‘Blasi impugni le liste elettorali’

Bari. I consiglieri regionali Fabiano Amati, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia (Pd) rilevano nella composizione delle liste violazione di statuto e regolamenti

BARI – “La storia delle liste elettorali del Pd non può finire nel dimenticatoio. Invitiamo pertanto il segretario regionale Blasi a rendere davvero irrevocabili le sue dimissioni (non si sono mai viste dimissioni irrevocabili soggette a revoca) e a proporre come ultimo atto della sua segreteria l’impugnazione delle liste elettorali dinanzi alla Commissione nazionale di Garanzia, per violazione di varie norme statutarie e regolamentari.” Lo dichiarano i consiglieri regionali Fabiano Amati, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia. “Nel silenzio più assordante che sta accompagnando il giorno dopo l’approvazione delle liste – dicono – segnaliamo ancora una volta la consumazione di atti arbitrari che tradiscono la buona idea delle primarie e il loro esito, pur con tutti i limiti”. I tre consiglieri passano poi ad elencare la serie di violazioni che le liste commetterebbero: la quota nazionale del 10% riservata alla decisione della Direzione nazionale, dicono, non era mai stata demandata, sotto i profili numerici e qualitativi, all’arbitrio degli organismi politici nazionali o regionali. Essa andava calcolata sul 10% dei posti disponibili e ripartita su tutte le postazioni in lista, sia quelle stimate utili che quelle di speranza e di servizio. “Inoltre – aggiungono -, le candidature riservate alla decisione della direzione nazionale dovevano corredarsi di parità tra uomo e donna, ma questo è il meno delle violazioni, e di rappresentatività sociale, politica e territoriale dei candidati, al cospetto di una selezione fondata sul merito dell’attività parlamentari e delle precedenti esperienze”. I consiglieri si chiedono dunque se per la segreteria regionale pugliese i presupposti indicati siano rinvenibili in capo a tutti i candidati, o se invece, ad una più attenta considerazione, non diventi necessaria una rivisitazione delle postazioni. “Qualora il segretario regionale non dovesse ritenere di tutelare i partecipanti alle primarie con un atto d’impugnazione dinanzi alla Commissione nazionale di garanzia – concludono -, invitiamo tutti i candidati lesi da questa arbitraria distribuzione dei posti in lista ad attivarsi senza indugio, consapevoli che il loro atto avrà il più alto effetto politico che si possa compiere per chi si vanta di occuparsi della cosa pubblica: l’educazione allo stare assieme nel rispetto delle regole. E’ questo un criterio di alto contenuto politico, fuori da commi e cavilli”. Articolo correlato: Pd. Blasi: ‘Mi dimetto, anzi no'

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