Incendio nelle terre confiscate al boss. ‘Accidentale’

Galatina. Dai primi accertamenti l’episodio non sembrerebbe doloso, ma il Comune ha sporto denuncia. Distrutti cinque ulivi, danneggiati 22

(foto dal sito galatina.it) GALATINA – Cinque ulivi diventati cenere ed altri 22 seriamente danneggiati dalle fiamme. E’ il bilancio dell’incendio che lo scorso 19 giugno ha interessato l’uliveto di contrada Roncella a Noha, frazione di Galatina. Non un uliveto qualunque. A bruciare, infatti, è stato l’uliveto sottratto alla mafia, quello adiacente alla villa, anch’essa confiscata, appartenuta al clan Coluccia della Sacra Corona Unita, affidato in gestione all’associazione “Libera” di don Raffaele Bruno. Oggi, dai primi accertamenti effettuati sul posto, sembra che l’episodio sia stato del tutto accidentale. Ma appena avvistate le fiamme, non è stato difficile pensare ad un atto doloso. Ed infatti la vicesindaca Roberta Forte ha subito sporto denuncia in attesa che un’analisi tecnica (ancora in corso) chiarisse la natura dell’incendio. Del resto, appena i terreni e la villa vennero confiscati al clan mafioso, non mancarono gli episodi intimidatori: gli ulivi vennero tagliati nella notte e nel giro di pochi giorni, la villa venne letteralmente smantellata e privata di ogni bene oggetto di valore, inclusi marmi e ceramiche (Il Tacco ne ha parlato nel numero di dicembre 2009, “Cose nostre”). Ad intervenire sul posto per primi, attorno alle 17, sono stati gli uomini della Protezione civile che, valutata la difficoltà a domare le fiamme, hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco che sono riusciti nell’impresa di spegnere l’incendio solo alle 21. Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri di Galatina, attualmente al comando del maresciallo Osvaldo Leo. Leggi qui il Tacco d’Italia sui beni confiscati alla mafia “Cose nostre” Articolo correlato: Incendio nei terreni strappati alla Scu. Libera denuncia

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