Cardiologia a San Cesario. Da ‘fiore all’occhiello’ a day hospital

San Cesario. Mancano i medici e quelli che ci sono non garantiscono il servizio notturno. Così i pazienti si rivolgono alle cliniche private per la riabilitazione. E la Asl paga. Di più

SAN CESARIO – E’ stato inaugurato due anni fa e, stando ai progetti, avrebbe dovuto rappresentare il fiore all’occhiello della cardiologia riabilitativa a Lecce e in provincia. Da qualche mese, però, il reparto di Riabilitazione cardiologica dell’ospedale “Galateo” di San Cesario si è trasformato in un day hospital per carenza di personale. Il reparto, con otto posti letto, avrebbe dovuto accogliere i pazienti dell’Asl di Lecce operati al cuore, che in tal modo avrebbero potuto contare su un centro all’avanguardia riabilitativa, capace di restituirli, in breve tempo, ad una vita normale. Dal mese di maggio, il reparto si è trasformato in un day hospital, perché la carenza di personale non consente di garantire un normale ricovero, con grande difficoltà per i pazienti che vengono da fuori Lecce. Su cinque medici nominati, solo quattro sono in servizio. E, su quattro, solo due hanno dato la disponibilità a lavorare nelle ore notturne. I pazienti di Lecce e provincia operati al cuore sono così costretti a rivolgersi a strutture private (Clinica Città di Lecce e Petrucciani) con un grande dispendio di risorse economiche. Ed è il solito paradosso: a causa del Piano di rientro, l’Asl non può assumere un nuovo cardiologo, eppure paga somme considerevoli ai privati per sostenere la riabilitazione cardiologica fuori dall’ospedale. Solo nel 2011 il valore dei ricoveri nelle cliniche private ammontava a circa 1 milione e 500 mila euro contro i 323mila euro del ‘Galateo’. Su questa situazione riporta l’attenzione il consigliere regionale e presidente di “Moderati e Popolari” Antonio Buccoliero, che ha presentato un’interrogazione urgente a risposta scritta all’assessore regionale alle Politiche alla salute, Ettore Attolini. “Il day hospital non può certamente soddisfare le richieste di coloro che hanno subito un delicato intervento al cuore, specie se parliamo di pazienti che vengono da fuori Lecce – scrive Buccoliero –. Occorre rimediare ad una situazione che, paradossalmente, incide negativamente sui costi della sanità regionale, perché, ciò che non può garantire il pubblico, lo garantisce il privato con costi elevati per la sanità”. All’assessore alla Salute, Buccoliero chiede “se non sia il caso di porre fine a questo assurdo paradosso, provvedendo a far sì che il Galateo di San Cesario possa contare su un efficiente reparto di Riabilitazione cardiologica, in grado di funzionare ed erogare servizi ed assistenza h24; se non sia il caso di verificare tutte le paradossali situazioni che prosperano nella sanità locale e che determinano uno spreco irrazionale, offensivo e deleterio di denaro pubblico, privando al contempo, assurdamente, i cittadini pugliesi del sacrosanto diritto alla salute”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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