Maglie-Leuca. Ambientalisti vs Provincia

Da una parte la “strada parco”, dall’altra una superstrada a quattro corsie. I due modi di intendere la viabilità nel Capo di Leuca

Più che una superstrada, una “strada parco”. E’ questa la proposta degli ambientalisti riniti nel Comitato “No 275”, che accolgono l’idea della Provincia di Lecce all’era di Giovanni Pellegrino (Pd). Oggi invece la Provincia, guidata da Antonio Gabellone (Pdl) ha cambiato orientamento ed è la prima strenua sostenitrice della infrastruttura, con Biagio Ciardo, capogruppo provinciale del Pdl, che è anche il “padre” del Comitato “Quattro corsie per la vita”, che promuove da sempre l’allargamento dell’arteria. Due sono i punti su cui il Comitato “No 275” insiste: “Il progetto del riammodernamento della 275 è sovradimensionato e deturpante – spiega il portavoce Vito Lisi -. Serve una messa in sicurezza della Maglie-Leuca ma non serve un ecomostro. Inoltre, tutto l’iter amministrativo di approvazione del progetto è avvenuto nella più totale illegalità: una strada da 288milioni di euro progettata senza regolare bando di gara e senza le idonee e necessarie valutazioni archeologiche, geologiche e ambientali, perché dagli atti emerge che questi importanti pareri non posseggono la firma in calce”. “Fino ad ora – aggiunge Lisi – nessun giudice della Repubblica Italiana, in ben dieci pronunce tra Tar e Consiglio di Stato, è mai entrato nel merito delle illegalità che l’avvocato Luigi Paccione ha evidenziato nelle 100 pagine degli esposti e abbiamo il timore che ci si fermi ancora una volta alla copertina degli atti giudiziari”. Ciardo, da parte sua, si dice orgoglioso di aver sollevato per primo la necessità di un allargamento della Maglie-Leuca. “Mi piace definirmi il padre della 275 – commenta – perché sono stato il primo a sostenere la necessità delle quattro corsie”. Quali sono le ragioni che portano la Provincia a sostenere con tanta convinzione la necessità di una strada a quattro corsie? “Principalmente la questione sicurezza; 50 incidenti mortali in 20 anni sono davvero troppi. E’ una strage che va bloccata. In secondo luogo, la questione economica: una strada più agevole da percorrere rende più agevole l’intera economica del territorio”. In questi anni sono stati diversi i ricorsi presentati contro il progetto… “Sono stati dieci in tutto, tra Tar e Consiglio di Stato, e sono stati sempre rigettati. Significa che sono prive di fondamento le accuse che vengono mosse al progetto e cioè che devasterebbe il paesaggio e che imporrebbe degli espropri illeciti”. (in realtà i ricorsi sono stati respinti sempre per vizi di forma senza mai entrare nel merito, ndr).

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