Inquinamento a Taranto? Negro: ‘Si pensi anche a Brindisi’

Bari. Il capogruppo Udc invita ad alzare la guardia anche sulla situazione brindisina e sollecita l’istituzione di un registro tumori regionale

BARI – “La situazione ambientale del territorio di Brindisi presenta una serie di criticità non meno gravi di quelle di Taranto. La politica deve alzare l’attenzione perché questa è una provincia che produce un’elevatissima quantità di energia elettrica che va oltre il fabbisogno della regione. Per tale motivo non si può permettere che gli effetti negativi dell’inquinamento ricadano solo su quel territorio, ma occorrono interventi incisivi e sinergici da parte delle Istituzioni, sia a livello regionale che nazionale”. È quanto affermato dal presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, al termine delle audizioni in V Commissione dove sono stati ascoltati i rappresentanti del territorio e delle associazioni ambientaliste brindisine sul grave problema dell’inquinamento che attanaglia la città e il territorio di quella provincia. “Quello di Brindisi – ha sottolineato il capogruppo Udc – è un territorio definito di interesse nazionale ai fini delle bonifiche ambientali e come tale soffre di una serie di criticità che vanno affrontate a tutti i livelli istituzionali e politici, senza aspettare gli interventi della magistratura come avvenuto purtroppo per Taranto. Gli atti formali che sono stati adottati fino ad oggi dalle Istituzioni devono essere trasformati in atti concreti, come ci hanno spronato a fare le associazioni ambientaliste ed i vari rappresentanti delle Istituzioni che oggi abbiamo ascoltato in Commissione. Sarebbe stato opportuno che ad ascoltare la voce di questo territorio ci fosse stato anche il presidente Vendola che invece continua a trascurare i problemi veri della Puglia per inseguire la campagna delle primarie. Ciò sta producendo un ritardo della Regione nell’affrontare il problema in modo incisivo. Tra l’altro, voglio ricordare che ancora non c’è un registro tumori che ci impedisce di avere a disposizione dati che sarebbero utili all’Ente per mettere in atto una campagna di prevenzione e di cura di questo drammatico problema sanitario”.

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