Servizi sociali. I soldi ci sono, ma è tutto fermo

Nardò. Ambito sociale di Nardò immobile: i bandi sono scaduti, i soldi sono arrivati. Ma le Commissioni giudicatrici non si riuniscono

NARDO’ – Due milioni di euro fermi. E servizi di assistenza, essenziali per la cittadinanza, che non partono. Perché le Commissioni che devono stabilire i vincitori dei bandi a cui affidare i lavori non si riuniscono. Accade nell’Ambito sociale di Nardò. A maggio 2012, l’Ambito ha provveduto a pubblicare in Gazzetta Ufficiale i bandi relativi ai servizi di assistenza domiciliare integrata (Adi), al servizio di assistenza domiciliare speciale (Sad), all’attivazione e gestione del Centro sociale polivalente a favore dei soggetti diversamente abili, nonché all’attivazione del Centro per la famiglia. Servizi essenziali che sostengono nelle loro esigenze più vitali le fasce più svantaggiate dei cittadini dei Comuni aderenti all’ambito, in particolare persone anziane e non autosufficienti. Le risorse disponibili sono importanti e restano inspiegabilmente bloccate. Né si sa, al momento, quando verranno utilizzate. Partiamo dalle cifre: per quanto riguarda l’Adi, l’importo a base di gara è di 918.612,76 euro; per la Sad, è di 616.090,90 euro; per il Centro sociale polivalente, 490mila euro; per il Centro per la famiglia, 300.384 euro. I termini entro i quali le ditte avrebbero dovuto consegnare le offerte sono abbondantemente scaduti (dal mese di luglio 2012), ma ad oggi i plichi contenenti le offerte non sono stati ancora aperti, perché le commissioni chiamate a valutare le offerte non si sono mai riunite. Di mezzo ci vanno, come sempre, le persone. E, per di più, le persone in difficoltà. Una situazione allarmante, della quale la Cgil chiede conto a Marcello Risi, sindaco di Nardò, Comune capofila dell’Ambito. A Risi la segreteria confederale chiede di intervenire quanto prima affinché tali risorse, ormai impegnate, si traducano finalmente in servizi effettivamente e concretamente fruibili dai cittadini. La Cgil ha inoltre informato di questo stato dei fatti l’assessorato regionale alle politiche di Welfare.

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