche occulte che celano il pieno significato delle cifre. Ciò diviene evidente quando proviamo ad esempio ad analizzare il dato numericamente più consistente: i 3.862 voti ottenuti del Pdl alla Camera (limitiamo l'analisi a questo ramo del parlamento per comodità di sintesi). Con il 30,55% il partito di Berlusconi resta il primo partito in città. Questo, oltre l'affermazione del M5s (secondo partito con 3.045 voti pari al 24,03 %), mi sembra il dato più significativo. Pur dimezzando il proprio bottino di voti (nel 2008 erano stati 6.487 pari al 46,8%) il Pdl riesce a mantenere il primato politico a Copertino. Ma chi sono oggi gli uomini del Pdl a Copertino? Per i ben informati, a comandare in città, con una sorta di protettorato, è il presidente della Provincia Gabellone che ha nell'assessore provinciale Pando l'interlocutore principale sul territorio. Entrambi poi hanno come riferimento politico nazionale l'onorevole Raffaele Fitto. Dubito che le cose siano così lineari ma questa ricostruzione sembra credibile almeno da quanto personalmente osservato nell'ultima uscita pubblica dei vertici del Pdl presso la sala “Event” (scarsamente gremita) in occasione della chiusura della campagna elettorale. Qualche sommovimento nel partito d'altronde c'è stato, vedi l'adesione, mesi or sono, del consigliere comunale Mauro Valentino (probabilmente il prossimo candidato sindaco per la coalizione di centro destra) o l'allontanamento (ma non troppo) di alcuni dirigenti giovanile transitati nel partito della Meloni. Cose di poco conto nei flussi elettorali. La vera novità in tal senso è stata invece l'impegno del consigliere comunale Tommaso Leo. Dopo aver militato in vari schieramenti infatti il consigliere Leo sembra da poco approdato in area berlusconiana. Molto altro ci sarebbe da dire ma altri soggetti meritano la nostra attenzione. A cominciare dal Partito Democratico che perde circa la metà dei voti come il Pdl (nel 2008 erano stati 4.246) passando a livello percentuale dal 30 al 18%. In questo caso più che di sommovimenti dovremmo parlare di emorragia. Non si contano più infatti gli esponenti politici che hanno abbandonato il partito a cominciare dall'attuale sindaco Rosafio per finire con il consigliere De Lorenzi. Questa breve diagnosi delle condizioni dei partiti “storici” presenti a Copertino non può escludere l'Udc. Qui trattasi di vero tracollo: da 1.436 voti del 2008 si è passati agli attuali 211 e dal 10% al'1%. Inutile aggiungere alcun commento. Per quanto concerne il resto del panorama politico locale (così come si è manifestato alle ultime elezioni) difficile fare confronti visto che molti soggetti non erano presenti nell'ultima tornata politica del 2008. Certo l'esplosione del M5s apre scenari di sicuro interesse anche a Copertino ma il dato incontrovertibile, numeri alla mano, è il crollo dei consensi verso i soggetti politici tradizionali. In realtà c'è dell'altro: i 543 voti i che da soli valgono il 4%, più di Mir, Fratelli d'Italia, Grande Sud, Udc e Futuro e libertà messi insieme. C'è chi dice che lo studio di quei graffiti sarebbe illuminante per capire il senso politico dei copertinesi, ma qui entriamo nel folklore.

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