Legge di stabilità 2012: ancora ‘lacrime e sangue’

Dall’aumento del’Iva alla riduzione dell’Irpef, allo spegnimento dei lampioni pubblici durante la notte. Il provvedimento del Governo, punto per punto

La Legge di stabilità 2012 è stata approvata dal Consiglio dei Ministri, suscitando reazioni nient’affatto entusiaste. E’ il sintomo di un malcontento collettivo, non solo tra le fila dei contribuenti, ma (almeno per una volta), tra le stesse compagini politiche. I sindacati protestastano con un “basta” alle manovre depressive/repressive, le forze politiche tentennano, il ministero della Salute pubblica chiede di correggere i tagli apportati all’intero sistema sanitario italiano. Una manovra da circa 11,6 miliardi di euro. Tra gli otto punti chiave di cui il provvedimento consta, spicca il famigerato aumento dell’Iva, che dovrebbe attestarsi su un solo punto percentuale. E così, dal 1° luglio 2013, le aliquote Iva aumenteranno dal 10 all’11% e dal 21 al 22%. L’aumento consentirà di finanziare, questo è ciò che è emerso fino ad oggi, la riduzione dell’Irpef sui redditi più bassi. Il punto più oscuro (e senza dubbio quello che ha scatenato le maggiori polemiche), concerne la sanità. I tagli previsti in questo settore si aggirano attorno al miliardo di euro. Meno di quanto inizialmente preventivato, ma pur sempre una sforbiciata non poco rilevante, soprattutto per la già traballante sanità pubblica italiana. Saranno tagli a tutto tondo che coinvolgeranno soprattutto gli apparecchi biomedicali del Fondo sanitario nonché anche l’importo degli appalti in essere relativo alle forniture alle Asl. Per quello che concerne la P.A. è stato rimandato l’obbligo di scongelare i pagamenti alle imprese da parte della Pubblica amministrazione, che resta così fissato a 180/190 giorni. Il pagamento degli arretrati verrà invece finanziato attraverso il piano di dismissioni destinato a pagare il debito pubblico. L’affaire Tobin Tax invece sarà valutato sin da subito e adottato parimenti in attesa dell’approvazione del Consiglio europeo. Dalla Tobin Tax resterebbero comunque esenti i titoli di Stato. Altra questione “bollente” della manovra riguarda la difficile situazione dei cosiddetti “esodati”. Facendo ricorso al Fondo Letta, verranno stanziati da subito 100 milioni di euro. Forse per equilibrare l'aumento dell'Iva, l’Irpef si ridurrà di un altro punto dal 2013; l’aliquota prevista per redditi fino a 15.000 euro scenderà cioè dal 23% al 22%, mentre l’aliquota del 27%, per redditi fino a 28.000 euro, scenderà al 26%. Resteranno invariate le altre aliquote Irpef. Quanti speravano che almeno le deduzioni e le detrazioni restassero esenti dalla demolizione operata dalla Legge di stabilità, dovranno invece rassegnarsi a vedere colpite anche e soprattutto quelle. E’ prevista la riformulazione degli sconti fiscali per redditi superiori a 15.000 euro. Al vaglio definitivo, dopo le prime indiscrezioni fornite da “Il Sole 24 Ore”, sono ora gli incentivi da eliminare. Si tratta di un compito non facile, ma il cui obiettivo finale resta quello di lavorare per ridurre la grande massa degli incentivi che, a parere del Governo, è molto elevata nel nostro Paese, al fine di conseguire risparmi per circa 4 miliardi di euro. Dulcis in fundo, il buio. Di notte i lampioni si spegneranno o affievoliranno la propria luce. È questa la massima con la quale è stata promossa all’interno della Legge di Stabilità l’Operazione Cieli Bui. Il governo ha fatto proprio un progetto dall’Ong Cielo Buio che dal 1998 si batte contro l’inquinamento luminoso e il risparmio energetico. La finalità ultima è quella di far risparmiare agli enti locali fino a un miliardo di euro limitando l’illuminazione. Il provvedimento tuttavia pare sia stato subito criticato da partiti ed amministratori pubblici che lamentano probabili problemi per la sicurezza nelle strade. Per di più gli enti locali saranno chiamati a effettuare una rimodernizzazione degli impianti e dei dispositivi di illuminazione. Ancora da stabilire le strade sulle quali attuare tale operazione.

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