Apani diventa un centro di educazione ambientale

Brindisi. In seguito ad un accordo Arif-Wwf tornerà a rivivere il vecchio impianto irriguo attualmente in disuso

BRINDISI – Tornerà a rivivere, trasformandosi in un centro di educazione ambientale, promozione turistica e archeologia industriale, il canalone “Apani”, nel Brindisino. Grazie infatti ad una convenzione sottoscritta nei giorni scorsi tra l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali (Arif) e il Wwf di Brindisi, i due soggetti lavoreranno in sinergia e con impegno per dare nuova linfa ad una delle zone più belle e anche storicamente interessanti della regione. Nei pressi del canale di Apani, infatti, vi è un ex impianto irriguo attualmente in disuso che negli anni scorsi ha servito un comprensorio di circa 700 ettari di terreno. Lo stabile è di proprietà della Regione Puglia, ma con la legge regionale n.3 del 25 febbraio 2010 con la quale è stata istituita l’Arif, si è proceduto anche ad assegnarle alcuni immobili in gestione. Tra questi anche la struttura presente ad Apani: due edifici, uno di circa 80 mq adibito al funzionamento delle pompe e delle cabine elettriche, l’altro di 20 mq (servizi igienici compresi) destinato ad attività di sorveglianza e spogliatoio. Intorno un cortile ampiamente adatto alla movimentazione dei mezzi. La zona denominata Apani è un canalone naturale di origine erosiva attraversato da un corso d’acqua a regime torrentizio: uno specchio d’acqua libero da vegetazione e occupato solo in parte da un fragniteto di cannuccia di palude. La struttura in gestione all’Arif si trova posizionata in un’area particolarmente privilegiata: lì vicino vi sono infatti la Riserva Naturale Torre di Guaceto e il Sito di interesse comunitario Canale di Giancola. Inoltre, il sistema irriguo utilizzato per anni e oggi in disuso, risulta essere un importante esempio di archeologia industriale da valorizzare anche con visite turistiche e momenti di approfondimento con le scolaresche: venne infatti realizzato secondo una rete canalizzata costituita da una serie di canali sopraelevati in calcestruzzo, che, attraverso un’opera di presa, prelevavano l’acqua dalla sorgente naturale di Apani, che diventava così prioritaria fonte di approvvigionamento idrico, e la fornivano alle aziende attraverso il sistema delle paratoie. Tutto questo, la stessa sorgente naturale di Apani e i reperti archeologici risalenti al paleolitico e all’età del bronzo rendono l’intera location meritevole di essere meglio conosciuta e apprezzata. Da qui la volontà di Arif e Wwf Brindisi di muoversi nella direzione di un lavoro sinergico che abbia come risultato unico un recupero totale e un benefico riutilizzo della struttura di Apani, al fine anche di favorire un nuovo sviluppo agricolo e turistico. Con la convenzione firmata nei giorni scorsi l’Agenzia assegna al WWF la piena disponibilità a titolo gratuito degli immobili per farne, insieme, un Centro di Educazione Ambientale dove svolgere attività legate anche e soprattutto alle tradizioni storiche e alle memorie archeologiche e industriali del vecchio sistema irriguo (pompe e cabine elettriche sono ancora presenti nella struttura) e alla promozione di nuovi stili di vita basati sul concetto di sviluppo sostenibile. Al Wwf il compito di occuparsi a proprie spese dei lavori di manutenzione, per i quali comunque, potrà avvalersi – oltre che dei fondi rivenienti da progetti finanziati dalla Comunità Europea o da enti pubblici – anche delle maestranze e delle professionalità di cui dispone l’Arif. Non solo: per il recupero e la rinaturalizzazione del canale di Apani, Arif metterà a disposizione le piante presenti nel proprio vivaio di Restinco.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!