Chiarelli: ‘Pdl, tradito dagli alleati’

 

Il neoeletto deputato Gianfranco Chiarelli giudica irrealizzabili gli otto punti proposti da Bersani a Grillo. E sul leader di M5S: “Porterà il Paese a nuove elezioni”

In questi giorni la scena politica è tutta occupata dalla coppia Grillo – Bersani. Il segretario del Partito Democratico ha più volte ribadito l’inopportunità di un nuovo governo assieme al PDL e nel suo discorso alla Direzione Nazionale del partito ha nuovamente teso la mano al Movimento 5 Stelle proponendo un’alleanza su otto punti programmatici: correzione sensibile delle politiche di austerità, adozione di misure urgenti per il lavoro, riforma della politica e della vita pubblica, economia verde e sviluppo sostenibile, legge sul conflitto d’interessi, svolta sui temi della giustizia e dell’equità sociale, istruzione e ricerca, diritti civili. Grillo però continua ad attaccare Bersani. E non solo. “Pd e Pdl sono la stessa cosa. Quello che sta esplodendo – afferma il leader del M5S – è l’inizio di una rivoluzione”. Il Pdl sembra invece adottare una strategia attendista e in un video messaggio Silvio Berlusconi, spogliandosi dell’aggressività elettorale, detta la linea. “Nessuna forza responsabile – dice l’ex premier – può ignorare il valore della governabilità”. La situazione non è semplice da decifrare. Abbiamo voluto ascoltare il neo eletto deputato del Popolo della Libertà Gianfranco Chiarelli, secondo il quale, “quando Bersani si ostina a cercare l’appoggio su otto punti, più che pensare all’interesse dei cittadini intende prendere le distanze dagli avversari politici”. “Io ritengo – dice Chiarelli – che il Paese intero ne debba prendere atto. Grillo non perde occasione per prendere le distanze da Bersani, magari insultandolo pure. Per cui questa ostinazione è fine a sé stessa. Vorrà dire che porterà il Paese a nuove elezioni e poi staremo a vedere. Sappia però il Pd che in questo modo non sta facendo il bene degli italiani”. Bersani ha ribadito che non è presentabile agli occhi del Paese un accordo di governo con il Pdl , aprendo contemporaneamente al Movimento 5 Stelle con la sua proposta programmatica in 8 punti. Grillo però non ha dato alcun riscontro, anzi ha nuovamente attaccato il segretario democratico. La situazione è molto ingarbugliata. Voi cosa andrete a dire al Capo dello Stato durante le consultazioni? “Bisogna invece prendere atto che da parte del Partito Democratico c’è una volontà ferma di non fare a per il Paese. Quando Bersani si ostina a cercare l’appoggio su otto punti, a mio parere irrealizzabili, più che pensare all’interesse dei cittadini intende prendere le distanze dagli avversari politici. Io ritengo che il Paese intero ne debba prendere atto. Grillo non perde occasione per prendere le distanze da Bersani, magari insultandolo pure. Per cui questa ostinazione è fine a sé stessa. Vorrà dire che porterà il Paese a nuove elezioni e poi staremo a vedere. Sappia però il Pd che in questo modo non sta facendo il bene degli italiani”. Lei è alla prima legislatura. Quale sarà la prima questione su cui intende impegnarsi in Parlamento? “Le prime questioni da affrontare per il territorio pugliese e soprattutto tarantino sono quella ambientale, e non mi riferisco solo all’Ilva, e quella occupazionale. Su queste due cose non si prescinde. Poi ci sono tanti altri problemi che attanagliano questa provincia, da sempre trascurata, rispetto alle altre province pugliesi, dalla Giunta Vendola”. Che cosa proporrà per il rilancio occupazionale della Provincia di Taranto? “Quelli del Pd non si rendono conto di aver perso le elezioni sui programmi, sui progetti e di non essere nelle condizioni di decidere o porre delle condizioni, come ad esempio il passo indietro di Berlusconi, per fare un governo. Sono stati i cittadini a suffragare Berlusconi. Quindi penso che l’unico programma serio che si può condividere anche ‘a tempo’ sia quello di dare respiro all’economia, di dare lavoro, di consentire la sanatoria Equitalia e la restituzione dell’Imu. Punti che a nostro parere consentirebbero di dare respiro a tutti i cittadini italiani”. Lei come pensa si possano coniugare il fascino che Berlusconi esercita ancora sugli italiani con le distanze che invece i mercati e il Partito Popolare Europeo hanno preso ormai da tempo dal vostro leader? “Io sono abituato a guardare sempre i numeri. Non penso che Berlusconi abbia solo fascino. Berlusconi ha un progetto ed un programma che poi può non piacere al Partito Popolare Europeo perché non è lo stesso di Monti. Questo può essere vero, ma siccome viviamo in Italia, dobbiamo dar conto ai cittadini italiani. E Monti è stato sonoramente bocciato dagli elettori. Io ritengo che il programma di Berlusconi sia un buon programma e non possa essere messo in secondo piano. A maggior ragione dopo il successo elettorale”. Rivolgo questa domanda anche a Lei dopo averla fatta al segretario del Pd Leccese Salvatore Capone. Pensa ci siano margini per un accordo Bersani-Berlusconi con il primo al governo e il secondo al Quirinale? “No, non credo. Tendo ad escluderlo. Non credo ci possano essere accordi con chi non ha a cuore gli interessi del Paese. Ritengo anzi che Bersani dopo la sconfitta elettorale avrebbe dovuto dimettersi e consentire di avviare un percorso di ricostruzione del Paese ad altre persone. E i voti raccolti da Grillo provengono tutti da ex elettori del Partito Democratico”. Lei forse dimentica che siete stati al governo ben otto anni negli ultimi dodici e che siete responsabili di questo disastro più di altri… “Assolutamente sì, anche noi siamo responsabili. Noi abbiamo avuto la colpa soprattutto di avere alleati non leali. Abbiamo avuto la colpa in otto anni di avere purtroppo avuto una maggioranza nei numeri e non nei fatti. Ex alleati che nell’ultima consultazione elettorale sono stati sonoramente bocciati, come Fini, o si sono salvati per il rotto della cuffia, come Casini. Scelte legittimate dal popolo italiano”. Una battuta sulla condanna di Berlusconi al processo Unipol. L’ex premier ha nuovamente sottolineato la necessità di riformare la giustizia. In 20 anni non ci siete però mai riusciti. Non pensa che ciò sia avvenuto perché avete nei fatti accantonato i veri problemi di funzionamento della Giustizia per concentrarvi invece sull’approvazione di leggi e provvedimenti finalizzati esclusivamente a far fuggire l’ex premier dai processi che lo vedevano coinvolto? “Diciamo che da un lato c’è sempre stata la volontà di riformare la giustizia. Dall’altro però il mancato raggiungimento di questo obiettivo è dipeso dalla infedeltà dei nostri alleati. Quando però si parla di riforma della Giustizia non la si intende a beneficio di qualcuno o finalizzata alla soluzione di questioni di carattere personale, bensì ad una riforma che serve ai cittadini italiani. È stato infatti dimostrato che una parte della magistratura fa politica all’interno delle istituzioni. Vedi Ingroia e Grasso e in Puglia l’assessore Nicastro. Non è concepibile che una persona terza che dovrebbe dare garanzia di equità e giustizia ai cittadini italiani possa fare politica ed essere anche giudice. Mi sembra francamente un po’ troppo”.

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