Partiamo da noi

Grazie ad alcuni correttivi introdotti da Pd e Sel, nel prossimo Parlamento ci saranno tante donne. Riusciranno a mantenere inalterato il loro spirito critico?

di Magda Terrevoli* Non esiste in Italia a di paragonabile a quanto fatto in Puglia per portare non le donne ma un pensiero diverso in Consiglio regionale. La creazione di un Comitato per proporre liste elettorali composte in egual misura da uomini e donne e per sostenere la doppia preferenza, un Comitato apartitico come apartitica è questa esigenza di rinnovamento è stato quanto di più lontano dall'antipolitica! Eppure di fronte ad una proposta così condivisa e così sostenuta anche da una imponente raccolta di firme (30.000), il Consiglio regionale ha boicottato un desiderio di vero cambiamento con la vergognosa pratica del voto segreto, condito da dichiarazioni che benevolmente definirei fuori dalla storia. Ma questo è avvenuto! Lo scenario delle prossime amministrative regionali sarà, se a dovesse cambiare nella redigenda legge elettorale, ancora più desolante dell'attuale. Infatti con la diminuzione a 50 del numero dei consiglieri, la raccolta delle preferenze premierà i signori dei voti, quelli con grandi capitali da investire e le donne e gli uomini che cercano il consenso in altra maniera, ne rimarranno desolatamente fuori. Altro che risparmio della politica. Ci si troverà davanti famelici figuri alla ricerca di rientrare nei loro “investimenti”. Saremo rappresentati in maggior parte da persone che a sanno dell'impegno politico, che a sanno di quanto lavoro è necessario per capovolgere le solite pratiche spartitorie e, che hanno come unico desiderio, la propria conservazione Ma ancor di più, sempre per sostenere il contenimento della spesa pubblica, è stata introdotta la norma che stabilisce la presenza di assessori esterni in numero massimo di due, e quindi possiamo dimenticarci anche quella sorta di risarcimento politico all'invisibilità che spesso erano alla base delle composizioni paritarie tra uomini e donne delle Giunte regionali. Era questa la Puglia che desideravamo? Era questa la Puglia che doveva rinnovarsi e per la quale abbiamo raccolto 30.000 firme reali, certificate ed autenticate? Non penso. Le reticenze al cambiamento sono evidenti anche nella modesta prova offerta dai partiti in queste elezioni elettorali. Certo vanno dichiarate le differenze tra chi ha comunque aperto, attraverso le primarie, le selezioni e chi ne è stato totalmente contrario. Ma il porcellum è rimasto e, spesso, le candidature sono state espressione di chi nei luoghi della rappresentanza tiene ancora il potere stretto nelle mani . Possiamo riflettere su quanto ha contato nella scelta e nella selezione l'appoggio maschile ? Certo grazie ad alcuni correttivi che il Pd e Sel, hanno introdotto attraverso lo strumento delle primarie, doppia preferenza, alternanza di genere, nel prossimo Parlamento ci saranno tante donne. Sarà certamente una rivoluzione, ma affinché non sia solo estetica sarà interessante verificare il modo in cui le nuove elette si atteggeranno rispetto ai problemi aperti dalla crisi, ai diversi interessi in gioco, alla reinvenzione dei rapporti tra i due sessi. Riusciranno le tante donne del nuovo Parlamento ad esplicitare la critica forte a quel luogo in cui adesso siedono ed a ricostruire nuova autorevolezza o tutto il loro slancio si acquieterà nell’essere “dove si decide”? Rafforzeranno quella politica delle Donne che ha sempre criticato fortemente quei luoghi, constatandone l’inefficacia per reinventarli o saranno zittite da pratiche ed azioni così contaminate da esserne fagocitate? Continueranno a ricercare un modo di stare nei contesti politici e sociali agendo in libertà dagli uomini, e quindi cambiando le relazioni con loro? La mentalità patriarcale e l’accettazione passiva di un sistema che perpetua meccanismi di potere nelle stesse mani, sono un problema di tutti e tutte. Da questo problema la politica delle donne dovrebbe ripartire. E da qui il Comitato pugliese riparte! Senza una sana relazione ed un giusto riconoscimento del grande lavoro delle donne che hanno, con il loro impegno permesso il loro ingresso in Parlamento, chiedendo ad alta voce un cambio nella rappresentanza così fortemente maschile, a potrà mai cambiare! *Portavoce Comitato 50-50 Articoli correlati: Mai più senza 50 e 50 ‘50 e 50'. Non una quota, la parità 50/50. Terrevoli: ‘Se non in Puglia dove'? 50/50 bocciata. Terrevoli: 'Una vergogna' Qui l'iter della proposta di legge: 50/50. La Puglia boccia la democrazia

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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