Volk und Pop

Tre canti popolari tedeschi e una canzonetta moldava

Già Italo Calvino – con quella leggenda di Carlo Magno che, per un incantesimo, s’innamora, in rapida sequenza, prima di una fanciulla, poi di un arcivescovo e infine del lago di Costanza – aveva fatto notare come la rapidità sia una virtù della narrativa popolare. Qualcosa di simile spira nelle note dei Drei Volkslieder op. 41 di Felix Mendelssohn Bartholdy. Nel giro di pochi versi, il primo lied ci presenta un lui che dice a una lei: vieni via con me… Nella terra straniera in cui andremo, la tua paterna dimora sarà il mio cuore. Se invece non vieni, io morirò e tu vivrai nella casa di tuo padre come in una terra straniera. Come a dire che allo choc del diventare adulti non si sfugge. Nel secondo lied, i due giovani amanti, errabondi, li troviamo già morti, con la brina che scende su dei fiorellini azzurri appassiti. Nel terzo, scopriamo che sulla loro tomba è cresciuto un tiglio. Il garzone del mugnaio ci porta la ragazza a far l’amore, ma una tristezza indefinibile li prende e si sciolgono in pianto. Decisamente più facile era “l’amore sotto il tiglio” per i moldavi O-Zone, dove il titolo significava anche amore a prima vista. Veloce.

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