50/50. La Puglia boccia la democrazia

Bari. Voto segreto e poi bocciatura; la legge sulla pari rappresentanza non “passa” in Consiglio. Introna: “Niente è perduto”

BARI – Sembrava cosa fatta ma ciò che è accaduto dimostra che evidentemente non era così. Il Consiglio regionale pugliese ha infatti bocciato la proposta di legge di iniziativa popolare sulla pari rappresentanza uomo-donna negli organi regionali. Una proposta sostenuta da 30mila firme raccolte sull’intero territorio pugliese. La discussione della proposta si è aperta con la richiesta, da parte di sette esponenti dell’opposizione, di poter procedere alla votazione con voto segreto. Ciò ha reso molto più semplice pronunciarsi in maniera contraria al testo che, per essere approvato, aveva bisogno di 36 voti a sostegno. Invece non è stato così. Il primo articolo è stato bocciato con 30 voti contrari, 29 favorevoli ed un’estensione. Il secondo ha ottenuto 30 voti a favore e 30 contro più un’astensione. Troppo poco per “passare” l’esame. Il risultato è che la proposta di legge è stata bocciata. Il presidente del Consiglio Onofrio Introna l’ha definito un “incidente di percorso” assicurando che i principi di parità di genere saranno comunque sanciti da una riforma elettorale, ormai necessaria. “Nulla è andato perduto” – ha detto. Con la mancata approvazione della legge ‘rosa’, “è stata sciupata una bella pagina di politica, ma a è perduto, il prossimo Consiglio regionale rispetterà la parità di genere”. È più di un auspicio, è l’impegno del presidente Introna, a nome dell’Ufficio di Presidenza oltre a che a titolo personale. “Al di là della delusione di chi attendeva un voto positivo – ha aggiunto -, questo stop non pregiudica il percorso verso una parità compiuta in quest’Aula, nella prossima legislatura regionale”. I principi della proposta di legge di iniziativa popolare del Comitato ‘Mai più senza 50 e 50’, che oggi hanno subito una battuta d’arresto, dovrebbero dunque venire recuperati nella nuova legge elettorale. Quella che necessariamente dovrà essere adottata, per tenere conto sia della riduzione a 50 consiglieri del plenum che delle osservazioni della Consulta sul premio di maggioranza. C’è quindi l’impegno di Introna ad adottare un “percorso legislativo verso una disciplina della prossima consultazione elettorale regionale che possa favorire e realizzare una piena parità tra i generi, nelle urne e nell’Assemblea elettiva”. Introna ha sottolineato lo sforzo dell’Ufficio di Presidenza di trovare un’intesa con le rappresentanti del Comitato che consentisse di uscire dall’empasse. Le assenze giustificate, per motivi istituzionali, di diversi consiglieri del centrosinistra hanno reso difficile raggiungere la maggioranza qualificata richiesta. “Sono certo però – ha assicurato – che l’intero Consiglio regionale condividerà le ragioni della parità in sede di modifica della nuova legge elettorale e che la condivisione di tutti favorirà il recupero dei principi espressi nei due articoli sottoscritti da trentamila elettori pugliesi, donne e uomini”. Secondo il presidente del Gruppo consiliare Sel, Michele Losappio e la coordinatrice regionale Sel, Annalisa Pannarale “tutte le dichiarazioni del Pdl e satelliti sulla bontà dei due articoli e sulla convergenza verso il testo di legge si sono dimostrate per quello che erano: chiacchiere. Lo schiaffo dei consiglieri del centrodestra – hanno dichiarato -non è solo alla legge o al principio di parità di genere ma contiene anche l’indifferenza se non l’ostilità verso le forme di partecipazione e verso quei 30.000 cittadini che hanno sottoscritto il testo consentendo così di discuterla in Aula. Il fatto che questo accada subito dopo la giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne chiarisce bene quale sia la cultura politica oscurantista dei consiglieri dell’opposizione”. Il capogruppo del Pdl Rocco Palese ha definito quanto accaduto in Aula come “incredibile”. “Sulla proposta di legge di iniziativa popolare sulla parità di genere, in linea di principio tutti i partiti sembravano d’accordo e in special modo i colleghi della maggioranza che ne hanno variamente fatto cavallo di battaglia nelle varie campagne elettorali. E’ bastato che alcuni consiglieri chiedessero il voto segreto per far emergere la reale volontà della maggioranza ossia bocciare la proposta di legge. Un vero peccato e un’occasione persa per lo stesso Comitato promotore”. Secondo il capogruppo del Pdl insomma, i consiglieri di maggioranza di sarebbero trincerati dietro il voto segreto per esprimere la propria effettiva contrarietà alla proposta di legge. “Per garantire l’approvazione delle norme sulla parità di genere – ha aggiunto -, infatti, sarebbe bastato che il Comitato promotore si fosse espresso in Ufficio di Presidenza a favore del percorso proposto dal nostro ordine del giorno, ossia rinviare la proposta alla settima Commissione e impegnare il Consiglio ad approvarla contestualmente alla revisione complessiva della Legge elettorale regionale. Il Comitato purtroppo non ha colto questa occasione e non ha inteso esprimere il suo parere sull’odg, rimettendosi all’Aula. A quel punto – ha concluso Palese – non avendo alcuna intenzione di fare forzature ma volendo perseguire l’obiettivo di una riforma organica della legge elettorale regionale, che includesse anche le norme sulla parità di genere, abbiamo ritirato il nostro odg per consentire all’Aula di votare la proposta. E l’Aula l’ha incredibilmente bocciata, dimostrando così che evidentemente il centrosinistra, che in quanto maggioranza avrebbe avuto tutti i numeri per garantire l’approvazione dell’aula, non aveva reale intenzione di approvare le norme sulla parità di genere”. 20 novembre 2012 Pari rappresentanza. E’ il giorno della 50/50 BARI – Potrebbe essere la volta buona. Dovrebbe esserlo, per la verità. A meno di “fuori programma” inattesi. Il Consiglio regionale discuterà oggi la proposta di legge di iniziativa popolare sulla doppia preferenza sostenuta da oltre 30mila firme raccolte sull’intero territorio regionale. La proposta è stata presentata al presidente del Consiglio Onofrio Introna lo scorso 14 giugno. Il punto è il secondo dell’ordine del giorno e ciò fa credere che la discussione sul tema effettivamente ci sarà. Intanto, mentre il Consiglio prenderà in esame la proposta di legge, per strada, si terrà un presidio “per sostenere – ha spiegato la portavoce del Comitato promotore, Magda Terrevoli – un cambiamento che non può essere fermato”. L’intento del Comitato è battersi affinché non si rimandi nuovamente la decisione ma si arrivi in tempi brevi all’approvazione del testo. La proposta di legge “Disposizioni in materia di equilibrio nella rappresentanza di genere nelle elezioni per il Consiglio regionale e il/la Presidente della Regione” è un passo in avanti di grande portata verso la democrazia. Ecco i suoi passaggi principali: • in ogni lista nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 50%; • la lista che non rispetti questa caratteristica non è ammessa; • in tutti i programmi di comunicazione politica deve essere assicurata la presenza paritaria di candidate/i di entrambi i sessi, nei messaggi autogestiti deve essere messa in risalto con pari evidenza la presenza di candidate/i di entrambe i sessi nella lista presenta dal soggetto politico che realizza il messaggio; • si posso esprimere uno o due voti di preferenza; • se si esprimono due preferenze queste non possono riferirsi a due candidate/i dello stesso sesso; • se si esprimono due preferenze per candidate/i dello stesso sesso la seconda preferenza è a. 8 novembre 2012 50/50. La proposta di legge va avanti BARI – La parità di genere è un percorso che non si può fermare. Lo dice la legge. La VII Commissione consiliare della Regione Puglia ieri ha rimesso all’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale la proposta di legge di iniziativa popolare sulla pari rappresentanza di donne e uomini in Consiglio e nelle liste elettorali regionali. La decisione è stata assunta dopo le audizioni e il confronto che hanno avuto luogo ieri con le rappresentanti del Comitato promotore della proposta di legge che ha raccolto 30mila firme. Queste ultime hanno evidenziato che il principio della promozione della parità di accesso tra i generi alle cariche elettive e pubbliche è codificato già nello Statuto regionale (artt. 3 e 6) e che la tempistica dell’esame della proposta di legge è già scansionata dall’art. 9 della legge regionale n. 9/1973 “Partecipazione popolare all’attività normativa della Regione”: un mese per l’esame da parte della Commissione consiliare competente e tre mesi la scadenza entro cui iscrivere il provvedimento nel calendario dei lavori del Consiglio regionale. Non si poteva aspettare oltre, dunque. Soddisfatti la Consulta regionale femminile ed il Comitato promotore 50/50. La presidente della prima, Annamaria Carbonelli, e la portavoce del secondo, Magda Terrevoli, hanno sottolineato come, al momento del confronto di ieri, in Commissione si siano delineate “due politiche diverse”. “C'eravamo noi che, forti di una raccolta di 30.000 firme chiedevamo che la Regione Puglia facesse proprio un principio: quello che le donne insieme agli uomini devono essere in tutti luoghi in cui si decide – hanno detto -. Nulla di più chiedevamo, che fosse applicato un principio costituzionale esplicitato dall'art.3 e dal 51 della Costituzione Italiana. Non chiedevamo corsie preferenziali o scorciatoie, nessuna quota ma la parità. Dall'altra parte – hanno aggiunto – uomini che hanno ascoltato, tentando di trasformare un atto democratico in lotta politica. Alla fine ha prevalso la legge. La Commissione non poteva trattenere in giacenza la proposta di legge per più di tre mesi ed i tempi erano scaduti. Quindi colti in fallo hanno dovuto velocemente istruirla e inviarla all'Ufficio di presidenza perché la inserisca all'ordine del giorno del Consiglio regionale”. “Lì dovranno votarla – hanno aggiunto -, ma soprattutto metterci la faccia, in Commissione tutti si sono dichiarati favorevoli. Vedremo. L'immagine di una Puglia che non vota un principio costituzionale non sarà, dovesse accadere, un bel vedere”. 25 ottobre 2012 50/50. Losappio: ‘Ostruzionismo Udc’ BARI – Continua il botta e risposta tra il Gruppo Udc in Regione ed il presidente di Sel Michele Losappio. Ieri Gianfranco De Leonardis (Udc), presidente della VII Commissione, che avrebbe dovuto discutere, tra le altre cose, anche la proposta di legge di iniziativa popolare sulla pari rappresentanza, ha rinviato la riunione per mancanza del numero legale. E alle lamentele di Losappio ed Angelo Disabato (La Puglia per Vendola) che avevano insistito perché fosse inserita nell’ordine del giorno, il presidente del gruppo Udc Salvatore Negro ha dichiarato di non capire il motivo di tanta fretta, dal momento che la legge entrerà in vigore dalla prossima legislatura, sottintendo che l’insistenza sulla discussione della proposta di legge fosse una trovata da campagna elettorale . Oggi un nuovo commento di Losappio, che parla di “ostruzionismo da parte dell’Udc nei confronti della legge”. Losappio inoltre considera la scelta di De Leonardis di inserire nell’ordine del giorno della prossima seduta, che avrà luogo il 31 ottobre, tutte le proposte in attesa di discussione dal maggio 2010, una “astuzia” per ritardare la discussione della proposta di legge sulla pari rappresentanza. Nella calendarizzazione che ne scaturirebbe, infatti, questa proposta scalerebbe al 16esimo posto, con tempi di discussione che andrebbero oltre il 2015, ovvero oltre l'inizio della nuova legislatura. “Il presidente della VII Commissione, l’Udc De Leonardis, corroborato dalla ‘copertura’ politica del suo Presidente di Gruppo, l’Udc Totò Negro, non intende proprio portare alla discussione della Commissione la legge di iniziativa popolare ‘’Disposizioni in materia di equilibrio della rappresentanza di genere nelle elezioni del Consiglio Regionale’ – dichiara -. Per raggiungere questo non nobile scopo, dopo la richiesta dei Gruppi Sel e PPV e dopo il richiamo del presidente Vendola, ha elaborato la fragilissima ‘astuzia’ di inserire nel prossimo ordine del giorno (la commissione è convocata per il 31 ottobre) tutte le proposte di legge giacenti in commissione dal maggio 2010. L’obiettivo si questa ‘furbizia’ formale – secondo Losappio – è quello di definire una graduatoria temporale per la quale la legge delle donne, sottoscritta da 30.000 pugliesi, si ritroverebbe al 16° posto con tempi di discussione che vanno ben oltre il 2015. Questa ‘furbizia’ protocollare è in verità una ‘scempiaggine’ politica che conferma l’inesistente spessore culturale nel rapporto con l’altra metà del cielo presente nel cosiddetto centro politico, quello che si affanna a chiedere alla parte che definisce ‘sana’ del PD di scaricare Vendola ed il Governo Regionale. Ma è anche uno strappo istituzionale, essendo del tutto acquisito e non in discussione il dato e il fatto che nelle Commissioni, compreso la VII, motivi di priorità politica consentono di superare lo stretto dato cronologico, anticipando o posticipando alcuni provvedimenti. Altrimenti dovremmo pensare che quella Commissione è affetta anche da inerzia, al punto da conservare un arretrato così corposo. E in tal caso il suo Presidente non sarebbe esente da ulteriori responsabilità istituzionali. Nel chiedere al Presidente De Leonardis un operoso ripensamento rispetto a questi ‘giochini’ – conclude Losappio – avanziamo anche un appello alle altre forze del centrosinistra e dell’opposizione affinché facciano sentire la propria posizione e chiariscano ai pugliesi da che parte stanno”. 24 ottobre 2012 50/50. Manca il numero legale, salta la Commissione BARI – In aula non c’era il numero legale. Risultato: la riunione della VII Commissione consiliare regionale presieduta da Giannicola De Leonardis è stata rinviata. La Commissione avrebbe dovuto discutere anche della proposta di legge di iniziativa popolare sulla pari rappresentanza dei sessi nelle liste elettorali ed in Consiglio regionale, supportata da 30mila firme raccolte in tutto il territorio pugliese. La mancanza del numero necessario allo volgimento della seduta è un’altra occasione persa per la democrazia. Erano stati i consiglieri Michele Losappio (Sel) e Angelo Disabato (La Puglia per Vendola) a chiedere a De Leonardis di inserire l’argomento all’ordine del giorno della riunione di oggi. “Non vorrei – ha commentato Losappio dopo il rinvio della seduta – che nel comportamento del presidente De Leonardis, cui spetta il compito di fissare l’ordine del giorno, le sensibilità politiche e culturali di appartenenza come componente del Gruppo Udc prevalgano sul compito istituzionale e sulla imparzialità con cui esso deve essere svolto. Mi aspetto pertanto che la proposta di legge in questione sia inserita già nella prossima convocazione della Commissione e che non ci sia bisogno di un’ulteriore sollecitazione”. Il Comitato promotore della legge si è detto preoccupato per quanto accaduto e per il comportamento del presidente della Commissione, che avrebbe congelato la seduta senza fornire spiegazioni. “Noi tutte e tutti del Comitato promotore chiediamo, quindi, al presidente del Consiglio Onofrio Introna, incontrato il 16 ottobre scorso insieme al presidente Vendola, di farsi garante di quanto assicuratoci in quella sede: la immediata calendarizzazione della legge di iniziativa popolare sulla doppia preferenza”. A difesa di De Leonardis si è scagliato il presidente del Gruppo Udc Salvatore Negro dicendo di non capire l’urgenza nell’approvazione della proposta di legge. “Il presidente Vendola e il suo partito continuano ad agitare la bandiera della proposta di legge sul riequilibrio della rappresentanza di genere nelle elezioni del Consiglio Regionale per fare campagna elettorale. Non riusciamo a comprendere la fretta nell’approvare questa legge considerato che potrà essere applicata solo dalla prossima legislatura, cioè nel 2015”. “Il presidente della VII Commissione, Giannicola De Leonardis – ha aggiunto Negro -, svolge il suo ruolo istituzionale con imparzialità nei confronti di tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio; il collega Losappio fa finta di non sapere che nella discussione delle varie proposte che vengono presentate ci sono delle norme da rispettare. La presentazione di 30mila firme non esime dal rispetto nel seguire la cronologia delle proposte, a meno che non ci siano motivi di particolare urgenza. Un fatto da escludere a proposito della proposta di legge ‘Disposizioni in materia di riequilibrio della rappresentanza di genere nelle elezioni del Consiglio Regionale’, considerato che tale legge dovrà essere applicata solo nel 2015, cioè a partire dalla prossima legislatura. A meno che il presidente Vendola non ci dica che vuole mandare anticipatamente alle urne la Puglia”. “Quanto alla proposta di legge – ha continuato il presidente Udc – noi dell’Udc non solo siamo favorevoli alla promozione delle pari opportunità delle donne in politica, ma siamo anche oltre la proposta del Comitato ‘50e50’. Da tempo affermiamo che per favorire l’ingresso delle donne in politica e nei vari livelli istituzionali è necessario eliminare tutti quegli ostacoli che di fatto ne impediscono l’accesso. Inoltre riteniamo necessario che la parità di genere si attui nei Consigli comunali, fucina della formazione della nuova classe dirigente, prima ancora che a livello regionale e parlamentare. Infine, a nostro parere, è necessario che la legge regionale sia armonizzata con quella nazionale, attualmente in discussione, e deve tenere conto del riordino delle province per determinare i collegi elettorali. Ecco perché siamo convinti che non c’è giustificato motivo per accelerare l’analisi della proposta di legge e che la stessa va analizzata, ponderata ed emanata nei giusti tempi. Perciò non comprendiamo la fretta del collega Losappio, il quale farebbe bene invece a richiamare il presidente Vendola ed il suo assessore Fratoianni, impegnati in campagna elettorale, ad essere più presenti in Puglia e ad occuparsi di quei problemi dei pugliesi per i quali nel 2010 gli è stato conferito un nuovo mandato che farebbero bene a rispettare ed onorare fino alla scadenza naturale del 2015”. 19 ottobre 2012 50/50. Losappio e Disabato chiedono di accelerare BARI – Nell’ordine del giorno della prossima seduta di VII Commissione “Affari istituzionali”, fissata per il 24 ottobre, non è stata inserita la discussione della proposta di legge di iniziativa popolare sulla pari rappresentanza di genere nelle liste elettorali e negli organi di governo regionali, sostenuta da 30mila firme raccolte in tutta la Puglia. Così i consiglieri Michele Losappio e Angelo Disabato, presidenti dei Gruppi Sel e “Puglia per Vendola”, hanno inviato una lettera al presidente della Commissione Giannicola De Leonardis chiedendo formalmente di aggiungere, con un ordine del giorno suppletivo, la discussione della proposta di legge “50&50” nel programma della seduta già convocata. Losappio e Disabato ricordano infatti che, nell’incontro del 15 ottobre, tutti i presenti hanno concordato sull’urgenza di mettere in calendario la discussione e l’approvazione della proposta di legge, a prescindere dai tempi di seconda lettura della modifica dello Statuto, con la quale si approverà definitivamente la riduzione del numero dei consiglieri a 50. In quella circostanza si è infatti deciso di approvare velocemente la legge e di rimandarne solo la presentazione in Aula a riduzione dei consiglieri approvata. Ecco la lettera di Losappio e Disabato: Al Presidente della VII Commissione Cons. Giannicola De Leonardis Caro Presidente, abbiamo ricevuto la convocazione della prossima riunione della VII Commissione per mercoledì 24 nel cui ordine del giorno non è stata inserita la proposta di legge di iniziativa popolare sulla rappresentanza di genere sostenuta da 30.000 firme raccolte dal Comitato promotore. Come sai, nell’incontro fra lo stesso Comitato, i presidenti dei Gruppi, del Consiglio, della Giunta, della VII Commissione di lunedì 15 è emersa la necessita delle proponenti di una calendarizzazione immediata della legge come risposta della politica alla necessità che essa esprime ed alle richieste contenute e sostenute dai sottoscrittori. In quella occasione avevamo osservato che esaudire tale richiesta è possibile a prescindere dalla seconda lettura dello Statuto con la semplice accortezza, una volta – come speriamo – approvata la legge, di ritardarne la presentazione in Aula a dopo la seconda lettura onde consentirne la omogeneizzazione anche rispetto al numero dei componenti il nuovo Consiglio. Per tali motivi siamo dunque a chiederti di inserire, con uno specifico ordine del giorno suppletivo, nella seduta della Commissione del 24 la proposta di legge di iniziativa popolare ”Disposizioni in materia di equilibrio nella rappresentanza di genere nelle elezioni per il Consiglio Regionale e il Presidente della Regione”. Certi della Tua attenzione. Michele Losappio Angelo Disabato 17 ottobre 2012 50/50. Se ne parla a dicembre BARI – Completata la seconda lettura a dicembre della modifica dello Statuto per la riduzione a 50 consiglieri, il Consiglio regionale procederà all’approvazione della nuova legge elettorale, che tra le altre previsioni conterrà quelle relative alla parità di genere donne/uomini nelle liste elettorali e nelle preferenze. È l’assicurazione fornita ieri dal presidente dell’Assemblea, Onofrio Introna, alle rappresentanti del Comitato 50 e 50, in un’affollata riunione che ha preceduto la seduta consiliare, alla quale hanno preso parte il presidente della Regione Nichi Vendola, i capigruppo ed il presidente della settima Commissione, Giovanni De Leonardis. Introna ha invitato la Commissione affari istituzionali a calendarizzare la proposta di legge di iniziativa popolare per il riequilibrio di genere nel Consiglio regionale. Sostenuta da 25mila firme raccolte in tutta la Puglia, ha come obiettivo la pari rappresentanza di uomini e donne nell’Assemblea elettiva. “C’è grande attenzione e sensibilità da un’ampia parte del Consiglio regionale – ha assicurato Introna – ad un’istanza, del mondo femminile e non solo, che interpreta il pensiero di consiglieri di tutti gli schieramenti; in tanti hanno confermato la volontà di procedere a un adeguamento della legge elettorale regionale che vada nella direzione sollecitata. È un salto di civiltà che non sarà bloccato – ha aggiunto –; c’è l’urgenza politica, istituzionale, sociale di fare della Puglia una Regione modello anche nella parità. Sono certo che la Commissione manterrà aperto un canale di dialogo con il comitato proponente”. Anche Vendola ha detto essenziale un confronto costruttivo: “Credo che sia opportuno – ha dichiarato – che questa rappresentanza incontri i componenti della settima Commissione consiliare. Noi non siamo proprietari di questa materia, né io né il governo regionale. Questa è una materia di tipica competenza consiliare e contemporaneamente la considero la più qualificante dal punto di vista dell’idea di democrazia perché penso che questo Consiglio regionale sia uno scandalo proprio per il livello di mutilazione della rappresentanza femminile che incarna. Io sono schieratissimo su questa battaglia, ma non posso fare altro che esercitare l’idea di parità di genere quando è possibile e nei luoghi dove c’è la mia competenza. Sicuramente sono un po’ preoccupato per i tempi di approvazione della legge”. 2 ottobre 2012 50/50. Le donne ai consiglieri: ‘Trasparenza’ BARI – Che cosa pensa della proposta di legge di iniziativa popolare “50&50” per la pari rappresentanza di uomini e donne nelle liste elettorali e negli organi di governo pugliesi? Lo chiedono le donne promotrici della proposta di legge ai consiglieri regionali che si apprestano a discuterne in Consiglio. Una domanda secca, in nome della trasparenza: rendere pubblico il proprio voto non celandosi dietro la segretezza. La proposta di legge “Disposizioni in materia di equilibrio nella rappresentanza di genere nelle elezioni per il Consiglio regionale e il/la Presidente della Regione” è un passo in avanti di grande portata verso la democrazia. Questi i suoi passaggi principali: • in ogni lista nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 50%; • la lista che non rispetti questa caratteristica non è ammessa; • in tutti i programmi di comunicazione politica deve essere assicurata la presenza paritaria di candidate/i di entrambi i sessi, nei messaggi autogestiti deve essere messa in risalto con pari evidenza la presenza di candidate/i di entrambe i sessi nella lista presenta dal soggetto politico che realizza il messaggio; • si posso esprimere uno o due voti di preferenza; • se si esprimono due preferenze queste non possono riferirsi a due candidate/i dello stesso sesso; • se si esprimono due preferenze per candidate/i dello stesso sesso la seconda preferenza è a. Lo scorso 14 giugno la proposta di legge è stata presentata dal Comitato promotore al presidente del Consiglio Onofrio Introna. Le firme raccolte erano 25mila, 10mila più del necessario. Introna fece gli auguri alla Puglia che si incamminava sulla rotta della democrazia e dell’equa rappresentanza. Ora il Consiglio dovrà votare la proposta. Ma il voto segreto potrebbe vanificare gli sforzi compiuti finora. Un voto palese, invece, imporrebbe di esporsi in prima persona, consigliere per consigliere. E poi di dare conto della propria scelta a quelle 25mila persone (alle quale si sono aggiunte tante altre che hanno sottoscritto la proposta nei banchetti organizzati nei Comuni) che hanno firmato, con il proprio nome ed il proprio cognome, per l’ideale della democrazia. Ecco la lettera preparata dal Comitati promotore della proposta di legge e che sarà inviata ai consiglieri regionali per spronarli ad effettuare una dichiarazione di voto: Bari Alla cortese attenzione del Consigliere regionale Gentile consigliere/a, come Lei saprà, nel mese di giugno sono state consegnate le firme per la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare “Disposizioni in materia di equilibrio nella rappresentanza di genere nelle elezioni per il Consiglio regionale e il/la Presidente della Regione”. Tale proposta è finalizzata a sanare, dal punto di vista normativo, il grave squilibrio democratico rappresentato dalla sostanziale assenza delle donne dalle istituzioni, a partire dal Consiglio regionale pugliese. Non Le sarà sfuggito che la vastità e la pluralità della composizione del comitato promotore costituisce un dato politico e culturale eccezionale e del tutto inedito. Allo stesso modo, il fatto che sia stato raccolto il doppio delle firme necessarie nella metà del tempo previsto è indicativo della diffusa adesione popolare ai principi e al contenuto della proposta. Ora la parola passa al Consiglio regionale, che sappiamo apprestarsi a discutere anche altri aspetti della legge elettorale. Con la presente, sentendo la responsabilità di custodire la volontà di tante persone, Le chiediamo di esprimere il suo orientamento di voto, se cioè voterà la proposta in oggetto nelle forme e nei contenuti in essa espressi. Consideriamo la Sua risposta un atto di trasparenza politica di cui La ringraziamo fin d’ora, precisando che riteniamo anche la mancata risposta un modo di rispondere. AugurandoLe buon lavoro, La salutiamo. Comitato Promotore Legge di iniziativa Popolare Doppia Preferenza PD: Antonella Vincenti Udc: Alessandra Ricciardelli Rifondazione Comunista: Tonia Guerra Socialisti: Simonetta Lorusso Sel: Lea Durante Fli: Silvia Nascetti Pdl: Michela Tolentino Idv: Marina Suma Movimento Schittulli: Letizia Bucaria Puglia per Vendola: Addolorata Jessica Coco Puglia prima di Tutto: Ianita Marzo Udi Comitato promotore 50/50: Milena Carone Consigliera di Parità regionale: Serenella Molendini Consigliere di parità provinciali: Alessia Ferreri (Lecce), Stella Sanseverino (Bari), Barbara Gambillara (Taranto), Alessandra Amoruso (Brindisi), Antonietta Colasanto (Foggia) Consulta regionale femminile: Annamaria Carbonelli Commissione pari opportunità regionale: Rosa Cicolella Un desiderio in comune Bari: Marida Leuzzi Centro Documentazione e Cultura delle donne Antonella Masi Sui generis Lecce: Michela Di Ciommo Donne in rete Foggia: Rita Saraò Coordinamento Associazioni femminili Bari: Lidia Rizzo MaschilePlurale / Uomini in gioco: Orazio Leggiero Giulia (rete delle giornaliste): Rossella Matarrese, Magda Terrevoli (portavoce) Articoli correlati: 50&50, 25mila firme per la democrazia 50&50. 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