Regione. 25 milioni per le scuole

Bari. Il bando sovvenzionerà progetti a favore degli studenti, con particolare attenzione per i soggetti svantaggiati

BARI – Riconfermata, anche per l’anno scolastico 2012 – 2013, la collaborazione tra la Regione Puglia e il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. E’ stato, infatti, ratificato l’accordo per la realizzazione di interventi che garantiscano il miglioramento dei livelli di apprendimento degli studenti pugliesi, con priorità assoluta per i ragazzi provenienti da famiglie svantaggiate sul piano economico e sociale e per le scuole ubicate in zone a “rischio”. Il testo del documento è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale n. 171 del 28 novembre scorso. Previsti 25 milioni di euro per sovvenzionare progetti che rafforzino conoscenze e competenze. La Regione, sottoscrivendo l’accordo, si è impegnata a emanare un bando (finanziabile con i fondi europei) cui potranno accedere le scuole statali del 1° e 2° ciclo di istruzione per progetti che sviluppino e rafforzino le capacità degli studenti, soprattutto di fronte a condizioni precarie e di debolezza. Ai progetti potrà lavorare il personale docente e ATA precario, inserito nelle graduatorie provinciali “finalizzate al reclutamento di personale da assumere con contratto a tempo determinato per l’anno scolastico in corso”. Nel caso non fosse possibile reperire questa tipologia di personale, sarà il dirigente scolastico ad attingere alle graduatorie di Istituto, per il coinvolgimento nelle attività progettuali. Le amministrazioni regionale e ministeriale costituiranno, in ottica di concertazione, una “Cabina di Regia” per monitorare attentamente i risultati e la qualità delle attività: il miglioramento e la valorizzazione del sistema di istruzione sono, ormai, al centro delle politiche di sviluppo, sia nazionali che europee. La conoscenza, in fondo, è la migliore risposta alla crisi che viviamo. E anche la Regione Puglia persegue gli obiettivi indicati nelle strategia “Europa 2020”. Si tratta, per la nostra Regione, di assicurare equità di accesso, migliorare i servizi essenziali nei territori, allungare il tempo trascorso a scuola, variare l’offerta formativa e l’approccio didattico, contrastare l’abbandono scolastico, favorire l’integrazione fra i “mondi lontani” e conflittuali di scuola, formazione e lavoro, aggiornare la formazione di docenti e operatori, perseguire gli obiettivi di uguaglianza e di inclusione sociale, sostenere l’integrazione degli alunni con disabilità, favorire la capacità di orientamento in vista delle scelte future, potenziare la consapevolezza del valore della cittadinanza, promuovere la diffusione dell’innovazione didattica e tecnologica e valorizzare le autonomie scolastiche. Secondo strategia europea, il modello di crescita di riferimento deve essere “intelligente”, (basato su ricerca, innovazione, istruzione), “inclusivo” (i target, in questo caso, sono occupazione e lotta alla povertà) e “sostenibile” (fondato, quindi, su quella risorsa “pulita” e inesauribile che è la conoscenza). Lo scopo è promuovere “il miglioramento dei sistemi d'istruzione e di formazione nazionali che devono fornire i mezzi necessari per porre tutti i cittadini nelle condizioni di realizzare appieno le proprie potenzialità, nonché garantire prosperità economica sostenibile e occupabilità”.

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