Tentato omicidio in casa di accoglienza

Andrano. Violenta lite tra due connazionali. L’intervento dei presenti evita il peggio. In arresto per tentato omicidio cittadino del Ciad

ANDRANO – Una violenta lite e poi il ferimento. Un uomo steso per terra sanguinante; l’altro, con alcune ferite alle mani e gli abiti sporchi di sangue. E’ accaduto ad Andrano, all’interno di una struttura di accoglienza. Protagonisti della rissa, due ospiti della “casa”, entrambi originari del Ciad. Sono stati i responsabili della struttura a chiamare il 112, che sono sopraggiunti sul posto ed hanno iniziato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dei fatti. Anche grazie alle dichiarazioni dei presenti al momento del ferimento è stato possibile accertare che da diverse settimane O. B., l’uomo ferito, e Mahamed Alajaba, il suo aggressore, avevano frequenti litigi dovuti al fatto che quest’ultimo era solito ascoltare la musica a volumi troppo alti anche durante le ore di riposo. Le discussioni, spesso sfociate in urla ed offese, non erano mai andate al di là degli eccessi verbali e si erano sempre concluse in poco tempo grazie all’intervento degli operatori della struttura e di alcuni ospiti. Ma ieri, nel primo pomeriggio, la situazione è improvvisamente degenerata e Alajaba, dopo aver pesantemente insultato e minacciato il suo connazionale, lo ha aggredito fisicamente con calci e pugni. Il repentino intervento di alcuni testimoni, che hanno allontanato l’aggressore dalla sua vittima, sembrava avere risolto la questione ma, mentre i presenti stavano soccorrendo O. B., Alajaba, non visto, ha estratto un lungo coltello da cucina, probabilmente sottratto nei giorni precedenti dalla struttura, e si è nuovamente avventato contro la sua vittima colpendolo quasi venti volte prima che i presenti riuscissero a bloccarlo e disarmarlo.

Il coltello usato da Mahamed Alajaba

Il coltello usato per l'aggressione In ospedale O.B. è stato giudicato guaribile in venti giorni; Alajab si riprenderà in pochi giorni. Questi è stato arrestato per tentato omicidio aggravato e premeditato. Condotto presso gli uffici della Stazione Carabinieri di Spongano, su disposizione della pm Licci, è stato accompagnato presso la Casa Circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce.

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