Uranio al poligono. Documenti in Procura

 

Lecce. Acquisizioni e indagini del Noe sono state inserite nel fascicolo di cui è titolare la pm Mignone che indaga su gestione illecita di rifiuti

LECCE – Sarà la magistratura a fare chiarezza sulla presenza o meno di veleni nell’area di esercitazione del poligono di tiro di Torre Veneri, a Lecce. Tutte le “carte” – le acquisizioni e le indagini effettuate nelle scorse settimane dai carabinieri del Noe – ora si trovano in un’ampia informativa depositata in Procura e acquisita nel fascicolo di cui è titolare la pm Elsa Valeria Mignone che indaga sulla gestione illecita di rifiuti. Tra i documenti agli atti, anche il rapporto conclusivo dell’attività svolta dalla Commissione parlamentare sull’uranio impoverito presieduta dal senatore salentino Rosario Giorgio Costa, che esclude la presenza di proiettili all’uranio ma conferma l’assenza di adeguate operazioni di bonifica. 15 febbraio 2013 Torre Veneri. Il Consiglio: ‘Stop alle esercitazioni in mare’ LECCE – Stop alle esercitazioni in mare nel poligono di Torre Veneri, almeno fino a che non sarà stata effettuata una bonifica dei fondali. E’ ciò che l’Amministrazione comunale di Lecce chiederà all’Esercito italiano che, con la Scuola di cavalleria, gestisce il poligono di tiro ad un passo da Lecce. E’ stata infatti approvata dall’unanimità del Consiglio comunale la mozione presentata dal movimento Lecce Bene Comune che fa capo a Carlo Salvemini. La mozione chiede al Governo cittadino di illustrare ai gestori del poligono la volontà del Consiglio e di avanzare la richiesta di bloccare ogni attività fino alla bonifica dei fondali. 11 febbraio 2013 Torre Veneri. ‘Prevista una maggiore presenza militare’ LECCE – Da una parte c’è chi chiede di sospendere ogni esercitazione a fuoco, almeno nella zona di mare, all’interno dell’area del poligono di tiro di Torre Veneri. Dall’altra c’è chi, invece, programma di aumentare la presenza militare. La questione Torre Veneri non smette suscitate clamore. Nei prossimi giorni, il Consiglio comunale di Lecce sarà chiamato a discutere la mozione presentata dal movimento politico Lecce Bene Comune e che chiede, appunto, di fermare le esercitazioni a fuoco nell’area marina. Una richiesta che assume ancora più senso dopo il blitz effettuato dai carabinieri del Noe, venerdì scorso, nell’area del poligono, su disposizione della procuratrice Elsa Valeria Mignone. I militari hanno acquisito documenti per fare luce sulle attività svolte presso l’area di esercitazione militare, in seguito ai tre esposti in Procura presentati proprio dal gruppo consiliare di Lecce bene Comune che segue molto da vicino il caso. L’Esercito italiano non ha perso, come nei giorni scorsi, l’occasione per rispondere e fornire la propria “versione”. E dopo il blitz del Noe ha espresso massima fiducia nell’operato della magistratura, confermando piena collaborazione all’autorità giudiziaria. Ed intanto è tornato ad assicurare che “le forze armate italiane non impiegano, né hanno mai impiegato, munizionamento contenente uranio impoverito e che non esistono scorte di tale munizionamento in depositi militari italiani”. Inoltre, ha ribadito che un’indagine dell’Arpa Puglia, chiesta dalla Provincia di Lecce nel 2010, con accertamenti radiologici eseguiti presso l’area di esercitazione e in laboratorio su campioni di proiettili e sabbia, non ha evidenziato la presenza di uranio impoverito. Ma non è tutto. Perché la Scuola di cavalleria ha anche ribadito che l’area addestrativa di Torre Veneri è essenziale per garantire l’operatività dei reparti dell’Esercito stanziati in Puglia e in particolare nell’area leccese e, si legge in una nota ufficiale, “costituisce la ragion d’essere per mantenere, e probabilmente aumentare sulla base degli esiti degli studi in corso sulla revisione della forza armata, l’attuale presenza militare”. 12 gennaio 2013 Uranio. Un’assemblea per discuterne di Francesca Quarta FRIGOLE – La salute pubblica prima di tutto. Torna a interrogarsi sull’impiego di munizioni all’uranio impoverito presso il poligono di Torre Veneri, il coordinamento di “Lecce Bene Comune”. E lo fa organizzando, nel pomeriggio di oggi, un’assemblea pubblica a Frigole (ore 17.30, Piazzetta Bertacchi) per fare il punto su questa e altre delicate problematiche legate all’inquinamento da metalli pesanti, nocivi per i cittadini e per l’ambiente. Partecipano all’iniziativa, Don Raffaele Bruno (rappresentante regionale dell’associazione “Libera” contro le mafie), i medici di base operanti sul territorio (Sergio Della Giorgia ed Ernesto Mola) e l’Assessore all’Ambiente e alla Sanità del Comune di Lecce, Andrea Guido. L’attenzione del laboratorio politico “Lecce Bene Comune” alle vicende che interessano il poligono di Torre Veneri, non è nuova. Già alcuni mesi fa, prendendo le mosse dalla nostra inchiesta aveva presentato un secondo esposto/denuncia, (il primo risale al mese di maggio 2012) e il procuratore della Repubblica di Lecce, Ennio Cillo, aveva aperto un fascicolo. Il coordinamento aveva pubblicamente sollecitato e chiesto trasparenza sul motivo per il quale fossero stati secretati gli atti della seduta del 24 luglio 2012 della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, presieduta dal salentino Rosario Giorgio Costa. “Cosa ha detto il consulente della Commissione, capitano Paride Minervini – chiedeva il coordinamento in un comunicato – in merito alle indagini effettuate a Torre Veneri?”. “Quali i risultati pur provvisori fin qui addotti? Perché non sono stati resi pubblici?”. All’esposto aveva fatto poi seguito anche una mozione urgente presso il Consiglio Comunale del capoluogo salentino, firmata dai consiglieri di “Lecce bene Comune”, Carlo Salvemini e Saverio Citraro, affinché il sindaco, Paolo Perrone, rendesse operative tutte le iniziative possibili per realizzare la bonifica delle aree interessate. A fine novembre, ancora “Lecce Bene Comune” rappresentata da Gabriele Molendini, aveva partecipato all’audizione della Commissione d’inchiesta sull’uranio, ricordando i “tre militari che, avendo operato nel poligono, hanno maneggiato munizionamenti di vario tipo senza l’uso di dispositivi di protezione individuale, contraendo poi patologie tumorali”. E, di fronte “all’incremento delle malattie nella popolazione, è necessario svolgere un accurato studio epidemiologico”. Per l’occasione, fu lo stesso presidente Costa a confermare le notevoli carenze ambientali e a disporre l’acquisizione di tutta la documentazione prodotta dall’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa) relativa agli accertamenti circa la presenza di uranio nell’area di Torre Veneri. A distanza di un mese, è tempo di tornare a far luce sulla vicenda perché “la popolazione ha il diritto di sapere qual è lo stato dei fatti e se sussistono pericoli di inquinamento di terreno, aria e falda che possa insinuarsi nel ciclo alimentare”. Con l’iniziativa odierna, “Lecce Bene Comune, riprende quindi il filo del discorso. Durante l’evento, moderato da Carlo Salvemini e Gabriele Molendini, saranno, infatti, ascoltate testimonianze e proiettati video e immagini divulgative. 4 dicembre 2012 Uranio al Poligono. La Commissione si rivolge all’Arpa Sul poligono di Torre Veneri, un’importante novità riguarda Arpa Puglia. Il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull’uranio, Rosario Giorgio Costa, ha disposto l’acquisizione della documentazione in possesso dell’Agenzia regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’ambiente, relativa agli accertamenti sulla presenza di uranio impoverito nell’area dell’insediamento militare. E’ stato proprio l’assessore alle politiche ambientali del Comune di Lecce, Andrea Guido, a far presente – durante l’audizione del 28 novembre scorso – che l’Arpa ha svolto ricerche sulla presenza di uranio impoverito nella zona di Torre Veneri, nel 2007 e nel 2010, entrambe con esito negativo. Rispondendo al senatore Ferrante del Pd circa la natura e l’esito delle ricerche svolte dall’Arpa, Guido ha ribadito che “l’esito delle ricerche è stato negativo poiché non è stata riscontrata la presenza di uranio impoverito in acqua o in mare”. Ha, poi, precisato che “l’oggetto delle indagini dell’Arpa è stato limitato alla ricerca di uranio impoverito, ma non di altri inquinanti e per tale ragione, il Comune di Lecce sollecita l’attuazione di un progetto di caratterizzazione ambientale”. Gabriele Molendini, dell’associazione “Lecce Bene Comune”, ha affermato che ci sono comunque “tre militari che, avendo operato nel poligono, hanno maneggiato munizionamenti di vario tipo senza l’uso di dispositivi di protezione individuale, contraendo poi patologie tumorali”. E di fronte “all’incremento delle malattie nella popolazione, è necessario svolgere un accurato studio epidemiologico”. Ricordiamo che l’associazione, prendendo le mosse dall’inchiesta del “Tacco”, aveva presentato un esposto in Procura e una mozione urgente presso il Comune di Lecce, per far luce sull’eventuale presenza di residui inquinanti contenenti uranio e altri metalli pesanti nell’area dell’insediamento militare (tutta la vicenda è riassunta qui) Replicando al senatore Ferrante che chiedeva da quale fonte provenisse l’affermazione sull’incremento delle patologie, Molendini ha spiegato che “si tratta di dati raccolti presso i medici di base” e ha ribadito la vicenda dei tre militari che hanno prestato servizio presso il poligono e contratto le malattie. Auspica, a tale proposito, “che la Commissione voglia prendere in considerazione l’opportunità di ascoltarli”. Alle notizie sullo stato di inquinamento acclarato delle zone terrestri e marittime del poligono, “Lecce Bene Comune” ha richiesto, invece, interventi di bonifica e continuo monitoraggio. Sulla presenza dei materiali inquinanti nell’area, Molendini ha ricordato anche che, nel 1993, si sono svolte a Torre Veneri esercitazioni a fuoco della Nato con la partecipazione di contingenti stranieri. “Nello stesso periodo era in corso la missione internazionale in Somalia, durante la quale è stato giudizialmente accertato l’uso di armi all’uranio impoverito. Nel medesimo poligono di Torre Veneri si svolgono esercitazioni alle quali prende parte anche il carro armato ‘Ariete’ che utilizza, tra l’altro, munizionamento anticarro del tipo ‘Apfsds’ (‘Armour-pircing Fin-Stabilized Discarding Sabot’, ovvero proiettili perforanti, stabilizzati da alette, ad abbandono d’involucro): si tratta di un tipo di munizione a energia cinetica che può utilizzare penetratori composti di leghe al tungsteno o all’uranio impoverito”. Sulla questione, è intervenuto il consulente della Commissione, Paride Minervini (che ha assistito alla seduta), affermando che il carro armato “Ariete” spara qualsiasi tipo di munizione e che il munizionamento “Apfsds” può utilizzare anche penetratori in acciaio, da esercitazione, così come penetratori al tungsteno o all’uranio impoverito. Per questo, ancora Molendini, ha chiesto di convocare in Commissione gli ufficiali che si sono succeduti al comando del Poligono di Torre Veneri negli ultimi anni, per raccogliere informazioni circa il tipo di esercitazioni svolte, il munizionamento adottato, le precauzioni attivate, il tipo di bonifiche effettuate e le zone dove si svolgevano in prevalenza le esercitazioni. Anche per la senatrice Granaiola, le questioni poste meritano un approfondimento, compreso sapere se i contingenti di forze armate straniere che si esercitano nei poligoni di tiro italiani possano autocertificare il munizionamento utilizzato, senza controlli aggiuntivi. Minervini ha affermato di non avere elementi per rispondere al quesito sull’autocertificazione da parte dei contingenti stranieri che si addestrano nei poligoni italiani. Per fugare ogni dubbio, sarà importante vincere anche le resistenze dell’apparato militare. La senatrice Granaiola ha ricordato di avere chiesto (oralmente), durante il sopralluogo al poligono, l’acquisizione del registro di carico e scarico del materiale utilizzato nelle esercitazioni e i dati sul munizionamento utilizzato e sui residui di esso recuperati. A oggi, tale richiesta è inevasa e, precisa il presidente, verrà riproposta “non solo per quello che riguarda l’immediato passato ma per quello che è avvenuto negli ultimi dieci anni”. Il senatore Caforio (Idv) ha sottolineato l’esigenza di proseguire con le analisi, pur essendo consapevole del fatto “che l’apparato della Difesa è alquanto restio a trasmettere alcune delle informazioni richieste”. Tra queste, ha ricordato come “non sia stata data risposta al quesito, posto al comandante dell’insediamento, circa l’effettuazione della bonifica a mare”. E’ infatti sembrato che “i vertici del poligono fossero ignari della condizione di degrado ambientale dell’area e in particolare della zona marina, dove, a quanto risulta alla Commissione, solo i recuperanti clandestini provvedono a loro rischio ad asportare i residuati metallici”. Sarebbe bene che le richieste inevase di informazione rivolte al Ministero della Difesa, venissero riproposte prima della fine della legislatura. Al momento, le verifiche di Minervini sono in corso e il senatore Ferrante ha sostenuto che, nelle conclusioni dell’inchiesta, “a verrà celato alla pubblica opinione”. Ma il presidente ha precisato: “sarà la Commissione alla conclusione dei lavori, a deliberare sul regime di pubblicità dei propri atti, decidendo quali possano essere resi pubblici e quali – probabilmente molto limitati – debbano restare riservati”. Per il presidente Costa, la secretazione è evento non inusuale in quanto “i risultati provvisori potrebbero risultare smentiti dagli accertamenti definitivi”. Il riferimento è all’audizione secretata del 24 luglio (sugli ulteriori sopralluoghi a Torre Veneri dopo la missione del 9 marzo 2012) che ha alimentato preoccupazione nel territorio salentino, spingendo i rappresentanti di “Lecce Bene Comune”, eletti nel Consiglio comunale, a presentare la mozione urgente. L’associazione ha auspicato che i dati siano resi pubblici presto. Minervini ha spiegato che nel corso dei sopralluoghi ha rinvenuto residui di proiettili e non proiettili interi. Per identificarli occorrono procedimenti lunghi e l’acquisizione di schede tecniche e ambientali che consentano di capire cosa le munizioni rilascino e quale sia il danno per ambiente e salute. La documentazione richiesta alla Difesa non sempre viene trasmessa. In attesa dei dati ufficiali relativi a queste analisi sui residuati dei proiettili utilizzati per le esercitazioni, l’associazione nazionale “Tutela dei Diritti”, presieduta da Salvatore Antonazzo, chiede che “vengano sospese immediatamente tutte le esercitazioni militari effettuate presso il poligono e che sia ritirato tutto il personale militare stabilmente impiegato”. Per l’associazione, è evidente che “se risulta necessario avviare opere di bonifica dell’area, la stessa risulta essere contaminata, inquinata, caratterizzata dalla presenza di materiale estremamente dannoso per la salute”. Di conseguenza, sarà necessario effettuare un monitoraggio a campione sui residenti nelle zone limitrofe a Torre Veneri e su coloro che, a vario titolo hanno frequentato il sito per verificare se hanno contratto patologie di qualsiasi natura a causa dell’esposizione alla contaminazione ambientale. 28 novembre 2012 Torre Veneri, audizione in Commissione. Costa conferma le carenze ambientali ROMA – “Un progetto di caratterizzazione ambientale e la bonifica dell’area attorno a Torre Veneri”. Sono state queste le richieste dell’assessore alle politiche ambientali del Comune di Lecce, Andrea Guido, e del rappresentante dell’Associazione “Lecce bene comune”, Gabriele Molendini, ascoltati oggi in Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito a proposito del poligono di tiro di Torre Veneri a Lecce. I due esponenti della politica leccese hanno riferito alla Commissione presieduta dal senatore salentino Rosario Giorgio Costa le preoccupazioni dei cittadini sullo stato di degrado ambientale accertato nell’area del poligono (un’area di particolare pregio naturalistico e paesaggistico), sollecitando intervento urgenti sia a terra sia in mare. Costa ha confermato che la delegazione della Commissione recatasi al Poligono di Torre Veneri lo scorso 9 marzo ha riscontrato notevoli carenze quanto al rispetto dell’ambiente e all’effettuazione delle bonifiche che spettano al comando del sito militare. Ha inoltre ricordato che, su suo incarico, il capitano Minervini, consulente della Commissione ed esperto balistico, ha acquisito residuati dei proiettili utilizzati per esercitazione nell’area di terra e di mare, riferendo che sono ancora in corso le relative analisi, che richiedono l’acquisizione di informazioni tecniche da parte del Ministero della difesa. A conclusione della seduta, Costa ha ribadito il suo impegno personale e quello della Commissione affinché venga comunque ripristinato, nell’ambito della manovra finanziaria all’esame delle Camere, lo stanziamento triennale di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2013 al 2015 da destinare alle bonifiche dei poligoni di tiro, tra cui Torre Veneri, già previsto nel disegno di legge di stabilità e poi stralciato nel corso dell’esame alla Camera dei deputati. In tal caso si potrà dare il via all’attività di bonifica dei luoghi. Soddisfazione è stata espressa al termine dell’incontro dall’assessore alle Politiche Ambientali, Andrea Guido: Ho preso atto della massima disponibilità nei confronti dell’Amministrazione Comunale da parte del presidente e dei componenti della Commissione parlamentare d’inchiesta. In particolare è stata accolta la mia proposta di effettuare una caratterizzazione, vale a dire un’analisi particolareggiata del sito, non solo relativamente al terreno ma anche rispetto ai fondali marini per verificare eventuali presenze di uranio impoverito o di altri metalli”. “Ho chiesto, inoltre – ha aggiunto l’assessore Guido – che la stessa caratterizzazione venga estesa ad una distanza di un chilometro e mezzo dal sito di Torre Veneri al fine di accertare o di escludere la presenza di elementi inquinanti anche nelle zone limitrofe che non sono dunque di pertinenza del Ministero della Difesa e del Demanio Marittimo”. “Infine – ha spiegato Guido – la Commissione parlamentare ha accolto la mia richiesta di coinvolgere in ogni passaggio tecnico-procedurale che verrà effettuato dai tecnici del Governo anche il settore Politiche Ambientali del Comune di Lecce. Ad ogni buon conto, restiamo in attesa dell’esito delle analisi compiute dal capitano Paride Minervini, esperto in balistica, consulente incaricato dalla Commissione a far luce sulla presunta presenza di uranio impoverito sul Poligono di Tiro di Torre Veneri”. Un plauso è andato anche al presidente della Commissione, Rosario Giorgio Costa e a tutti i componenti, in particolare Cosimo Gallo: “I senatori salentini hanno mostrato grande attaccamento al nostro territorio auspicando che venga fatta chiarezza al più presto su questa vicenda. Non a caso abbiamo già preannunciato l’invio di ulteriore documentazione al fine di integrare il fascicolo in possesso della Commissione”. “Dal canto mio – ha concluso l’assessore Andrea Guido – intendo rassicurare i cittadini leccesi a seguire passo dopo passo tale questione: la salute dei leccesi e il rispetto dell’ambiente rappresentano, per noi, dei punti fermi e ineludibili. Ringrazio, infine, i rappresentanti dell’associazione Lecce Bene Comune che ho voluto personalmente a questo incontro e con i quali sono pronto a collaborare per far luce su tale questione”. Alla riunione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito ha preso parte in rappresentanza del Comune di Lecce, anche il dirigente del settore Politiche Ambientali, Fernando Bonocuore. 23 novembre 2012 Generale Godio: ‘Per Arpa niente Uranio impoverito a Torre Veneri’ Pubblichiamo le precisazioni che il generale Godio, comandante della scuola di Cavalleria ha inviato a questa redazione. In relazione a quanto pubblicato da codesta testata di informazione in merito all’argomento “Torre Veneri”, questo comando scuola precisa quanto segue. Le forze armate italiane non impiegano, né hanno mai impiegato, munizionamento contenente uranio impoverito. Per quanto riguarda il poligono di Torre Veneri un’indagine dell’Arpa Puglia con accertamenti radiologici eseguiti presso l’area di esercitazione e in laboratorio su campioni di proiettili e sabbia, non ha evidenziato la presenza di uranio impoverito. La “comunità” militare è parte integrante della realtà locale e i militari e le loro famiglie sono i primi ad essere interessati affinché venga fatta luce su eventuali cause di inquinamento garantendo, al tempo stesso, la massima disponibilità nella collaborazione con le autorità locali. Tra l’altro, nell’ambito della spending review sono stati destinati, per la prima volta, circa 24 milioni di euro per la bonifica dei poligoni. Nell’area del poligono di Torre Veneri la forza armata ha implementato un nuovo disciplinare per la tutela ambientale e ha provveduto alla rimozione dei rottami metallici. L’area addestrativa di torre veneri risulta essenziale per garantire l’operatività dei reparti dell’esercito stanziati in Puglia e in particolare nell’area leccese. Tra l’altro, proprio per le possibilità offerte dalle aree addestrative nella regione, sono in fase di studio provvedimenti che potrebbero portare all’incremento delle unità militari nel Salento nell’interesse della Puglia. Sulla base della nota del generale Godio inviataci dal Tenente Colonnello dell’Esercito, Vincenzo Di Natale, ufficiale addetto alla pubblica informazione, in merito alla presenza di uranio impoverito a Torre Veneri, apprendiamo che un’indagine di “Arpa Puglia” non ha evidenziato la presenza di uranio impoverito nell’area. Chiediamo a Esercito e Arpa di rendere disponibili i risultati della ricerca. Prendiamo atto che la notizia della disponibilità di 24 milioni di euro per le attività di bonifica di cui si parla nel comunicato dell’Esercito contrasta con le dichiarazioni del presidente Costa il quale, il 7 novembre 2012, ha scritto una lettera al presidente del Consiglio per segnalare l’esigenza di ripristinare lo stanziamento per la bonifica. Infine, in riferimento allo smaltimento dei rottami, ci atteniamo alle dichiarazioni rilasciate a questo giornale dal senatore Costa (leggi qui), ossia alla grave denuncia, non smentita dal generale, che lo smaltimento di rottami pericolosi sarebbe “delegato” alla criminalità organizzata. Francesca Quarta 19 novembre 2012 Poligono di Torre Veneri: esposto in Procura e mozione in Consiglio di Francesca Quarta LECCE – Dopo il “Tacco”, anche il laboratorio politico “Lecce Bene Comune” chiede che siano rese pubbliche le verità sul poligono di Torre Veneri. “Esiste un pericolo inquinamento da uranio impoverito o altri metalli pesanti? Ci sono rischi per la salute della popolazione delle aree di Frigole e San Cataldo? Quali le misure prese? Chi controlla? Quali i risultati delle indagini già effettuate e finora non rese disponibili alla cittadinanza? Il coordinamento, prendendo le mosse dalla nostra inchiesta (in articoli correlati) ha presentato un secondo esposto/denuncia, il 30 ottobre scorso (il primo risale al mese di maggio) e il procuratore della Repubblica di Lecce, Ennio Cillo, ha aperto un fascicolo. Nel comunicato emesso, “Lecce Bene Comune” cita alcuni passaggi dell’indagine del “Tacco” e sollecita trasparenza sul motivo per il quale siano stati secretati gli atti della seduta del 24 luglio 2012 della Commissione parlamentare d’inchiesta che si occupa dell’uranio impoverito ed è presieduta dal salentino Rosario Giorgio Costa (che abbiamo intervistato). “Cosa ha detto il consulente della Commissione, capitano Minervini – chiede il coordinamento – sulle indagini effettuate a Torre Veneri?”. “Quali sono i risultati pur provvisori fin qui addotti? Perché non sono stati resi pubblici?”. E’ tempo di far luce sulla vicenda perché “la popolazione ha il diritto di sapere qual è lo stato dei fatti; se sussistono pericoli di inquinamento di terreno, aria e falda che possa insinuarsi nel ciclo alimentare”. E di conseguenza, capire se e quando saranno fatti i necessari interventi di bonifica per i quali erano stati stanziati dei fondi poi stralciati dal decreto sulla “Spending Review”. Le bonifiche sono, per la Commissione di inchiesta, una priorità irrinunciabile. Il timore è che lo stanziamento, disgiunto dal resto della manovra di finanza pubblica, possa arenarsi. Per questo, nella seduta del 24 ottobre, il presidente Costa ha chiesto che gli venisse conferito il mandato di scrivere una lettera ai presidenti dei due rami del Parlamento e delle Commissioni bilancio di Camera e Senato, per “segnalare l’esigenza di trovare una strada o per ripristinare lo stanziamento per la bonifica dei poligoni militari nell’ambito della manovra finanziaria per il 2013” e per gli anni successivi, affinché lo stanziamento possa essere iscritto in bilancio. Il 7 novembre, ancora Costa, ha chiesto e ottenuto dalla Commissione la possibilità di inviare una missiva, questa volta al presidente del Consiglio dei Ministri, per ribadire la necessità di assicurare “nell’ambito della manovra di finanza pubblica all’esame delle Camere, una previsione di spesa indispensabile per avviare il risanamento e il recupero di territori nei quali talune attività militari hanno prodotto comprovati danni all’ambiente oltre che rischi per la salute”. Il senatore Scanu, del Pd, ha apprezzato la proposta e ha suggerito di inserire nella lettera un riferimento alla necessità – già sostenuta dalla Commissione – di destinare 100 milioni di euro (per ciascuno degli anni dal 2013 al 2015) alle bonifiche dei siti militari inquinati e delle aree circostanti. E dopo l’esposto in Procura, anche la mozione urgente in Consiglio comunale. La mozione, firmata dai consiglieri di “Lecce bene Comune” Carlo Salvemini e Saverio Citraro, impegna il sindaco Paolo Perrone a prendere tutte le iniziative possibili affinché sia realizzata la bonifica delle aree marine interessate. Il sindaco è infatti autorità sanitaria locale. “In questa veste – si legge nella mozione -, può anche emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica”. Ecco il testo della mozione: Il Consiglio Comunale Premesso che: – in data 9 marzo 2012 una delegazione della Commissione parlamentare di Inchiesta sull’Uranio Impoverito si è recata presso il Poligono di Torre Veneri; – nel corso della visita rispondendo ai quesiti posti quesiti posti dalla senatrice Granaiola e dal senatore Caforio (come risulta dai verbali della Commissione consultabili on line), il generale Cutropia e il colonnello Capraro hanno precisato che “finiscono in mare, prevalentemente, bossoli di alluminio, e che non sono mai state effettuate bonifiche dei fondali” – nel Resoconto sommario n. 71 del 16/05/2012 della Commissione Parlamentare, avente ad oggetto “Comunicazioni del Presidente sullo stato dell’inchiesta parlamentare relativamente ai poligoni di tiro”, il Presidente Senatore Rosario Giorgio Costa con riferimento al sopralluogo del 9 marzo scorso nel poligono di Torre Veneri, afferma che “… sopralluoghi effettuati dalla Commissione e dai collaboratori, a Capo Frasca, a Capo Teulada e a Torre Veneri, hanno messo in luce una situazione articolata, che però conferma come dato prevalente una certa sottovalutazione delle problematiche ambientali e sanitarie…In quella stessa circostanza, il capitano Minervini, che accompagnava la delegazione della Commissione, effettuò ulteriori approfondimenti, dai quali risultò una situazione non del tutto rassicurante dal punto di vista dell’inquinamento”. – in data 20 ottobre lo stesso sen. Giorgio Costa (Prtesidente della Commissione Parlamentare) in un’intervista al periodico online Il Tacco d’Italia ha dichiarato: “… esercitazione, che richiedono presumibilmente importanti interventi di bonifica, finora evidentemente non attuati, sia a terra sia nel mare circostante Per quanto concerne l’area marina, le immersioni subacquee effettuate hanno evidenziato la presenza di numerosi relitti inerti, di proiettili da esercitazione, di un barcone metallico e di penetratori in materiale attualmente in fase di identificazione”; “…. ove confermata, risulterebbe altamente pericolosa, sia per il rischio di esplosioni sia per i danni alla salute”; – il Sindaco è autorità sanitaria locale. In questa veste, ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D. Lgs. n. 112/1998, può anche emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica. Impegna il Sindaco a prendere tutte le iniziative possibili affinché sia realizzata la bonifica delle aree marine interessate I consiglieri comunali Lecce bene comune Carlo Salvemini Saverio Citraro Articoli correlati Il poligono dei veleni (20 ottobre 2012) Costa: “Al poligono traffico di metalli pericolosi” (20 ottobre 2012)

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!