Lirica Lecce: pregi e difetti di un ‘Ballo’

Lecce. Regia classica, sonorità bandistiche e qualche defaillance vocale di troppo per il secondo allestimento scenico della ‘Stagione’

di Fernando Greco (foto di Samuele Vincenti) LECCE – Dopo il “Requiem” inaugurale, la Stagione Lirica leccese ha ospitato un altro titolo verdiano in occasione del 200° anniversario della nascita di Giuseppe Verdi. Si tratta di “Un ballo in maschera”, opera pregevole seppur meno frequentata rispetto a quelle più popolari come “La Traviata” che tra qualche giorno chiuderà la Stagione.

primo atto

Un momento del primo atto // Nell’alveo della tradizione Per quanto riguarda l’aspetto visivo del “Ballo” leccese, la regia di Carlo Antonio De Lucia crea uno spettacolo di cifra didascalica e tradizionale (“classica” secondo la definizione del regista), complici le scene di Caia Costantino e i costumi di Alessandra Polimeno, con qualche momento di piacevole originalità. Per esempio, risulta riuscito l’intervento del balletto, coreografato da Giovanni Simeone, durante la scena finale e durante l’ouverture, con un bel passo a due eseguito da Annamaria Perilli e Diego Millesimo. Altro momento originale è rappresentato dalla scena della maga Ulrica, circondata da un’accozzaglia di invasati che, piuttosto che gente del popolo, sono veri e propri adepti a un culto satanico; in particolare, quattro mimi in forma di aitanti demonietti con testa di capro si agitano intorno alla strega. Assente il fatidico “bianco vel” che dovrebbe cadere accidentalmente dalla testa di Amelia: la donna si copre il capo con un cappuccio nero e poi si scopre volontariamente davanti al marito e ai congiurati.

finale

Il finale del “Ballo in maschera” // Sonorità bandistiche Sul versante musicale, la serata leccese ha lasciato a desiderare, soprattutto a causa della lettura lenta, pesante e fracassona effettuata dall’Orchestra Tito Schipa diretta dal maestro Filippo Zigante: dopo la splendida esecuzione del Requiem e del dittico mascagnano Cavalleria-Zanetto, l’orchestra non sembrava la stessa. Sonorità bandistiche (con tutto il rispetto per le bande!) e solfeggio aleatorio hanno messo spesso in difficoltà la linea di canto, sia coprendo le voci sia creando scollamenti tra voci e musica. Eppure il “Ballo” verdiano è opera musicalmente complessa, la cui drammaturgia si estrinseca attraverso una geniale tavolozza di colori che in questo caso sono stati appiattiti da un’esecuzione generica e impersonale. Colori che si sono intravisti soltanto nel delizioso finale secondo, quando la musica ha saputo trasmettere con la giusta leggerezza il repentino mutamento della situazione drammaturgica (“… la tragedia mutò in commedia”).

Filippo Zigante

Filippo Zigante // Il cast vocale Serata decisamente sfortunata per il tenore Piero Giuliacci alle prese con il magnifico ruolo di Riccardo. Il cantante, peraltro professionista di onorata carriera internazionale, si è presentato visibilmente fuori forma e ha cercato di risolvere con un pallido gigionismo quello che fu il ruolo preferito dall’immortale Luciano Pavarotti, per il quale Verdi prevede invece “leggerezza ed eleganza”.

Piero Giuliacci

Piero Giuliacci La sua resa vocale si è caratterizzata per intonazione perennemente calante, acuti forzati, parole errate e momenti fuori tempo, difetti resi peggiori dall’indifferente tessuto orchestrale che non ha fatto a per sorreggerlo. Lo stesso Giuliacci, consapevole della sua verosimile (e speriamo momentanea) indisposizione, si è volontariamente sottratto agli applausi con cui il pubblico ha voluto comunque premiarlo.

Giuliacci e coro

Piero Giuliacci e coro Il giovane soprano salentino Luciana Distante, già Micaela nella “Carmen” dell’anno scorso, ha delineato con portamento statuario e vocalità promettente il ruolo di Amelia. La sua voce, dotata di un timbro baciato dalla natura, ha risolto dignitosamente la sua parte pur con limiti legati alla sua giovane età, quali fiati corti, puntature forzate e scarsa introspezione psicologica, problemi che potranno essere risolti tramite un’ulteriore maturazione vocale e scenica di questo difficile ruolo, la cui scrittura lascia già intravedere la dolente passionalità di Elisabetta (nel “Don Carlo”) e di Aida.

Luciana Distante

Luciana Distante Visto che l’emozione gioca brutti scherzi, il soprano è entrato in ritardo nel duetto finale con il tenore, che pertanto si è trovato ridicolamente a cantarsi da solo le prime battute. Giocando in casa, la cantante è stata festeggiata da una claque vistosamente eccessiva, degna di una partita di calcio.

Luciana Distante Domenico Balzani

Luciana Distante e Domenico Balzani Il baritono Domenico Balzani ha risolto con tecnica ferrata e incisività il formidabile ruolo di Renato con un picco di eccellenza nella sua scena del terzo atto, in cui ha saputo far emergere quella “parola scenica” che infuoca la partitura verdiana.

Domenico Balzani e Piero Giuliacci

Domenico Balzani e Piero Giuliacci Per la maga Ulrica Verdi scrive una parte squisitamente contraltile, fatta di sonorità gravi che facciano tremare il teatro: a Lecce l’interpretazione di Evghenia Dundekova è risultata priva di autorevolezza, vuoi per un assetto vocale che sembrava più da mezzosoprano che da contralto, vuoi per un volume spesso coperto dall’orchestra.

Evghenia Dundekova

Evghenia Dundekova

Evghenia Dundekova

L'antro di Ulrica Efficace il soprano Gemma Cardinale nei panni dell’ambiguo ruolo di Oscar: pur dotata di una voce indiscutibilmente piccola e avara di armonici, la cantante ha disegnato un personaggio elegante, gradevole e vocalmente preciso in tutte le agilità. Puntuali Francesco Palmieri e Gianfranco Zuccarino nei rispettivi ruoli dei congiurati Samuel e Tom. Piacevole il Silvano del basso Angelo Nardinocchi; gradevole il Giudice di Orlando Polidoro nel battibecco con Oscar, reso dalla regia in maniera esilarante. Ancora una volta il Coro Lirico di Lecce, magistralmente istruito da Emanuela Di Pietro, è stato degno protagonista scenico – vocale.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!