Morelli. Una petizione per riportarlo a casa

Carovigno. Già in molti hanno firmato per chiedere che le spoglie dell’illuminato politico pugliese ritornino nella sua città

Di Giacomo Grippa CAROVIGNO – Abbiano avuto un “patriota pugliese”, sconosciuto ai più: Salvatore Morelli, nato a Carovigno il 1814 e morto, poverissimo, a Pozzuoli il 1880. Per dieci anni incarcerato dai borboni, avvocato, consigliere comunale a Napoli, dal 1860 al '67, parlamentare dal 1867 al 1880. E' stato il primo in Europa, prima di Mill ad impegnarsi per un “Risorgimento delle donne“, a presentare proposte di legge per il voto alle donne, il divorzio, la cremazione, la parità dei sessi e la differenza di genere, la parità tra figlio naturale e legittimo, il bicognome ai neonati, il bicognome ai coniugi, la scuola pubblica, gratuita e laica, l'ammissione delle giovani al Ginnasio e delle donne come testimoni nelle cause. Difese le ragioni del Sud, quando, pur con l'apertura del canale di Suez, furono sottratte a Brindisi alcune funzioni portuali, trasferite e Trieste. Sollecitò interventi di bonifica sociale per l'istituzione di sifilicomi, sul fenomeno della prostituzione e del brigantaggio e non votò la Legge delle Guarentigie. Per sottrarlo all'oblio è stata promossa una petizione popolare (portavoce dei promotori, la ricercatrice dell'opera di Morelli, Primarosa Saponaro), per didicargli un monumento e riportarne le spoglie mortali nella sua Carovigno. Hanno già firmato: Luciano Canfora, Umberto Galiberti, Mina Welby, Peppino Englaro, Anna Ferretti in Rodari, Carla Corsetti, segr. naz. di Democrazia atea, Alex Zanotelli, Nichi Vendola, Massimo Cacciari; i magistrati Ennio Cillo, Antonio Del Coco, Nicola Colaianii, Pia Ilderosa; ancora Valentino Parlato del Manifesto, Mimmo Fazio, preside del Dipartimento di Filosofia dell’Università del Salento, Roberto Salvan dell'Unicef, Luciano Ardesi per la Lega dei diritti dei Popoli, Mirella Casagrande dell'Agesci, Alessandro Laporta, direttore della Biblioteca Provinciale leccese, gli editori Livio Muci e Pietro Manni, Serena Corrao della Consulta Bioetica, il prof. Mario Spedicato della Società di Storia Patria salentina, la biologa Carlotta Marzan, Franco Colizzi dell'Aifo e non per ultima, Anna Maria Colaci, ordinaria di Pedagogia della locale Università che ha ristampato il più importante dei libri di Morelli: “La donna e la scienza”, ed. Pensa. Inoltre, tanti amministratori: Paola Rita Stella e Claudio Cecchetti della Provincia di Roma, Silvia Godelli della Regione Puglia, Simona Manca e Filomena D'Antini della Provincia di Lecce, Gaetano Messuti, delegato del sindaco del Comune di Lecce, Luigino Sergio e Aprile Giuliano sindaco e vice di Martignano, l'europarlamentare Raffaele Baldassarre, Roberta Forte, vicesindaco di Galatina, Antonio Chiga, vicesindaco di Zollino, l'on. Giuseppe Taurino, Paolo Paticchio, di Castrignano dei Greci e numerosi cittadini non solo pugliesi. Ci auguriamo che il Comune di Carovigno, insieme alla Provincia di Brindisi e alla Regione Puglia ricordino adeguatamente Salvatore Morelli.

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