Poesia, cibo dell’anima

Trilogia poetica di Rita Rucco, “Sensi per Versi” ha avuto numerosi riconoscimenti

Purtroppo in questi ultimi anni è andato scemando l’intesse dei ragazzi per la poesia come forma di comunicazione affettiva; sembra davvero passato un secolo da quando i diari erano infarciti di versi di Catullo o Anna Achmatova, dedicato al filarino del banco accanto. Oggi si va svelti, un sms e poi un altro, infine la telefonata che definisce i contorni di un sentimento. La poesia sopravvive solo nei testi di scuola nei poco generosi programmi ministeriali, ma quell’incanto di dare un senso alle proprie emozioni, prendendo spunto da grandi poeti, sopravvive in libreria come un cibo dell’anima, per un idem sentire che ti accomuna a quel certo poeta, che dice quello che tu vorresti esprimere ma non ne sei capace. Ed anche il compito del critico diventa difficile perché dovrebbe basarsi su elementi di merito universali e questo non è sempre facile. C’è poi un’altra riflessione che propongo ai lettori, e che riguarda il “genere” della poesia; cioè se sia ancora il caso di parlare di poetesse nella letteratura, che sono state spessissimo discriminate, o piuttosto di un interesse comune che sottende alla poetica e che dà corso all’analisi critica, estetica ed emozionale. A prescindere, quindi, che “poeta” corrisponda a donna, uomo, bianco. A chi volete che importi che Garcia Lorca fosse gay e che il suo canto d’amore sia stato omo e non etero.

Sensi per versi

Il libro che segnalo è “Sensi per Versi” una trilogia poetica scritta da Rita Rucco, la quale con quest’opera ha avuto numerosi riconoscimenti tra cui il premio “In lapis”, un concorso per gli inediti, ed è stata tra i finalisti del prestigioso concorso “Jacques Prèvert’ 2012”. Già dal titolo l’autrice, ci conduce direttamente nel centro di questa raccolta, “Sensi per Versi” che sono la porta aperta sul mondo, e la poesia ne percorre la strada. La riflessione poetica insiste sul significato della parola, altrimenti vuota e abusata, e sulla sua necessità spirituale. I versi di Rita sono attraversati dai sensi, in un significato molteplice e intrigante di per-versione in cui le dipendenze sensoriali divengono anche valoriali. Tra le 52 poesie della raccolta molto toccante ho trovato quella dedicata alla grandissima Alda Merini, “Picchiavo i matti”, una figura molto cara alla Rucco, la quale, tra l’altro, si è classificata prima nel Premio “A. Merini” 2010, con il racconto “Sette P”. Rita Rucco Sensi per Versi AbelBooks Euro 7,00

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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