La petizione: ‘No a strade inutili’

Una raccolta di firma on line per salvare il Salento dal cemento e progettare uno sviluppo armonico del territorio

No a nuove strade, “mostri edilizi in cantiere”. Sì ad uno sviluppo armonico del territorio. E’ il succo della petizione popolare “a emergenze ambientali unificate” sottoscrivibile on line da alcuni giorni. La petizione fa “di tutt’erba un fascio”, assimilando i cantieri per la realizzazione o l’adeguamento di strade statali e provinciali. Cantieri da bloccare o da rivedere perché “distruggerebbero le specie, la bellezza, la fonte di sostentamento per chi ha creato lavoro per sé e per altri in sinergia con la terra e le risorse naturali del proprio territorio; per chi viene in Salento a fare le proprie vacanze e a vivere bene, di certo non a cercare distese di cemento”. Ad essere chiamati in causa sono i progetti relativi alla Regionale 8 Lecce-Melendugno, alla Statale 16 Maglie-Otranto, alla SS 275 Maglie-Leuca, alla Provinciale Otranto-Gallipoli, alla Provinciale Casalabate-Porto Cesareo, “autorizzati dalla politica – si legge in un comunicato stampa dell’associazione Idrusa – per interessi puramente elettorali e per gratificare le tasche di pochi a svantaggio della salute e della qualità della vita di molti”. Il Salento, sostengono i firmatari della petizione, non ha bisogno di nuove strade a quattro corsie ma di un armonico sviluppo sostenibile centrato su turismo, ambiente e cultura, che preveda infrastrutture funzionanti, compatibili con la naturale vocazione di questa terra. La petizione si rivolge direttamente al commissario europeo per i Trasporti Siim Kallas, al commissario europeo per l’Ambiente Janez Potocnik, al presidente del Consiglio Mario Monti, al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ed al presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone. Ecco il testo della petizione: Allarmati e indignati per le notizie di imminente cantierizzazione di nuove devastanti strade nel Salento, figlie di anacronistici progetti, vi chiediamo un intervento urgente per fermare questi scempi. Riteniamo queste opere veri e propri scempi, sia per l’inutile consumo di suolo, sia per lo sradicamento previsto di migliaia e migliaia di alberi, per la gran parte di ulivi, sia per la devastazione di campi e aziende agricole paradossalmente finanziate dagli stessi enti pubblici. Tali progetti sono un evidente danno per l’agricoltura e l’economia locale, come hanno avuto modo di denunciare le organizzazioni degli agricoltori e dei coltivatori diretti, e stridono fortemente con le previsioni urbanistiche e paesaggistiche della Regione Puglia e della Provincia di Lecce compromettendo la stessa immagine del territorio inteso come Parco Salento. Queste opere, peraltro, costituiscono un vero spreco di risorse pubbliche e di fondi europei, né tantomeno possono essere considerate occasione di vantaggi occupazionali, se non vacui ed effimeri. In ogni caso i se si considera che le ferite irreversibili al territorio comprometterebbero per sempre potenzialità di crescita e di sviluppo e, dunque, di stabili prospettive occupazionali. Il Salento non ha bisogno di nuove strade a quattro corsie ma di un armonico sviluppo sostenibile centrato su Turismo, Ambiente e Cultura che preveda infrastrutture compatibili con la naturale vocazione di questa terra. Per questo chiediamo con urgenza, per quanto nei vostri poteri, di: 1. bloccare la realizzazione della strada regionale n. 8 (Lecce-Melendugno) indirizzando le risorse per migliorare l’attuale viabilità; 2. rivedere il progetto della Maglie-Otranto nel tratto Palmariggi-Otranto, mitigandone l’impatto ambientale; 3. rivedere il progetto della Maglie-Leuca, bloccando la realizzazione del tratto Montesano-Leuca indirizzando le risorse per migliorare l’attuale viabilità; 4. bloccare il progetto della strada provinciale Otranto-Gallipoli, indirizzando le risorse per migliorare l’attuale viabilità; 5. bloccare il progetto della strada provinciale Casalabate-Porto Cesareo denominata “itinerario jonico-adriatico”, indirizzando le risorse per migliorare l’attuale viabilità. Questi i primi firmatari: Edoardo Winspeare (regista) Nandu Popu (Sud Sound System) Mario Perrotta (attore) Elettra Ingravallo (docente universitaria) Luigi A. Santoro (docente universitario) Cosimo Pagliara (docente universitario) Gabriella Sava (docente universitaria) Roberto Valenti Sebastiano Venneri (segreteria nazionale Legambiente) Chiara Idrusa Scrimieri (Salviamo gli ulivi del Salento) Alfredo Melissano (Nuova Messapia) Comitato Io Conto di Ugento Vito Lisi (Comitato 275) Roberto Guido (direttore quiSalento)

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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