I due volti di Mascagni

GUIDA ALL’ASCOLTO. Breve introduzione alla “Cavalleria Rusticana” e “Zanetto”, in Cartellone per la 44° Stagione Lirica della Provincia. CLICCA E STAMPA LA GUIDA

di Fernando Greco // Il prototipo del Verismo Nella caratterizzazione del concetto di Verismo in ambito musicale, “Cavalleria Rusticana” rappresenta l’espressione più autentica di questo modo di sentire e di rappresentare sullo spartito la realtà quotidiana. Le vicissitudini degli ultimi, di coloro che sono all’infimo grado della scala sociale, dei “vinti” di verghiano ricordo, si accompagnano a un tessuto sonoro di ampia valenza realista che spesso riproduce fedelmente i suoni e i rumori della strada, comprese le inflessioni dialettali e le strazianti urla dei protagonisti. L’argomento di “Cavalleria” è quello dell’omonimo racconto tratto da “Vita dei campi” di Giovanni Verga, già trasformato nel 1884 in dramma scenico per il trionfo della divina Eleonora Duse.

Eleonora Duse

Eleonora Duse Il giovane Pietro Mascagni (1863-1945), appena ventiseienne e direttore della banda municipale di Cerignola, trasformò il dramma scenico in dramma musicale e, vincendo inaspettatamente il concorso Sonzogno del 1889, si ritrovò di colpo catapultato nello star-system internazionale. L’entusiasmo irrefrenabile del pubblico della prima, in scena al Teatro Costanzi di Roma il 17 maggio 1890, si sarebbe replicato di teatro in teatro a garanzia di un successo che dura ancora ai nostri giorni, grazie soprattutto a un’irresistibile inventiva melodica che non manca di affascinare gli spettatori di ogni epoca e che Mascagni non avrebbe replicato in nessuna delle sue opere successive. // Uno stile “leggero e finissimo” Mentre “Cavalleria Rusticana” assurgeva a prototipo dello stile verista, negli anni a venire il suo autore si sarebbe dedicato in maniera preferenziale al genere della commedia lirica, vissuta con quel languore tipico dell’estetica Crepuscolare. All’indomani di “Cavalleria”, il nuovo titolo “L’amico Fritz” sarebbe divenuto il tipico esempio di questo diverso orientamento stilistico, contrassegnato da un più attento rigore formale associato a una vis drammatica meno sfogata. A tale stile può ascriversi l’operina “Zanetto”, tratta dal dramma “Le passant” (Il viandante) di Francois Coppée, portato in scena da Sarah Bernhardt a Parigi nel 1869. L’opera venne ultimata nel 1895, anno in cui Mascagni aveva assunto la direzione del Liceo Musicale di Pesaro. Per “Zanetto” il compositore nutriva grandi speranze, come ebbe modo di confidare all’amico Vittorio Gianfranceschi: “… Lo Zanetto è terminato e, te lo dico francamente, mi è venuto molto bene: lo strumentale è leggero e finissimo …”.

Sara Bernhardt

Sara Bernhardt L’anteprima “domestica” dell’opera, rappresentata il 2 marzo 1896 nel Liceo Musicale di Pesaro in occasione dell’anniversario della nascita di Rossini, fu coronata da un successo talmente unanime da far pregustare al suo autore un plauso ben più ufficiale sul palcoscenico del Teatro alla Scala, dove “Zanetto” sarebbe andata in scena il 18 marzo. Purtroppo le aspettative di Mascagni andarono deluse dalla tiepida accoglienza del pubblico, decisamente annoiato dal carattere introspettivo e intimista di quest’opera, qualità che invece furono positivamente sottolineate dai critici dell’epoca. // Troppo fine per essere popolare In base a quanto suddetto, “Cavalleria” e “Zanetto” sono opere molto diverse e complementari tra loro, che consentono allo spettatore di cogliere in maniera esaustiva i tratti stilistici di un compositore che, partendo dall’esteriorità verista di “Cavalleria”, sarebbe approdato, con “Zanetto” e con titoli più importanti come “L’amico Fritz” e “Iris”, a finezze musicali e psico-drammatiche di taglio quasi cameristico, pagando un altissimo prezzo in termini di popolarità.

cartolina Cavalleria

Una cartolina d'epoca Tale dualismo stilistico si rispecchia nelle caratteristiche peculiari dei protagonisti. Si può dire che i personaggi di “Cavalleria” non abbiano un’introspezione psicologica, il loro canovaccio risulta prestabilito da regole sociali a cui devono necessariamente sottostare. La vicenda di “Cavalleria” è imbastita da Santuzza, rispettabile donna del Sud che, si badi bene, non rimpiange mai l’amore perduto né si perde in languorose nostalgie, ma piuttosto rivendica a gran voce l’onore perduto: l’urlo straziante con cui ella maledice il fidanzato fedifrago è quello di colei che, davanti alla certezza dell’abbandono e quindi del proprio disonore, medita vendetta. C’è forse bisogno di ricordare che anche nel Salento, fino a una quarantina d’anni fa, se una donna aveva la sfortuna di essere lasciata dal fidanzato rimaneva zitella? Di tutt’altra levatura, nell’opera “Zanetto”, il personaggio di Silvia (riportato magistralmente in palcoscenico nel 2003 dal soprano Denia Mazzola): lei dell’onore non sa che farsene, essendo una navigata e cinica cortigiana, ma dinanzi alle candide e ingenue profferte amorose del giovane Zanetto si scopre finalmente capace di nutrire in sé un sentimento autentico e profondo. E quel fugace incontro la cambierà per sempre: ella lascerà andar via Zanetto per non sporcare le calde lacrime di commozione che ora anche lei sa versare. Forse la definizione migliore di “Zanetto” è stata individuata dal celebre musicologo Gino Roncaglia (1883 – 1968): “… L’intero Zanetto forma un grande delicatissimo duetto sullo sfondo della drammatica malinconia della cortigiana Silvia che ritrova, nella rinuncia, la purezza dell’amore … Si tratta di una delle cose più belle e compiute del Maestro, ma forse troppo fine perché possa essere popolare”.

cartolina Cavalleria

Una stampa d'epoca di “Cavalleria rusticana” // Le trame “Cavalleria Rusticana” E’ l’alba della domenica di Pasqua nella piazza di un paesino della Sicilia. Fuori scena la voce di Turiddu (tenore) intona una “siciliana” in cui decanta la bellezza di Lola, mentre il popolo inneggia alla primavera. Mamma Lucia (contralto), madre di Turiddu, si accinge ad aprire la sua osteria e accogliere gli avventori. La donna viene raggiunta da Santuzza (soprano), fidanzata di Turiddu, che accorata chiede notizie del giovane. Mamma Lucia le comunica che il figlio è partito per comprare del vino, ma viene puntualmente contraddetta da Santuzza, la quale è sicura che il fidanzato si sia trattenuto furtivamente in paese. Il fatto viene confermato dal carrettiere Alfio (baritono) che, giunto all’osteria, afferma di aver intravisto casualmente Turiddu nei pressi di casa sua. Rimasta a quattr’occhi con Mamma Lucia, la ragazza sfoga tutta la propria ansia: ella è sicura che Turiddu intrattenga una tresca amorosa con Lola (mezzosoprano), la sua precedente fidanzata, la quale, mentre il giovane era fuori paese per il servizio militare, si è nel frattempo sposata con Alfio.

Cavalleria rusticana

Roberto Stagno e Gemma Bellincioni, primi interpreti di “Cavalleria rusticana” Al sopraggiungere di Turiddu, Santuzza gli fa una scenata di gelosia, interrotta dall’arrivo di Lola, alla quale Santuzza rivolge pungenti frecciate. Per tutta risposta Lola se ne va in chiesa, altera e indifferente alle provocazioni. Il litigio tra i due fidanzati prosegue in maniera accesa finchè Turiddu, incurante delle imprecazioni, segue Lola in chiesa. L’ira di Santuzza è all’apice: furente, ella scaglia una maledizione nei confronti del fedifrago. Dalla chiesa si ode un mistico canto al quale si unisce la preghiera disperata di Santuzza che, al giungere di Alfio, gli rivela il tradimento da parte di sua moglie. Infuriato, l’uomo giura vendetta. Al termine della Messa, la gente si riversa in piazza. Turiddu invita tutti a bere intonando un brindisi. L’atmosfera gioiosa si gela quando Alfio, interrompendo il brindisi, sfida a duello Turiddu; tutti si defilano tra sguardi d’intesa. Rimasto solo con la madre, la quale era assente durante il brindisi e quindi è ignara dell’imminente duello, Turiddu le dice di essere un po’ brillo e di voler rimanere un po’ all’aperto, ma le affida le sorti di Santuzza qualora egli all’improvviso dovesse venire a mancare. Mamma Lucia rimane sola e confusa dalle parole del figlio, ma di lì a poco si odono delle urla atroci sulle quali spicca una voce: “Hanno ammazzato compare Turiddu!”

il finale di cavalleria

Il finale di “Cavalleria rusticana” “Zanetto” Nella Firenze rinascimentale, Silvia (soprano) è una rinomata cortigiana che, con l’avanzare dell’età, si trova a riflettere amaramente sul proprio stile di vita: pur circondata dal lusso, ella è costretta a vivere e morire senza aver mai provato un sentimento d’amore che fosse autentico e ricambiato. Da lontano si ode una dolce melodia: entra in scena Zanetto (mezzosoprano), giovane poeta e “nomade suonator”, la cui adolescenziale bellezza attrae la donna. Il ragazzo, ignaro dell’identità di colei che gli sta dinanzi, le rivela di voler incontrare la celebre cortigiana Silvia poiché ha tanto sentito parlare della sua proverbiale bellezza. Nell’affettuoso dialogo tra i due, il giovane resta soggiogato dal fascino di questa donna sconosciuta, al punto da confessarle di voler rimanere per tutta la vita con lei, anche a costo di diventare il suo paggio o il suo scudiero.

locandina Zanetto

Zanetto. Una locandina d'epoca La donna, commossa da tanta fresca ingenuità, lo manda via con materna dolcezza, raccomandandogli però di non cercare Silvia, ma piuttosto una “giovinetta dagli occhi neri e dai capelli d’oro” con cui costruire un autentico nido d’amore. Prima che egli parta, la donna vorrebbe donargli un anello in suo ricordo, ma l’oggetto viene prontamente rifiutato da Zanetto, il quale le chiede soltanto “… il fiore che fra i tuoi splendidi capelli muore …”. Partito il poeta, Silvia si scopre finalmente in lacrime: ora anche lei ha conosciuto il vero amore. L’opera si chiude sulle sue commosse parole: “Sia benedetto Amore, posso piangere ancora!”

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!